Old Times

Le radici della nostra passione

Questa pagina è dedicata ai miei nonni paterni e ai loro viaggi ed in particolare a mio nonno Giuseppe che è stato per me bambina un mito ed un protagonista di incredibili ed enigmatiche avventure in paesi lontani dai quali tornava carico di souvenirs per me misteriosi e affascinanti: coccodrilli impagliati, narghilè, samovar, spade, lampade, costumi e copricapi bellissimi di cui era gelosissimo e che noi nipoti non potevamo assolutamente toccare.

Devo sicuramente a lui la nascita della mia passione per i viaggi, della curiosità per le culture del mondo e probabilmente anche parte del mio carattere scorbutico. Grazie Nonno, anche per essere stato di poche parole quando domandavo.. ora capisco che certe emozioni non si possono raccontare, ma solo vivere!

Poichè mio nonno iniziò a viaggiare molto prima che io nascessi e la documentazione fotografica da lui lasciata è incompleta e alquanto confusa, lascerò che sia suo figlio, mio padre Mario, a parlarvi di lui.

Daniela

Guardando queste vecchie foto dei miei genitori, ritornano in mente tanti ricordi della mia gioventù, ricordi sempre più cari e commoventi man mano che l'età avanza. Ad essi, in ideale continuità con mio padre, si affiancano i racconti dei suoi viaggi affidati però alla descrizione di mamma, dato che, notoriamente, babbo non era proprio quel che suol dirsi un "chiacchierone".

Dopo una vita di lavoro non certamente rilassante, nove figli da crescere, un negozio da mandare avanti (che a quei tempi funzionava davvero) e, per mamma, l'impegno dell'insegnamento, i miei genitori fecero il loro primo viaggio in Spagna nel 1955 (forse 1956?), quando babbo aveva superato i 50 anni, viaggio più che meritato dato che a quei tempi il negozio restava aperto anche il sabato sera e la domenica mattina!

A quel primo viaggio ne seguirono molti altri e di tutti ho un ricordo affettuoso e nitido grazie alle loro cronache. Ricordo ad esempio la descrizione del viaggio in Lapponia, nel 1966: nel nord della Norvegia Peppone, che in quella circostanza viaggiava senza moglie, si unì ad un gruppo di pastori di renne e restò con loro quasi un mese, spostandosi con il loro gregge e mangiando quello che mangiavano i suoi ospiti.

Peppone

Raccontava di aver bevuto più di una volta sangue di renna appena macellata e di aver mangiato anche il suo fegato crudo, come usavano fare i pastori!

Andò poi in Russia pochi anni dopo la morte di Stalin. Ricordo la sua ammirazione per il popolo russo e le parole quasi profetiche sul futuro dei paesi comunisti (anche senza aver letto "1984" di G. Orwell).. vedrai che presto i Russi si sbarazzeranno del comunismo e daranno spazio alla loro profonda religiosità! Morì due anni prima della caduta del muro di Berlino che diede inizio all'implosione dell'impero russo.

A queste riflessioni politiche abbinava anche coloriti racconti delle sue amicizie (sempre innocenti?) con le hostess russe che li accompagnavano nelle escursioni e con le comprensive cameriere degli alberghi sempre molto interessate alle calze di nylon (nei due viaggi successivi in Russia partì con adeguata scorta di tali articoli introvabili in territorio sovietico).

Visitò anche gli Stati Uniti, facendo una delle ultime traversate di linea del transatlantico Michelangelo. Gli piaceva raccontare che dopo sei giorni di navigazione, a causa del maltempo, dovettero aspettare altri due giorni prima di poter attraccare al porto di New York, ma per lui il mare agitato non rappresentava un problema.

Partì da Genova (mamma non era con lui) senza un programma preciso e senza alcuna prenotazione e a me che gli facevo notare l'imprudenza di visitare una moderna metropoli come New York senza conoscere una parola d'inglese, rispose beffardo mettendomi il portafoglio sotto il naso: "questo è il vocabolario internazionale! Se è pieno tutti ti capiscono anche se sei analfabeta, se è vuoto puoi pure parlare tutte lingue del mondo ma nessuno ti darà retta!" Parole sante ancora oggi!

Attrezzatura d'epoca

I ricordi più cari sono però quelli delle innumerevoli crociere che faceva quasi sempre con mamma: Madeira, Malta, Isole Canarie, Medio Oriente, Capo Nord, Grecia, Nord Africa.. queste erano le destinazioni più frequenti dato che amava i paesi ricchi di tradizioni popolari e di folklore preferendoli alle grandi metropoli moderne. New York non lo entusiasmò, ma parlava entusiasticamente di Mosca, San Pietroburgo (allora Leningrado), Madrid, Gerusalemme, Atene, Istanbul, delle città imperiali del Marocco.. e tante altre.

Al rientro dai suoi viaggi in casa si assisteva ad un vero e proprio assalto alle valigie per impadronirsi dei souvenirs più belli; era una frenesia da regalo che poco aveva da invidiare alla frenesia alimentare di un branco di squali che si avventano sulla preda. Io per fortuna non avevo bisogno di partecipare a questo rito perchè i miei regali consistevano in dischi di musica classica e operistica che richiedevo specificamente ed in gran quantità prima della partenza.

Conservo ancora oggi tanti microsolco 33 giri che babbo mi portò da Israele, da Madeira, dalla Norvegia, dalla Spagna. Custodisco gelosamente molte opere di Ciajkowski, Rimsky Korsakoff, nonchè album completi di musica popolare russa e cori dell'Armata Rossa: un vero patrimonio culturale che ascolto e che preservo in perfette condizioni.

La tecnica di viaggio di mio padre era collaudata: partiva con poche valigie e ne acquistava in loco in quantità necessaria per il trasporto dei souvenirs che poi sistemava in una stanza-museo e che servivano da filo conduttore dei suoi racconti di viaggio quando li esibiva ai suoi amici. Ho ancora un bellissimo tavolino di artigianato russo che non ho mai capito come abbia fatto a portare da Mosca a casa sua!

Potrei parlare ancora a lungo dei viaggi di babbo e mamma e ritengo che avrebbe fatto loro molto piacere sapere che ho recuperato e riversato in videocassetta i vecchi filmati che mio padre faceva -con tecnica fotografica molto discutibile- utilizzando una cinepresa super 8 con tre obiettivi, cinepresa che oggi farebbe sorridere, ma che a quei tempi era il top della cinefotografia da viaggio!

Riconosco però che il valore più vero dei viaggi di mio padre consiste nella sua intrinseca curiosità per le cose nuove, nel desiderio romantico di visitare paesi lontani e conoscere persone e costumi tanto diversi dalla sua routine quotidiana. Questi profondi significati e non i souvenirs sono gli aspetti più importanti dei suoi viaggi. Si vantava di aver frequentato solo la III elementare, ma il suo desiderio di conoscenza e di nuove esperienze sono la testimonianza della sua grande cultura, certo non accademica, ma senza dubbio legata ad una scuola di vita di grande spessore.

Grande Peppone!!!

Mario

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