(Agosto 2008)
"Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre Andiamo, e non sanno perchè. I loro desideri hanno le forme delle nuvole."
Charles Baudelaire
Con un volo da Milano, via Helsinki, arriviamo a Mumbai e da qui prendiamo un altro volo che ci porta a Ahmedabad, capitale dello stato del Gujarat. Ci fermiamo in questa città per alcuni giorni sia per visitare il capoluogo, sia per visitare alcune località della regione. Ahmedabad è un vivace centro commerciale ed industriale con un affascinante quartiere vecchio. Iniziamo il giro della città e tocchiamo i luoghi di interesse più rappresentativi quali: la Moschea Ahmed Sha, risalente agli inizi del 1400; la Moschea Siddi Saiyad, famosa per le superbe strutture a traliccio in pietra gialla e per le fini decorazioni rupestri; la Teen Darzawa una imponente porta a 3 archi posta sulla trafficatissima Mahatma Gandhi Road; la Jami Masjid, anch'essa risalente agli inizi del 1400 ed infine la Tomba di Ahmed Shah, con eleganti verande colonnate in cui sono sepolti il sultano, il figlio ed il nipote. Nel corso della permanenza ad Ahmedabad, andiamo a visitare nelle immediate vicinanze della città l'Adalaj Vav, uno dei famosi pozzi del Gujarat che rappresentano una ingegnosa risposta alla carenza d'acqua di questa zona. Da Ahmedabad ci dirigiamo a sud-ovest, verso la penisola di Saurashtra e, passata la città di Bhavnagar, arriviamo a Palitana che ospita uno straordinario gruppo di 1008 templi giainisti che coronano le cime di due colline ed il valico che le unisce. La visita al sito è piuttosto faticosa poichè richiede la percorrenza di circa 3000 gradini. Il complesso templare risale al XVI secolo e le più imponenti costruzioni sono l'Adinath Temple, sul crinale nord, con i soffitti, le mura ed i sostegni riccamente incisi con immagini di santi, danzatori, musici e fiori di loto e, sul crinale sud, l'Adishvara Temple, con la sua guglia dagli elaborati decori.
Rientrati ad Ahmedabad ci dirigiamo in macchina verso nord e dopo circa 120 km raggiungiamo il sito archeologico di Modera ove è situato un magnifico Sun Temple (tempio del sole) eretto nel 1026 D.C. Questo tempio è costruito con tale precisione in direzione est-ovest, che i raggi del sole attraversano le stanze in modo da giungere al centro del santuario a mezzogiorno in punto. Gli intagli interni ed esterni sono ricchissimi di dettagli e ritraggono il pantheon delle divinità indù, nonchè scene di vita quotidiana. Un imponente serbatoio d'acqua domina il cortile. Lasciata Modera, proseguiamo ancora verso nord fino ad arrivare alla cittadina di Patan, antica capitale di questa regione, ove si trova un pozzo a gradini a sette piani chiamato Rani Ni Vav ed alcuni templi giainisti minori. Il pozzo è considerato, al pari di quello di Ahmedabad, il più bello del Gujarat e vanta circa 800 sculture con elaborate incisioni. Risale all'XI secolo ed è costituito da una peculiare struttura a gradoni discendenti che conduce all'acqua. Alla base vi sono 37 nicchie con inciso all'interno il dio elefante Ganesh. Trascorriamo nella cittadina, peraltro ricca di interessanti haveli, ancora un pò di tempo ed assistiamo ad una vivace processione religiosa che coinvolge tutti gli abitanti.
Attraversando ripide catene montuose e percorrendo strade in parte accidentate, lasciamo il Gujarat ed entriamo nel Rajasthan: da qui raggiungiamo la stazione collinare di Mount Abu famosa per i suoi Templi Giainisti di Dilwara situati su un colle vicino alla città. I due edifici principali sono il Vimala Vasahi Temple e il Luna Vasahi Temple, con intagli incredibilmente complessi e delicati. I particolari dei loro elementi (ingressi, archi, colonne, nicchie e soffitti), sono sbalorditivi, con marmo lavorato così finemente da risultare in alcuni punti addirittura traslucido. Lasciato Mount Abu, proseguiamo in auto verso nord-est fino a raggiungere Ranakpur, situata in una valle boscosa e dominata dal grande Adinath Temple, uno dei cinque principali luoghi sacri dei giainisti. Le grandi dimensioni di questo sito e l'elevata complessità architettonica dell'edificio in marmo bianco, ne fanno l'esempio forse più eclatante dell'architettura templare dell'india occidentale. L'ingresso al tempio avviene attraverso quattro porte separate che conducono alla parte centrale in cui si trova una immagine a quattro facce di Adinath. L'interno è una vera e propria foresta di colonne e ciascuna di esse, ben 1444 in tutto, è incisa con motivi floreali tutti diversi tra loro. Un muro sormontato da guglie circonda questo complesso che comprende anche un tempio del sole e altri due templi giainisti minori. Da qui proseguiamo, sotto un torrenziale diluvio monsonico che nel frattempo si è scatenato, fino a raggiungere la località di Kumbhalgarh dominata dai tortuosi bastioni dell'omonimo forte risalente al XV secolo. Kumbhalgarh era ritenuto il più invincibile forte del Rajasthan: i suoi bastioni erano abbastanza larghi da consentire a sei cavalieri di marciare affiancati e per entrare occorreva superare una delle sette porte fortificate tempestate da minacciosi spuntoni. All'interno del forte si ergevano palazzi, templi, serbatoi, stalle e vari altri edifici oggi in parte in rovina, ma di cui è ancora possibile ammirare alcune stanze decorate con pitture murarie raffiguranti scene di caccia.
Da qui pieghiamo verso sud e raggiungiamo la fiabesca città di Udaipur che si affaccia sul piccolo Lago Pichola. La città è dominata dall'imponente City Palace che merita assolutamente una approfondita visita. Questo palazzo è una affascinante combinazione di architettura militare rajput e tecniche decorative in stile moghul. La sua austera facciata, simile ad una fortezza, è sormontata da una miriade di cupole, balconate e torrette che fanno di questo edificio il più grande del Rajasthan. Gli interni sono un susseguirsi di sale riccamente ornate con dipinti, mosaici e decorazioni in vetro ed argento. Ci fermiamo in questa città dai ritmi lenti e sonnacchiosi per alcuni giorni in modo da poter apprezzare con calma la bellezza dei suoi romantici palazzi, delle pittoresche haveli e dei templi che costeggiano il lungolago. Udaipur è inoltre piena di accoglienti ristorantini situati sulle terrazze degli antichi edifici del centro, dai quali si può vedere il brulicare della vita notturna che si svolge per le sue piccole strade. Altra attrattiva di rilievo della città è il Jag Mandir, con i suoi rigogliosi giardini e le stanze marmoree. L'ingresso a questo grande palazzo risalente al 1600, si affaccia sul Lago Pichola ed è sorvegliato da otto elefanti in pietra. Sempre sul lago sorge poi un altro edificio molto importante: il Jag Niwas, un palazzo risalente agli inizi del 1700 un tempo usato come ritiro estivo che è stato oggi traformato in albergo di lusso. La sera, al calar della luce, assistiamo nel cortile del City Palace allo spettacolo suoni e luci in cui si rievoca la storia di questi luoghi ed il susseguirsi delle dinastie che qui governarono fino ai giorni nostri. Terminata la visita di Udaipur ci dirigiamo verso Chittorgarh, con il suo grandioso Chittorgarh Fort che dalla sommità dell'altipiano domina la città. Questo forte, tra i più possenti del Rajasthan, subì diversi assedi nel corso dei secoli e fu teatro non solo di sanguinose battaglie, ma anche di almeno due "jauhar", una forma rituale di immolazione di massa praticata dalla donne rajput per sottrarsi al disonore da parte dei nemici. Si narra che almeno ventimila mogli di soldati uccisi in battaglia compirono questo rito estremo. L'altipiano su cui sorge il forte è assai vasto ed all'interno delle mura che lo circondano si trova un gran numero di edifici, palazzi, templi, torri (tra cui la più importante è la Vijay Stambh alta nove piani), bacini idrici, padiglioni, stalle e abitazioni della corte e dei soldati.
Ci trasferiamo quindi nel Madhya Pradesh e precisamente a Indore, città che non offre particolari attrattive ma che utilizziamo come base per visitare il vasto sito archeologico di Mandu arroccato sulla cresta delle colline. Il sito è molto ampio e richiede un'intera giornata. Due sono le zone principali da visitare; la Royal Enclave ed il Village Group entrambi con vari importanti edifici, tombe e moschee. Spicca su tutti il Jahaz Mahal, risalente alla seconda metà del 1400, un "palazzo delle delizie" che ospitava le 15000 donne che formavano l'harem del sultano e che era arricchito da piscine, ariosi padiglioni, ceramiche e raffinati canali a spirale scavati nella roccia per il deflusso delle acque. Facciamo rientro a Indore e con un breve volo ci trasferiamo a Bhopal, capitale di questo stato tristemente nota per uno dei peggiori disastri industriali del mondo, allorquando nel dicembre del 1984 la fuoriscita di un gas tossico dal complesso della Union Carbide fece migliaia di vittime. Facciamo qui tappa alcuni giorni sia per visitare la città, sia per raggiungere alcuni interessanti siti nei dintorni. Nel centro di Bhopal si trova la imponente Taj-ul-masjid, la principale moschea della città che presenta un ampio cortile interno, due minareti da 18 piani e tre cupole bianche che sormonatano la sala da preghiera e i suoi grandiosi colonnati. Interessante è la visita al Museo dell'Uomo, posto sulle colline circostanti la città, che presenta ricostruzioni di capanne, collezioni di utensili, oggetti rituali, strumenti e dipinti provenienti da quasi tutte le culture tribali dell'India. Gradevole e molto suggestiva è poi la zona dell'Upper Lake e del Lower Lake, i due laghi intorno a cui si sviluppa Bhopal. Ponendo come base questa città, raggiungiamo la vicina Bhojpur dominata dal monumentale ma incompleto Bhojeshwar Temple, che al suo interno contiene un enorme lingam di Shiva alto 2,3 mt. e con una circonferenza di oltre 5 mt. Nei dintorni si trovano poi le grotte di Bimbetka recanti pitture rupestri risalenti dall'8000 al 5000 A.C. Da qui raggiungiamo, al termine di questa giornata di visita, le Udayagiri Caves grotte scavate nella roccia risalenti al V secolo D.C. Il giorno successivo contattiamo un taxista ed organizziamo una escursione a Sanchi, luogo archeologico che ospita uno dei siti buddisti meglio conservati e più estesi dell'India. Il Grande Stupa, simboleggiante la ciotola capovolta delle offerte di un monaco, è circondato da quattro imponenti torana, porte di ingresso in pietra ricoperte da magnifiche sculture ed architravi che rappresentano scene di vita del Buddha, motivi floereali, animali e scene di vita quotidiana.
Terminata la visita di Sanchi, rientriamo a Bhopal ed il giorno successivo proseguiamo il nostro viaggio con un volo che ci conduce a Bhubaneswar, capitale dello stato orientale dell'Orissa. Bhubaneswar è famosa per i suoi superbi templi indù che si trovano nella parte meridionale della città. Un tempo questo luogo contava addirittura 7000 templi tanto che Bhubaneswar era soprannominata la "città dei templi". Oggi ne rimangono circa 400 e tra questi i principali che meritano una visita sono il Lingaraj Temple, risalente all'XI secolo, con la sua torreggiante guglia alta 55 mt, il Mukteshwar Temple, con il suo impressionante torana e il Rajarani Temple, famoso per la sua guglia decorata e per le delicate sculture di guardiani posati su fiori di loto. Da Bhubaneswar compiamo una escursione in giornata ed andiamo a visitare due località raggiungibili in un'ora di macchina. La prima è Konark ove si trova una delle meraviglie architettoniche dell'India ossia il Sun Temple dedicato a Surya (il Dio del sole) e ideato come una sorta di carro con 12 paia di ruote per condurre il dio attraverso il cielo. Risalente al XIII secolo, questo tempio è famoso anche per le sue superbe sculture: dei e demoni, re e contadini, elefanti e cavalli, adornano le sue mura accanto a decine di altre statue in posizioni erotiche. L'altra località è Puri, uno dei centri di pellegrinaggio più importanti dell'India. Questa cittadina marina è dominata dallo Jagannath Temple del XII secolo. Circondato da un muro alto 6 mt., il suo ingresso principale è sorvegliato da una coppia di leoni in pietra dai vivaci colori. L'accesso al tempio è consentito solo agli indù, ma è possibile avere una buona visuale del complesso dal tetto della Raghunandan Library che si erge proprio di fronte all'ingresso principale. Da qui organizziamo un'escursione di alcuni giorni per vedere le tribù dell'Orissa. La mattina dopo ci viene a prendere in albergo la nostra guida a bordo della sua "Ambassador" e da Bhubaneswar ci addentriamo in questa regione in cui vivono oltre 60 tribù che occupano le foreste e le colline delle zone più interne e che sono ancora relativamente immuni alle influenze esterne. L'Orissa è piuttosto carente dal punto di vista delle strutture ricettizie e pertanto in questi giorni dormiamo in pensioni decisamente spartane e mangiamo in locali alquanto "rustici". Le difficoltà del viaggio e delle sistemazioni sono tuttavia ampiamente ricompensate dai contatti e dagli incontri che facciamo con tribù caratterizzate da costumi, usanze e culture ancestrali che non si torvano in nessun altro luogo dell'India. Rientrati a Bhubaneswar dopo questi giorni trascorsi in condizioni piuttosto "critiche", decidiamo di pernottare nel più bell'albergo della città, il "Mayfair Lagoon" con camere sontuosamente arredate, un giardino all'inglese in cui è parcheggiato un aereo del dopoguerra, piscina con statue di Nettuno e di tritoni e con diversi eleganti ristoranti.
La mattina successiva lasciamo lo stato dell'Orissa e con un volo raggiungiamo Kolkata (un tempo Calcutta), capitale dello stato del West Bengala. Kolkata, posta sulle rive del fiume Hoogly, è una stimolante città dal chiaro sapore coloniale. Restiamo qui alcuni giorni e iniziamo la nostra visita passeggiando nella zona denominata BBD Bagh. Questo è il cuore di Kolkata e qui si trovano alcuni importanti edifici tra cui: la Chiesa di St. John, realizzata sul modello della londinese St. Martin-in-the-fields; la St. Andrew's Church, con il suo svettante campanile; l'Ufficio delle Poste Centrali, con la sua facciata neoclassica e la sua cupola a pantheon; il Writer's Building, centro dell'India coloniale già destinato a sede della Compagnia delle Indie Orientali e infine la Government House, sede del governo dello stato del West Bengala. Ci dirigiamo poi verso il Maidan un enorme parco che si estende nel cuore della città e nel quale sono situati alcuni punti di interesse tra cui: il Fort Williams, edificio risalente alla metà del 1700 ed oggi sede del comando orientale dell'esercito indiano; il Victoria Memorial, punto di riferimento della città e monumento alla potenza dell'impero britannico in India e la St. Paul Cathedral, con guglie e pinnacoli ispirati alla cattedrale di Canterbury. Il giorno successivo continuamo la visita di questa città che offre veramente tanto al visitatore. Ci dirigiamo dunque, dopo una breve navigazione sul fiume Hoogly, verso l'Howrah Bridge, l'imponente ponte in ferro che sovrasta il fiume e che è il terzo ponte a cantilever al mondo. Visitiamo poi la Mother House, un semplice edificio che divenne l'ultima dimora di Madre Teresa di Calcutta, la cui tomba, priva di ornamenti, si trova in una stanza al pian terreno. Da qui raggiungiamo poi il Park Street Cemetery, un cimitero monumentale coperto da muschi e vegetazione in cui sono sepolti tanti personaggi di rilievo del periodo coloniale. Il pomeriggio lo dedichiamo alla visita dell'Indian Museum, il museo più antico e vasto del paese, con eccellenti collezioni di manufatti delle più antiche civiltà indiane. Il giorno successivo proviamo l'esperienza della metropolitana di Kolkata e dopo un viaggio di diverse fermate, stipati nelle carrozze colme di persone all'inverosimile, arriviamo al Tempio di Kalighat, la più antica sede di pellegrinaggio di questa zona. L'attuale tempio risale al XIX ed è assai frequentato dai fedeli. Intorno alla struttura si aprono alcune stradine piene di bancarelle di oggetti sacri e di prodotti artigianali: questo è il posto ideale per fare alcuni acquisti con un buon rapporto qualità-prezzo. Visitiamo poi un palazzo normalmente chiuso ai turisti, ma che con un pò di insistenza e un pò di benevolenza degli addetti riusciamo a vedere al suo interno: il Marble Palace un sontuoso edificio di marmo bianco risalente alla metà del 1800, che contiene delle strabilianti ed eclettiche collezioni di candelieri, vasi Ming, statue egizie, quadri ed ogni sorta di arredo proveniente da quasi tutto il mondo. Infine facciamo una visita alla casa-museo di Rabindranath Tagore, scrittore e filosofo indiano che qui dimorò.
Conclusasi la nostra terza vacanza in questa magica terra indiana, raggiungiamo l'aeroporto di Kolkata e da qui prendiamo un volo che, via Mumbai ed Helsinki, ci riconduce a casa.
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