(Agosto 2005)
"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi."
Marcel Proust
Da Milano, via Doha, raggiungiamo Kathmandu, capitale del Nepal. Dopo le formalità doganali incontriamo la nostra guida che avevamo contattato dall'Italia e con la quale avevamo concordato un tour nella valle di Kathmandu e nei dintorni. Raggiunto l'albergo e lasciati i nostri bagagli, usciamo per un primo giro orientativo della città. Di questo luogo hanno parlato mercanti, esploratori e viaggiatori. Kathmandu è innanzitutto un luogo sacro, meta prediletta della cultura hippy alcuni decenni orsono, ed oggi metropoli costituita da un disordinato agglomerato urbano chiuso all'interno di una delle valli più remote del pianeta. Le sue strade senza nome si incontrano agli incroci ove sorgono numerosi templi induisti, preludio al centro storico della città in cui è concentrato il maggior numero di edifici religiosi del pianeta. Ed è proprio qui che ci dirigiamo, prendendo New Road ed arrivando al Palazzo Reale da cui si apre Durbar Square, il centro monumentale di Kathmandu. Uno dei primi edifici che si incontano è il Palazzo della Kumari, costruito durante il XVIII sec. in stile bahal-buddista e che presenta pregevoli intagli nel legno dei pilastri, delle cornici delle finestre e delle travi. La facciata è ricoperta di calce bianca sulla quale si aprono finestre chiuse da una grata che nasconde le stanze del palazzo agli occhi dei passanti. Al suo interno, in un tempio interamente affrescato, risiede la Kumari, la giovane vergine scelta fra le buddiste del clan Sakya per essere venerata come una dea. La piazza è circondata da una molteplicità di templi, pagode, luoghi di culto, edifici sacri ed è un crogiolo di venditori di artigianato, santoni, giocolieri e cittadini intenti a svolgere i loro riti religiosi e a pregare.
Dopo aver passato alcune ore in questo luogo quasi surreale e dopo aver fatto alcuni acquisti di artigianato nelle viuzze che da qui si dipartono, ci dirigiamo verso uno dei più vecchi e grandi monumenti del Buddismo presenti in Nepal: il Boudha Nath Stupa, una imponente struttura alta 36 metri. Questo stupa poggia su tre piattaforme in stile mandala ed è circondato dalle coloratissime case degli abitanti del luogo. Si ritiene che questo edificio sia stato costruito nel V secolo A.C. ed esso è considerato come una Mecca per i buddisti tibetani che ogni anno, a decine di migliaia, convergono qui in pellegrinaggio da ogni parte della regione Himalayana.
Il giorno successivo ci rechiamo a visitare Pasupatinath, un luogo a circa 6 chilometri da Kathmandu che è considerato il più sacro tra i templi indù. Questo sito è posto sulle rive del fiume Bagmati ed è un esempio unico di architettura templare nepalese, con centinaia di sculture raffiguranti il lingam di Shiva ed una molteplicità di dei e dee della religione indù. I non induisti non possono accedere all'interno del tempio, ma possono recarsi sull'altra sponda del fiume per poter visionare nella sua interezza il complesso. Qui assistiamo anche alla cerimonia del fuoco sacro: in sostanza siamo spettatori oculari di alcune cerimonie di cremazione dei corpi!
La nostra visita prosegue con un'altra escursione che ci porta appena fuori Kathmandu. Ci dirigiamo infatti su una collina a circa 5 chilometri dal centro della città per visitare il complesso dello Swoyambhu Nath Stupa, uno dei più affascinanti gioielli architettonici dell'Asia presumibilmente costruito intorno al 250 A.C. Lo "Stupa" rappresenta la tipica architettura buddista. Il suo elemento più caratteristico è la cupola che normalmente è sormontata da una torretta da cui si diparte una struttura a forma spiralico/conica che rappresenta l'ascesa al Nirvana. Al di sotto di questa struttura in genere si trovano, dipinti sui quattro lati della torretta, gli occhi onniveggenti del Budda. Questo tempio è il sito sacro più ampio costruito in Nepal. Centinaia di tempietti votivi e decine di altri monumenti storici raccontano l'importanza e l'antichità di questo venerato stupa. Prima di lasciare questo luogo sacro, diamo ancora un'ultima occhiata verso la valle in cui sorge Kathmandu. Rientrati in città girovaghiamo ancora per le animate vie del centro e la sera prenotiamo in un ristorante situato in un antico edificio una cena in autentico stile nepalese accompagnata da canti e danze della tradizione locale.
Il viaggio continua con un'altra escursione nei dintorni e precisamente con la visita della seconda città più grande dell'omonima valle di Kathmandu: Patan. Questo luogo sorge sull'altra sponda del fiume Bagmati, ma è molto più tranquillo e più piacevole da visitare rispetto alla caotica capitale del paese. La città è a buona ragione fiera dei suoi templi e dei suoi artigiani che hanno creato lo splendido scenario della Durbar Square di Patan, la più bella piazza del Nepal. Qui è tutto un traboccare e un tripudio di architettura Newari: vi si affacciano il Royal Palace, nel quale c'è una ricchissima vasca da bagno, e il Jagannarayan Temple, con il tetto a due ordini su cui si possono distinguere diverse figure in posizioni erotiche. Camminando verso nord, si arriva al Golden Temple, un monastero buddhista sorvegliato da tartarughe sacre che si aggirano nel cortile: qui vicino sorge il Kumbeshawar, forse il tempio più antico di Patan risalente al XIV secolo. A sud della piazza s'intrecciano belle stradine piene di negozi di oggetti di ottone e botteghe di fabbri.
Il giorno dopo andiamo a visitare un altro suggestivo luogo poco distante da Kathmandu: Bhaktapur. Questa è la più medievale delle tre principali città della valle. Il recente sviluppo del turismo, sebbene evidente, non ha tuttavia rovinato quella caratteristica aria antica della splendida architettura del XVII secolo. I luoghi più interessanti si possono visitare a piedi, partendo dall'ennesima Durbar Square, molto più grande di quella di Kathmandu, sulla quale si affacciano templi, con statue e colonne, ricchi di storia e di leggende. L'altra piazza importante di Bhaktapur è Taumadhi Tole, con il Nyatapola, il tempio più alto della valle, e il Til Mahadev Narayan, un'importante meta di pellegrinaggio. Nella Potter's Square (piazza dei vasai) gli artigiani plasmano e vendono vasi d'ogni genere. Percorrendo i vicoli della città vecchia verso est, si arriva a Tachupal Tole, un'altra piazza con templi, monasteri e musei dell'artigianato.
Infine dedichiamo una giornata ad alcuni villaggi meno noti e ad alcune destinazioni meno battute dal turismo. Uno di questi centri è il villaggio di Nagarkot posto a circa 35 chilometri da Kathmandu e circondato da colline coperte da una vegetazione lussureggiante. Nagarkot è uno dei siti più scenografici della valle ed è rinomato per le spettacolari albe che si possono scorgere quando il cielo è limpido. Nebbia e nuvole monsoniche permettendo, è da qui possibile scorgere la cima dell'Everest ed alcune delle più alte vette della catena dell'Himalaya.
Terminata la visita di questa regione, ritorniamo all'aeroporto di Kathmandu per prendere un volo per la nostra prossima destinazione: Varanasi, in India (vedi resoconto di viaggio: India 2005).
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