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KENYA E ZANZIBAR

(Agosto 2000)

Cartina dell'Itinerario

"I viaggi sono la parte frivola nella vita delle persone serie, e la parte seria nella vita delle persone frivole."

Anne Sophie Swetchine, Morceaux choisis, 1862

ITINERARIO DEL VIAGGIO

Arriviamo a Mombasa con un volo da Milano. Dopo l'espletamento delle formalità doganali prendiamo un pullman che, percorrendo una strada costiera, ci porta in direzione di Malindi, posta a circa 120 km a nord-est. La cittadina di Malindi, capoluogo dell'omonimo distretto, si affaccia sull'Oceano Indiano, presso la foce del fiume Galana ed ha vissuto un forte sviluppo a partire dal XIV secolo in concomitanza con il fiorire della tratta degli schiavi. La piazza che ora si trova accanto alla vecchia moschea era il mercato degli schiavi ed ha svolto questo ruolo sino agli inizi del XX secolo. Una delle piste carovaniere che attraversavano in passato il Kenya arrivava proprio a Malindi e anche questo ha contribuito allo sviluppo della cittadina. Malindi è rinomata per le sue spiagge bianche, protette in parte da barriera corallina, che appartengono ad aree marine protette anche per via delle tartarughe che vengono qui a deporvi le uova. La nostra meta finale è un resort posto nei pressi del vicino agglomerato di Watamu. Qui spenderemo una decina di giorni che dedicheremo al mare e alle immersioni, non senza tralasciare tuttavia un foto safari nel vicino Parco Tsavo. Le principali attività da svolgere in questo luogo sono le uscite in barca: è possibile raggiungere con una breve navigazione le aree marine protette ed ammirare una fantastica varietà di flora e fauna corallina, mentre la costa continentale, oltre ad interminabili spiagge, offre zone in cui proliferano distese di mangrovie che con le loro radici contendono spazio all'oceano. Per il resto è possibile passeggiare tra le vie di Malindi dove qua e là si trovano bancarelle che offrono prodotti artigianali del luogo.

Dopo alcuni giorni trascorsi in relax sotto il cocente sole africano, decidiamo di aggregarci ad un tour di un paio di giorni diretto nel non lontano Parco Tsavo. Il parco prende il nome dal fiume Tsavo, che lo attraversa, ed è il più grande parco naturale del paese. Appartiene a un sistema di parchi adiacenti che include il parco nazionale delle colline Chyulu, la riserva naturale di Ngai Ndethia e la riserva naturale di South Kitui. Quest'ampia area fu aperta nel 1948 e venne suddivisa, ai fini amministrativi, in parco nazionale dello Tsavo orientale (Tsavo East National Park) e parco nazionale dello Tsavo occidentale (Tsavo West National Park). I due parchi sono divisi dalla strada che va da Nairobi a Mombasa e dalla ferrovia che prosegue fino in Uganda. Lo Tsavo include diversi tipi di habitat: si va da zone pianeggianti, con grandi aree di savana attraversate dal fiume Galana, a zone più montagnose e umide con pianure alluvionali, fino a zone caratterizzate da cascate e da sistemi di rapide. A causa della sua eccezionale biodiversità, il parco viene considerato una delle riserve naturali più preziose del mondo, e costituisce una delle maggiori attrazioni turistiche del Kenya. Per quanto riguarda la flora, nel parco è possibile trovare arbusti, baobab, foreste pluviali, palme e vegetazione locale. La fauna, è più abbondante e varia nello Tsavo est e fra le numerosissime specie endemiche africane ospitate dal parco si possono osservare sciacalli, babbuini gialli, bufali, civette africane, dik-dik, caracal, gatti selvatici, ghepardi, licaoni, ghiri africani, elefanti, giraffe, iene, impala, Kudu, leopardi, leoni, orici, pangolini, istrici, facoceri, antilopi d'acqua, zebre comuni e ancora molti altri. Trascorriamo qui due splendidi giorni battendo le piste alla ricerca degli animali e passando la notte in un campo tendato sotto un cielo di stelle. Al termine di questo entusiasmante foto safari, facciamo rientro al resort per dedicarci ancora alle uscite in mare ed allo snorkelling.

Ci trasferiamo quindi a Zanzibar, un arcipelago facente parte della Tanzania, composto da due isole principali, Unguja e Pemba, e numerose isole minori. Zanzibar è nota per diversi motivi: a causa dell'influenza congiunta delle culture arabe, persiane, e bantù, nonchè della frenetica attività commerciale che ha legato l'arcipelago al Medio Oriente e persino all'India e alla Cina, oggi Zanzibar costituisce uno dei luoghi più rappresentativi della cultura swahili, la cui lingua fu a lungo quella predominante negli scambi commerciali fra Asia e Africa. Il centro storico della capitale di Zanzibar, Stone Town, ricco di testimonianze architettoniche e storiche della cultura swahili, è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Zanzibar fu anche un luogo centrale del commercio di schiavi a est dell'Africa, nonchè della via delle spezie, e ancora oggi una parte significativa della sua economia si basa sulla produzione di chiodi di garofano, noce moscata, cannella, pepe e zenzero. Negli ultimi decenni ha conosciuto un rapido sviluppo il settore turistico, che sfrutta le bellezze naturali, paesaggistiche e culturali dell'isola.

Gran parte del patrimonio architettonico, artistico e folkloristico di Zanzibar, è concentrato nella città principale di Stone Town, dove si trovano gli antichi palazzi dei sultani (tra cui Beit el-Sahel e il Palazzo delle Meraviglie), le fortificazioni del periodo omanita, numerose moschee e altri luoghi di culto, e numerosi altri importanti esempi di architettura swahili. Stone Town è anche la capitale del taarab, il genere musicale più tradizionale della cultura swahili, che unisce testi in questa lingua e melodie, ritmi e strumenti di ispirazione araba e indiana.

Stone Town (città di pietra), anche nota come "città vecchia", è la parte più antica della capitale, ed è caratterizzata da un labirinto di vicoli ricchi di case, negozi, bazar e moschee. Ci si sposta a piedi, in bicicletta o in moto; le automobili sono inutilizzabili nella maggior parte delle vie interne poichè risultano troppo strette. L'architettura di Stone Town è una miscela di stili unica nel suo genere: oltre all'impiego diffuso della pietra corallina che conferisce al panorama un colore caldo, i tre elementi ricorrenti più caratteristici delle abitazioni sono le baraza (lunghe panche che servono come luogo di riposo e socializzazione), i balconi a veranda, protetti da balaustre di legno finemente intagliato, e i portoni di legno. Questi ultimi sono in genere massicci, in legno scuro, ricchi di decorazioni a intaglio o bassorilievo, e spesso con grosse borchie ornamentali in ottone. Sono decorati in questo modo sia portoni in stile indiano, con la volta arrotondata, sia quelli con architrave retta, che invece riflettono lo stile omanita. Le incisioni, spesso riportanti iscrizioni coraniche, richiamano sovente l'islam come stile o come soggetto, ma si trovano anche simbologie di altre origini.

Dedichiamo una intera giornata a visitare le attrattive di Stone Town e lungo il nostro percorso incontriamo: i bagni persiani di Hamamni, un complesso di bagni pubblici costruito alla fine del XIX secolo; la casa di David Livingston, una elegante residenza costruita in origine per il sultano Majid bin Said ma in seguito utilizzata soprattutto dai missionari europei. Qui vi soggiornò l'esploratore britannico David Livingston, che si stabilì a Stone Town per pianificare il suo ultimo viaggio nell'entroterra della Tanzania alla ricerca delle sorgenti del Nilo. Proseguiamo visitando la cattedrale anglicana, edificata nel 1873, con la sua insolita volta a botte. All'interno si trova una croce fatta con il legno dell'albero ai cui piedi venne sepolto il cuore di Livingston. Accanto alla chiesa sorge un famoso monumento agli schiavi, rappresentati incatenati in fondo a una fossa. Di fronte alla chiesa si trova invece un piccolo museo sulla tratta degli schiavi dove è possibile osservare parte del sistema di condotti sotterranei e celle in cui venivano rinchiusi gli schiavi. Incontriamo poi la cattedrale di San Giuseppe, costruita fra il 1893 e il 1897 dai missionari francesi di cui spiccano le due alte guglie laterali. Troviamo poi il forte arabo, una massiccia fortificazione in pietra che fu eretta alla fine del XVII secolo dagli omaniti come struttura difensiva contro i portoghesi. Il forte è dotato di alte mura merlate che proteggono un piazzale. Al suo interno si possono ancora osservare i ruderi di alcune strutture precedenti, in particolare una chiesa portoghese e un'altra fortificazione omanita dell'inizio del XVIII secolo. Attraversiamo poi il mercato di Darajani. noto anche come mercato di Estella situato nei pressi della cattedrale anglicana. Nella struttura, costruita agli inizi del 1900, si vendono soprattutto alimenti (carne, pesce, frutta e verdura, riso, semenze, spezie) prodotti di importazione cinese o iraniana, come tessuti sintetici e oggetti di elettronica di consumo, ma anche articoli di artigianato locale come i kanga, il capo di abbigliamento tradizionale della cultura swahili e i celebri batik tingatinga.

Ci dirigiamo poi verso la Moschea dell'Aga Khan, una moschea di grandi dimensioni, architettonicamente molto curata, che unisce elementi di architettura islamica e gotica. Vi è poi il Museo del Memoriale della Pace, che espone molti reperti della storia di Zanzibar, tra cui l'attrezzatura medica di David Livingston, alcuni elementi dell'antica ferrovia di Zanzibar, monete, francobolli ed esempi di artigianato locale. Infine visitiamo il Palazzo delle Meraviglie, uno degli edifici più imponenti di Stone Town. Edificato nel 1883 e ristrutturato dopo il bombardamento navale del 1896, fu usato come residenza dei sultani, come sede del governo coloniale, e come sede del partito di governo dopo la rivoluzione. Deve il suo nome al fatto che fu il primo edificio di Zanzibar ad avere la corrente elettrica e anche il primo edificio dotato di ascensore in tutta l'Africa orientale.

Tracorriamo ancora diversi giorni interamente dedicati al mare ed alle escursioni in barca e ne approfittiamo per fare un corso da sub PADI per conseguire un brevetto che ci consente immersioni ad una maggiore profondità: questo ci dà una ottima occasione per ammirare le spettacolari pareti sottomarine al largo dell'isola, ricche di formazioni coralline e con una grande varietà di coloratissimi pesci. Lasciamo infine questo angolo di paradiso per rientrare in Italia ed affrontare l'imminente stagione autunnale.

GALLERIA FOTOGRAFICA

001 Kenya Watamu-Malindi
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004 Kenya Watamu-Malindi
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031 Kenya Parco Tsavo
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080 Zanzibar - Stone Town
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084 Zanzibar - Stone Town
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