(Dicembre 2011/Gennaio 2012)
"Quando capisci qual è il valore di tutta la vita, ti soffermi di meno sul passato e ti concentri di più sulla conservazione del futuro."
Dian Fossey
Un volo Egyptair ci porta da Roma, via il Cairo, ad Entebbe ove arriviamo nel cuore della notte. Entebbe, unico scalo internazionale dell'Uganda, è situata sulle sponde del Lago Vittoria ed è una cittadina piena di verde molto ambita dal turismo locale per il suo piacevole clima, per l'opportunità di effettuare balneazione e per l'amenità dei suoi dintorni. In aeroporto incontriamo la guida che avevamo contattato dall'Italia ed in un'ora di macchina raggiungiamo il nostro hotel nel centro di Kampala, capitale dell'Uganda. Qualche ora di sonno per recuperare le energie ed usciamo per una prima visita esplorativa della città. Kampala si estende su sette colline ed il centro è situato su Nakasero Hill, cuore commerciale ed economico della capitale, caratterizzato da ampi viali alberati fiancheggiati edifici che ospitano banche, uffici amministrativi e ambasciate. La città non presenta particolari attrattive, ma può meritare spendere qui un paio giorni non solo per dedicare una visita ai siti che meritano comunque attenzione, ma anche per avere l'occasione di organizzare in loco un tour dei numerosi parchi naturali presenti in questo paese. Ci dirigiamo dunque al National Museum che all'interno delle sue teche dall'aspetto un po' ammalorato offre in ogni caso interessanti esposizioni antropologiche e naturalistiche, oltre ad una collezione di tipici strumenti musicali africani. Ci rechiamo poi alla Parliament House, un imponente edificio bianco all'interno del quale è possibile assistere ai lavori del governo. Trascorriamo il resto della giornata visitando un mercato ortofrutticolo e passeggiando per le polverose vie di Nakasero Hill ove una miriade di minibus adibiti a taxi staziona ai bordi della strada o in ampi piazzali in attesa di fare il pieno di clienti. Torneremo a Kampala alla fine del nostro viaggio per visitare alcuni altri siti di interesse storico culturale.
La mattina seguente, alle prime luci dell'alba, lasciamo Kampala e con la nostra guida iniziamo il tour dei parchi dirigendoci verso sud ovest. Effettuiamo una prima sosta proprio nel punto in cui passa la linea dell'equatore, segnalata da un monumento simbolico che divide i due emisferi. Proseguiamo ancora verso sud attraversando ora vaste pianure coperte a perdita d'occhio da piante di papiro, ora zone collinari caratterizzate da fitta vegetazione e piantagioni di banane, ora tratti decisamente più montuosi ove i palmeti lasciano il posto ad abeti ed altra vegetazione tipicamente montana. Costeggiamo il Lago Mburo nel cui omonimo parco nazionale, il solo in Uganda, è possibile trovare le zebre. Dopo quasi undici ore di viaggio in buona parte su strade piuttosto accidentate, raggiungiamo Bwindi ed i confini del Bwindi Impenetrable National Park. Facciamo tappa per la notte al Kitakare Lake Camp Lodge, un campo tendato immerso totalmente nella foresta che offre suggestive sistemazioni circondate da fitta vegetazione equatoriale. La mattina seguente, prima del levar del sole, ci prepariamo per una delle escursioni più interessanti da effettuare in questa zona: il gorilla tracking alla ricerca dei gorilla di montagna. Con due ore di fuoristrada su strade al limite dell'impraticabile raggiungiamo il quartier generale del Bwindi Impenetrable N.P. dove ritiriamo i permessi e dove ci viene assegnato un gruppo di gorilla. Si stima che ormai esistano al mondo solo poco più di 700 gorilla di montagna ed in Uganda si trovano cinque gruppi composti mediamente tra i 9 e i 14 idividui. Il permesso per il tracking costa 500 $ a persona e consente di aggregarsi ad un gruppo formato da soli 8 partecipanti che, scortati da rangers, battitori e portatori, si addentra nella foresta alla ricerca del gruppo di gorilla assegnato. Formiamo quindi il nostro gruppo e dopo un briefing introduttivo partiamo alla ricerca del "gruppo Bitukura". Dopo circa due ore di cammino avvistiamo i primi esemplari, alcuni nel fitto della vegetazione, altri sui rami di un grande albero intenti a mangiare foglie e frutti. Dal momento del loro avvistamento abbiamo solo un'ora di tempo per osservarli, ciò per evitare l'eccessiva interazione con l'uomo e per evitare di irritarli. Nonostante tale limite, abbiamo tuttavia tutto il tempo necessario per immortalarli in magnifici scatti fotografici e per osservarne il comportamento in natura. Lasciamo quindi il gruppo di gorilla e facciamo rientro al campo base portando con noi un ricordo indelebile di questi primati seriamente minacciati dall'estinzione.
Proseguiamo il nostro viaggio e raggiungiamo Kabale e da qui ci dirigiamo al vicino Lago Bunyonyi considerato il lago più pittoresco dell'Uganda. Il lago è circondato da dolci colline ricoperte da lussureggiante vegetazione ed è un'oasi di pace soprattutto per gli amanti del birdwatching. Troviamo sistemazione al Bushara Island Camp, posto su un'isoletta al centro del lago. Il Bushara Island Camp è composto da confortevoli tende arredate, ciascuna isolata dalle altre, immerse nella foresta e con una suggestiva vista sul lago. La mattina seguente riprendiamo il viaggio e dopo aver attraversato verdi vallate coperte da piantagioni di tè e di tabacco, raggiungiamo i confini del Queen Elizabeth National Park. Il parco è uno dei più importanti dell'Uganda e racchiude una enorme biodiversità tra cui oltre 600 specie di uccelli. Dopo un veloce pranzo al sacco, iniziamo un lungo game-drive all'interno del parco che ci porta prima al remoto Ishasha sector famoso per l'avvistamento dei tree climbing lions, leoni che sono soliti arrampicarsi sugli alberi per riposare. Proseguiamo in questo settore fino ad incontrare l'Ishasha river che segna il confine con la Repubblica Democratica del Congo (RDC) e successivamente ci dirigiamo verso le vaste praterie che si trovano nella zona più a nord del parco. Qui, tra gli altri, avvistiamo elefanti, bufali, waterbucks, babbuini, aquile, avvoltoi ed un gran numero di impala. Al tramonto giungiamo sulle rive del grande Lago Edwards che per 3/4 appartiene alla RDC e quindi facciamo tappa per la notte all'Hippo Camp, un campo tendato posto sulle sponde del lago famoso per gli avvistamenti di ippopotami.
Anche la mattina seguente la sveglia suona come di consueto alle 5:00 a.m. poichè la partenza è fissata alle ore 6:00. Oggi ci dirigiamo alla Kyambura Gorge, una spaccatura profonda 100 mt. che taglia in due la pianura. In fondo alla gola scorre un fiume e le sue rive sono ricoperte da una fittissima foresta a volta che come una lunghissima lingua verde si staglia sul giallo-bruno della savana circostante. La foresta è ricca di primati e questo è il posto ideale per effettuare lo Chimpanzee tracking, una camminata della durata di alcune ore alla ricerca degli scimpanzè nel loro ambiente naturale. L'esperienza è molto emozionante e divertente allo stesso tempo poichè si ha l'occasione di vedere queste scimmie mentre saltano da un ramo all'altro, si tuffano nelle pozze d'acqua e giocano tra loro emettendo assordanti grida. Dopo un veloce break per consumare il pranzo ci dirigiamo al Kazinga Channel, un canale naturale lungo una quarantina di chilometri che congiunge il Lago Edward con il Lago George posto più a nord. L'escursione da non perdere in questa zona è la navigazione lungo il canale per osservare la notevole varietà di animali che popola le sue sponde. Noleggiamo quindi una imbarcazione a motore e cominciamo a percorrere le rive del canale. Le occasioni per spettacolari scatti fotografici sono illimitate e spaziano dagli innumerevoli ippopotami che pigramente si immergono nelle placide acque delle lagune, ai coccodrilli del Nilo che si scaldano al sole equatoriale, ai bufali, alle antilopi, ai kobs, agli elefanti, e poi ancora fish-eagle, snake-eagle, egrette, cormorani, pellicani, diverse specie di martin-pescatore ed altri uccelli ancora. Terminata la navigazione riprendiamo il nostro viaggio in direzione nord e, dopo aver nuovamente attraversato la linea dell'equatore, costeggiamo la catena montuosa del Rewenzori che segna il confine tra Uganda e Congo. Questa catena, conosciuta con il nome Montagne della Luna, annovera i monti più alti di tutta l'Africa le cui cime, spesso avvolte nella nebbia, sono perennemente coperte dalla neve. Raggiungiamo infine Fort Portal nei cui pressi facciamo tappa per la notte presso una benestante famiglia che ha adibito la propria abitazione a pensione.
Il giorno seguente iniziamo una lunga traversata che, partendo da Fort Portal, ci conduce dopo circa 10 ore di viaggio fino al Murchison Falls National Park. Questo parco, situato nel nord-ovest dell'Uganda, ospita una gran concentrazione di animali selvatici tra cui elefanti, giraffe, antilopi, bufali, leoni, facoceri, waterbucks, ippopotami, coccodrilli oltre a circa 500 specie di uccelli. Una delle attrattive più spettacolari di questo parco, è costituita dalle Murchison Falls, cascate formate da una stretta gola attraverso la quale il Nilo Vittoria, con un salto di 45 mt, si getta con una incredibile violenza nel Lago Albert per poi proseguire il suo corso verso nord attraverso il Sudan e l'Egitto e sfociare infine nel Mediterraneo. Il sentiero nella parte alta delle cascate consente di osservarle da vicino e di ammirare il tumultuoso tuffo delle acque all'interno della gola da cui si innalzano enormi sbuffi di vapore acqueo ed intermittenti arcobaleni. Terminata la visita della parte alta delle cascate, iniziamo verso l'ora del tramonto un game-drive all'interno del parco nel corso del quale abbiamo modo di osserare l'incredibile biodiversità che anima questa zona. Ci intratteniamo fino a quando scende la notte per aver modo di ammirare la stupefacente progressione di colori che spazia dal giallo oro, al giallo ocra, all'arancione, al violetto ed infine al rosso.
La mattina seguente, non appena inizia ad albeggiare, saliamo nuovamente sul nostro mezzo 4x4 ed effettuiamo un altro game-drive per osservare gli animali mentre si svegliano ed iniziano un'altra giornata nella savana. Questa volta costeggiamo per un buon tratto il lago Albert ed in questo ambiente abbiamo modo di vedere un gran numero di ippopotami, coccodrilli, uccelli ed altri mammiferi che scendono qui per abbeverarsi. L'aumentare della luminosità e della temperatura colora di giallo e arancione la parte più interna del parco e allo stesso tempo fa si che gran parte degli animali escano dei loro ripari notturni per nutrirsi e per mettersi alla ricerca degli spazi più verdi. Ancora una volta possiamo ammirare lo spettacolo che ci regala la natura ed osservare nel loro ambiente un gran numero di animali tra cui bufali, giraffe, elefanti, antilopi, waterbucks, kobs, scimmie, facoceri, leoni ed altri ancora. Nel primo pomeriggio raggiungiamo la sponda del Nilo Albert e decidiamo di effettuare una crociera sul fiume che in circa tre ore conduce fino alla base delle cascate Murchison. Iniziamo dunque la navigazione costeggiando le rive del Nilo ed ammirando la vita che lo popola: ancora una volta a farla da padroni sono gli ippopotami, i coccodrilli, i bufali, gli elefanti ed i facoceri, oltre ad un gran numero di aquile, martin-pescatore dai colori sgargianti ed altri uccelli ancora. Il punto forte della crociera è la vista dal basso delle Murchison Falls che con la potenza delle loro acque generano tumultuose nuvole di vapore, turbinanti gorghi ed una potente corrente che rende impossibile alle imbarcazioni di avvicinarsi oltre ad un certo limite. Così come dall'alto, le cascate sono impressionanti anche viste dal basso e la loro visita è senz'altro una attrattiva da non perdere. Terminata la crociera riprendiamo il nostro mezzo ed effettuiamo ancora un ultimo game-drive in questo parco fino al calar del sole, dopodichè facciamo rientro al nostro albergo di Pakwach.
Il giorno dopo ci dirigiamo al Ziwa Rhino Sanctuary, un'area protetta che fa parte di un progetto per la reintroduzione del rinoceronte bianco in Uganda, dopo che nel 1982 venne ucciso dai bracconieri l'ultimo esemplare. All'interno dell'area prendiamo una guida che ci conduce alla ricerca di questi animali vicinissimi all'estinzione: dopo un'oretta di cammino ne avvistiamo una coppia che riposa all'ombra di una pianta. Anche se l'incontro con questi animali si limita solo ad una loro osservazione in fase di riposo, posto che durante le ore più calde della giornata i rinoceronti restano pressochè immobili all'ombra, rimaniamo comunque soddisfatti sapendo che i soldi spesi sono stati impiegati in un progetto finalizzato alla salvaguardia di questa specie che rischia di scomparire per sempre. Nel primo pomeriggio riprendiamo il nostro viaggio e verso sera facciamo rientro a Kampala.
La mattina successiva contrattiamo con la nostra guida una escursione a Jinja, località posta ad un paio d'ore di viaggio dalla capitale. Jinja è famosa in quanto qui si trovano le sorgenti del Nilo che costituiscono la principale attrattiva del luogo. L'acqua che in parte fuoriesce dal Lago Vittoria e che in parte sgorga da sorgenti sotterranee, origina il mitico fiume Nilo che dopo 6400 km, percorsi in circa 90 giorni, sfocia nel Mar Mediterraneo. Nel suggestivo e ben curato parco delle sorgenti del Nilo, che ospita uccelli, piante e fiori, effettuiamo una escursione in canoa che ci porta dapprima proprio nel punto in cui l'acqua spilla da sottoterra e poi presso la adiancente costa orientale ove si trova il monumento simbolico eretto in memoria di John Hanning Speke che nel 1862 identificò questo luogo come la fonte del Nilo. Terminata la visita di questa area ci dirigiamo ancora a nord seguendo il corso del fiume e dopo una trentina di chilometri raggiungiamo le Itanda Falls, un insieme di rapide immerse in uno scenario spettacolare dove le acque del Nilo Vittoria scendono tumultuosamente per proseguire il loro cammino verso il lago Albert. Nel pomeriggio rientriamo a Kampala e dedichiamo il resto della giornata a fare acquisti di souvenirs presso alcuni craft-shops che vendono artigianato tipico dell'Africa centro-orientale.
Il giorno dopo impegnamo le ultime ore di permanenza in Uganda alla visita della capitale. Ci rechiamo dapprima sulla Kikaaya Hill ove sorge il baha'i temple, uno tra gli otto templi esistenti al mondo di questa religione nata in persia. L'edificio, sormontato da una cupola avvistabile da buona parte della città, è immerso in un curato giardino e si presenta in uno stile molto sobrio e lineare. Da qui raggiungiamo poi le Kasubi Tombs, che offrono un panorama significativo della tradizione culturale di questa nazione. In questo luogo sono difatti sepolti alcuni re che regnarono in Uganda successivamente al 1882 allorquando i regnanti, anzichè essere tumulati nei loro palazzi, decisero di farsi seppellire in questo luogo che oggi è patrimonio dell'UNESCO. Le tombe al pari delle limitrofe abitazioni che hanno ospitato le famiglie reali, sono realizzate con tipiche coperture in canne e paglia intrecciate e le pareti interne sono rivestite con fine corteccia d'albero. Ci dirigiamo poi a visitare il Buganda Parliament al cui interno accediamo per vedere l'aula del parlamento e per assistere ad una breve storia del regno Buganda. Raggiungiamo poi il Mengo Palace, posto sull'omonima collina, un insieme di edifici reali ed amministrativi. Più che il palazzo in sè, la vera attrattiva di questo luogo sono le fangose rovine della prigione sotterranea e della camera delle torture costruite da Idi Amin negli anni 70, durante il periodo del cosiddetto "regno del terrore" e successivamente utilizzate dal presidente Obote per i medesimi fini. Qui persero la vita migliaia e migliaia di persone, tra letterati, politici, uomini di cultura e di scienza ritenuti oppositori del regime, e le scritte sulle pareti delle celle, realizzate con il sangue, il fango e le feci, testimoniano ancora oggi il buio periodo che ha caratterizzato la vita di questo paese tra agli anni 70 e 80.
Lasciamo quindi Kampala alla volta di Entebbe e lungo il percorso facciamo ancora tappa sulle sponde del Lago Vittoria che in ragione della sua vastità sembra essere a tutti gli effetti un mare. Qualche ultimo scatto fotografico e raggiungiamo infine l'aeroporto internazionale di Entebbe da dove con un volo Qatar Airways, via Doha, facciamo rientro in italia.
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