(Dicembre 2006/Gennaio 2007)
"A chi mi domanda ragione dei miei viaggi, solitamente rispondo che so bene quel che fuggo, ma non quel che cerco."
Michel De Montaigne
Da Milano, con un volo diretto, raggiungiamo Dakar, capitale del Senegal e da qui, con un autobus di linea, proseguiamo verso sud fino alla nostra prima destinazione in questo paese: Saly-Portudal. La zona che a sud di Dakar si estrende per circa una ottantina di chilometri, prende il nome di Petite Cote, una regione caratterizzata da un clima sempre mite, dalle spiagge lunghe e sabbiose e dai suggestivi panorami. Sebbene questa zona sia ormai quasi totalmente ed esclusivamente dedita al turismo, offrendo ai viaggiatori resort di lusso, alberghi di ogni tipo e ville immerse nel verde, è tuttavia ancora possibile trovare aree deserte ove si può godere di una natura selvaggia e quasi intatta. In questa area sorge per l'appunto Saly-Portudal, o semplicemente Saly, che è la più grande località balneare dell'Africa Occidentale. Qui troviamo una sistemazione in un resort affacciato direttamente sulla spiaggia. Per ritemprarci un pò dai rigori del freddo invernale che abbiamo lasciato in Italia, trascorriamo alcuni giorni in relax godendoci il sole ed il mare di questa località.
Dopo aver preso confidenza con un ragazzo del posto che si è offerto di farci da guida, organizziamo un tour a M'Bour, un importante centro commerciale ad un paio decine di chilometri da Saly e ad una novantina a sud di Dakar. Questa cittadina conserva l'aspetto tipico delle località africane nonostante gli intensi traffici commerciali e turistici che ne movimentano la vita quotidiana. M'Bour è uno tra i più grandi porti di pescherecci del Senegal ed è sede di un importante mercato del pesce che funge da richiamo non solo per la gente del posto ma anche per turisti, visitatori o semplici curiosi. Il contesto è molto suggestivo, caratterizzato da barche variopinte, piroghe, ceste, bancarelle, massaie e pescatori indaffarati a preparare migliaia di filetti di pesce pronti da vendere, da essicare al sole, o da affumicare. Per le strade della città incontriamo carretti trainati da cavalli e diverse botteghe artigiane dove ci fermiamo a fare qualche acquisto.
Il giorno successivo organizziamo un'escursione naturalistica verso la zona chiamata Delta del Sinè-Saloum, posta a sud della Petit Cote tra i fiumi da cui prende per l'appunto il nome. Quest'area è una zona di grande ricchezza non solo storico/culturale, ma anche paesaggistica ed è caratterizzata da canali, lagune, mangrovie, foreste, dune ed isole di sabbia abitate da da pellicani e fenicotteri, nonchè piccoli villaggi di pescatori. Per muoverci in quest'oasi protetta, prendiamo una piroga a motore e iniziamo la navigazione percorrendo diversi corsi d'acqua per godere dello spettacolo offerto da stormi di uccelli che si alzano in volo, altri che passeggiano nelle acque lagunari, altri ancora che pescano nelle basse acque dei canali. Abbiamo anche l'occasione di vedere diversi coccodrilli che pigramente sostano sulle sponde di una palude. Ne approfittiamo anche per fare un'escursione in 4x4 e poi a piedi, nel corso della quale vediamo giraffe, bufali, struzzi, antilopi, formicai giganti, foreste di baobab e villaggi con capanne di paglia in cui il tempo sembra essersi fermato a centinaia di anni fa. Rientriamo quindi a notte inoltrata con gli occhi e la mente ancora pieni di queste immagini cariche di colori e sensazioni.
La nostra visita del Senegal prosegue con un'altra escursione che ci porta in un luogo di grande interesse paesaggistico. Prendiamo di nuovo un fuoristrada 4x4 e ci dirigiamo verso il Lac Retba, più comunemente conosciuto come il Lago Rosa. Questo specchio d'acqua deve il suo nome ed il suo colore alle proprietà chimico-biologiche ed ai microrganismi ivi presenti. Si tratta di un lago ad alta salinità che secoli addietro era un golfo marino. Il sale viene ancora oggi estratto in modo rudimentale dalle donne senegalesi che per evitare la disidratazione della pelle, si spalmano con burro di karitè. L'estrazione del sale rappresenta la principale risorsa economica di questa regione ed è commercializzato in quelle limitrofe. Ci soffermiamo sulle rive del lago per osservare la popolazione locale al lavoro. Qui acquistiamo anche dei prodotti artigianali locali costituiti da tavolette di legno sulle quali vengono disegnate con la sabbia, e poi colorate, alcune scene di vita e soggetti tipicamente africani. Terminata la visita di questo luogo dal sapore surreale, effettuiamo una escursione in 4x4 sulle sconfinate dune di sabbia che conducono fino all'oceano.
Ci trasferiamo quindi più a nord e ritorniamo a Dakar per una visita della capitale. Nonostante la recente storia ed il recente sviluppo di questo paese abbiano contribuito a rendere Dakar un centro sostanzialmente moderno, la città risulta essere abbastanza uniforme anche dal punto di vista stilistico-architettonico. E' una metropoli che vanta in ogni caso qualche monumento ed edificio meritevoli di una visita. Spiccano ad esempio il Palais Presidentiel, dal sapore coloniale, così come la Chambre de Commerce e l'Hotel de Ville, l'ex municipio di Dakar. Degna di nota anche la Cattedrale, in stile neosudanese (caratterizzato da elementi coloniali misti ad elementi in stile africano). Infine è d'obbligo un giro per la Medina, nel quartiere popolare della capitale, ove sorge ancha la Grande Moschea.
Da Dakar organizziamo poi una escursione alla vicina Isola di Goree che si trova a circa 3 chilometri al largo della capitale. L'isola è una vera e propria oasi di pace dove le facciate ocra delle case coloniali, affacciate su stretti vicoli, sono rallegrate dai brillanti colori delle bouganvillee. La storia di Goree è però tristemente legata alla tratta degli schiavi, di cui per secoli costituì uno dei fulcri più attivi. Tra le principali attrattive dell'isola troviamo la Maison des Esclaves, la casa degli schiavi dalla quale sono transitati milioni di africani strappati alla loro terra d'origine per essere portati e fatti schiavi nelle Americhe. L'isola fu usata per gli imbarchi fino al 1848 anno in cui venne abolita la schiavitù. A Goree troviamo una significativa presenza di artisti, pittori, scultori e musicisti. Una breve visita la merita poi la Chiesa di San Carlo Borromeo, dove nelle principali feste viene celebrata la funzione religiosa accompagnata dai canti e dalle percussioni di tamburi djembe. Giungiamo quindi nella zona alta dell'isola, denominata Le Castel ove si possono ammirare i dipinti dei pittori qui residenti. Qui si trovano anche i resti del Fort Orange (olandese) e del Fort Saint Michel (francese) con i residuati bellici di alcuni cannoni a lunga gittata utilizzati nel corso del conflitto mondiale.
Conclusa la visita dell'isola rientriamo a Dakar dove ci prepariamo a far rientro in Italia e a rituffarci nel freddo inverno di gennaio.
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