(Agosto 2012)
"Lascia che sia la strada a decidere da sola il tuo percorso, e non il percorso a farti scegliere le strade. Impara a vagare, a vagabondare..."
Tiziano Scarpa
Da Auckland, con un volo Air New Zealand, raggiungiamo il Faleolo international airport, unico scalo internazionale delle isole. Le Samoa si elevano dolcemente dal mare in una cornice di lussureggiante foresta tropicale e sono ineguagliabili per la possibilità di alloggiare in semplici sitemazioni affacciate direttamente sulla spiaggia (falè). Due sono le isole principali che formano le Samoa: 'Upolu e Savaii (due altre isole minori, Apolima e Manono, si trovano nello stretto che divide le isole principali). 'Upolu è la più piccola delle due, tuttavia per quanto riguarda la popolazione, lo sviluppo e le infrastrutture, è la più organizzata e la più frequentata a livello turistico. Raggiunta la nostra sistemazione nella parte sud-occidentale dell'isola, presso Sa'anapu (Virgin Cove resort), dedichiamo il primo giorno di permanenza ad esplorare le baie e le lagune che caratterizzano questa parte del litorale. Fondali cristallini, piccole insenature ora di sabbia bianca ed ora di nere rocce vulcaniche, si susseguono l'una dopo l'altra incorniciate da una fitta foresta di palme e di mangrovie.
Noleggiamo una macchina per i giorni successivi e iniziamo una più ampia esplorazione dell'isola. Prima destinazione è Apia, capitale delle Samoa, che con la sua posizione quasi al centro della costa nord, la rende un comodo punto di partenza per la scoperta dell'intera 'Upolu. A est della città si trova la Veiala beach che racchiude la Palolo Deep Marine Reserve, un magnifico tratto di barriera corallina che si sviluppa su un basso fondale e presenta una profonda cava ricoperta di coralli e ricca di forme di vita marina. Suggestivi luoghi che meritano una visita sono i tre mercati cittadini che offrono un vivace esperienza culturale: il Maketi Fou, un rumoroso bazar aperto 24 ore su 24 in cui i samoani acquistano generi alimentari, capi di vestiario e ogni tipo di mercanzia; il mercato delle pulci, situato più verso il lungomare e che è costituito da un labirinto di bancarelle in cui si trovano manufatti ed articoli artigianali. Questo mercato è reso ancor più caratteristico dalla presenza del vicino terminal degli autobus di Samoa, tutti colorati con vivaci tinte ed adornati con disegni e scritte policrome; ed infine il mercato del pesce dove la mattina la gente del posto cerca di accaparrarsi il miglior pescato a disposizione.
Un interessante itinerario da fare a piedi è quello che, partendo dal porto, segue la strada litoranea e tocca in successione: l'Aggie Grey's Hotel, il più famoso albergo delle Samoa fondato nel 1933 che divenne durante la seconda guerra mondiale un popolare luogo di ritrovo per i soldati americani; il monumento a John Williams, che commemora il missionario che nel 1839 fu ucciso e mangiato mentre compiva la sua opera di evangelizzazione; la Corte Suprema, un edificio in legno in stile coloniale; la Mulivai Catholic Cathedral con le sue due torrette gemelle nelle cui nicchie sono situate delle statue; la Clock Tower, torre dell'orologio eretta in memoria dei combattenti e vittime della prima guerra mondiale; l'edificio di Chan Mow, in stile missione spagnola con eleganti arcate. Proseguendo sul lungomare si incontra il Fale Fono, un bizzarro edificio color pesca a forma di cappello da cricket che ospita il Parlamento di Samoa ed infine l'Indipendence memorial, eretto per commemorare l'indipendenza, raggiunta nel 1962, delle Samoa occidentali. Per approfondire la conoscenza della storia e della cultura delle Isole Samoa, merita poi una visita il Falemataaga - The Museum of Samoa, un museo che ospita una raccolta di reperti suddivisi per aree tematiche.
Dedichiamo poi un'altra giornata alla visita dei dintorni di Apia che regalano alcuni siti meritevoli di interesse tra i quali spicca il Robert Louis Stevenson Museum, un interessante museo allestito all'interno della dimora che lo scrittore scozzese fece qui costruire nel 1890 sperando di poter godere del clima tropicale per guarire dalla tubercolosi. Qui si trovano i mobili, gli oggetti, le testimonianze fotografiche ed i libri che Stevenson utilizzava durante la sua permanenza in questa casa negli ultimi anni della sua vita. Il corpo dello scrittore è sepolto nell'adiacente Mount Vaea Scenic Reserve e la tomba è posta sulla sommità del monte alla quale si accede dopo un ripido cammino di circa 50 minuti. Poco distante da questo luogo sorge la Bahà'i House of Worship, una delle uniche otto costruzioni di tal genere esistenti al mondo facenti parte di questa fede religiosa che aspira ad unire tutti i popoli e tutte le religioni sotto un'unica chiesa. Sempre nelle vicinanze sorgono le Papapapai-tai falls, una spettacolare cascata di 100 metri che si getta in una gola ricoperta di vegetazione. Infine merita spendere alcune ore alle Papase'ea sliding rocks, un luogo immerso nella foresta dove ci si può divertire a scivolare lungo le cascate e lungo le rocce rese lisce dall'azione dell'acqua per poi tuffarsi nelle fresche pozze e laghetti qui presenti.
Il giorno successivo andiamo a visitare la parte orientale di 'Upolu che è caratterizzata, lungo il litorale nord, da una serie di sonnolenti villaggi stretti tra il mare ed una fitta foresta pluviale. Lungo il tragitto si incontra la Piula Cave Pool, due grotte colme di acqua dolce piene di pesci che sono collegate tra loro da un passaggio sottomarino. Piegando poi verso l'interno, la strada conduce alla Falefa waterfall, una piccola cascata le cui acque attraversano un tratto di vegetazione stretta fra ripide pareti di roccia, prima di gettarsi in mare. Pochi chilometri dopo, superato il passo montano Le Mafa Pass, la strada discende fino a raggiungere dapprima la Fuipisia waterfall, una cascata raggiungibile con una breve camminata che conduce fino al punto dove l'acqua precipita nello strapiombo, e successivamente la Sopo'aga waterfall, un'altra cascata di 54 metri che si getta in una grande gola.
L'esplorazione di 'Upolu prosegue con la visita della costa sud occidentale dell'isola in cui si trovano alcune spiagge molto suggestive tra cui la Return to Paradise Beach (dove nel 1951 fu girato il film con Gary Cooper "Samoa"), la spiaggia di Matareva e la spiaggia di Salumumu dalla quale assistiamo ad uno spettacolare tramonto sull'oceano in una cornice di colori, profumi e suoni quasi fiabesca.
Savaii. Decidiamo di effettuare una escursione a Savaii, l'isola più grande delle Samoa. Puntiamo la sveglia alle cinque del mattino e raggiungiamo il punto da cui salpa il ferry che in un'ora e mezza di navigazione conduce a Salelologa, punto di attracco di Savaii. Dedichiamo l'intera giornata alla visita di quest'isola. Salelologa si estende disordinatamente attorno al terminal dei traghetti e non è una località particolarmente interessante se non per un animato mercato. Prendendo la strada che porta verso nord incontriamo una serie di piccoli villaggi posti sulle rive della bassa laguna qui presente e poco dopo si aprono alla vista le spiagge di Siufaga e di Lano che sono tra le più belle di Savaii. Una delle principali attrazioni di questa costa è il campo lavico, un ampio paesaggio lunare creato dalle eruzioni del monte Matavanu avvenute tra il 1905 e il 1911 che si sono spinte fino alla costa invadendo villaggi e piantagioni.
Nei pressi del villaggio di Sale'aula vi sono le testimonianze di alcune chiese distrutte dalla lava e tra queste la meglio conservata è la LMS Church la cui navata venne invasa da 2 metri di lava che penetrò dall'ingresso principale. Alle spalle della chiesa un breve sentiero che corre su una distesa di roccia nera, conduce alla Virgin's Grave che, secondo la tradizione isolana, si dice segni il punto in cui era sepolta una ragazza così pura che la lava passò intorno alla sua tomba senza nemmeno sfiorarla. Proseguendo lungo la strada oltre il campo lavico, raggiungiamo le spiagge di Manase e Famagalo altri luoghi caratterizzati da splendide distese di sabbia bianca che si affacciano su una zona lagunare adatta alla balneazione. Ci dirigiamo poi verso la costa sud orientale di Savaii e qui si incontrano gli alofaaga blowholes, degli spettacolari soffioni di acqua di mare alti decine di metri causati dalla pressione delle onde che si infrangono lungo il litorale vulcanico. Facciamo infine tappa alle Afu-a-au falls, una sorta di oasi tropicale immersa nel pieno della foresta che offre la possibilità di fare delle rinfrescanti nuotate in uno specchio d'acqua color verde smeraldo alimentato da una sorgente d'acqua dolce.
Rientriamo in serata ad 'Upolu e ci dirigiamo verso il falè che abbiamo prenotato sulla la costa sud orientale dell'isola. Questo tratto costiero offre una combinazione di spiagge bianche, palme, acque cristalline e baie caratterizzate ora da sabbie bianche, ora da rocce nere di origine vulcanica. La bellezza di questo litorale è stata tuttavia intaccata dallo tsunami che nel settembre del 2009 si è qui abbattuto uccidendo oltre 170 persone. Ancora oggi sono visibili i danni provocati al paesaggio, ai villaggi ed alle infrastrutture. Ciononostante il sistema di barriere coralline presente all'estremità sud orientale di 'Upolu è ancora perfettamente godibile ed alcune spiagge tra cui Lalomanu, Saleapaga e Lotofaga meritano un paio di giornate di visita da spendere a fare snorkelling, passeggiare sulle candide sabbie e prendere il sole. Dedichiamo ancora una visita al To Sua Ocean Trench, un ampio specchio d'acqua sprofondato con pareti di roccia quasi perpendicolari ricoperte di vegetazione, accessibile solo tramite una scala di legno di 20 metri. Una volta scesi sul fondo di questa sorta di cratere è possibile nuotare sotto un ampio arco di roccia accompagnati dal rumore delle goccioline che colpiscono la superficie dello specchio d'acqua.
Facciamo infine rientro ad Apia e riconsegnata la vettura presa a noleggio, raggiungiamo l'aeroporto internazionale dal quale, con un volo notturno, facciamo rotta verso Auckland dove spenderemo ancora un giorno prima di fare rientro, via Abu Dhabi (vedi resoconto di viaggio: Emirati Arabi Uniti), in Italia.
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