(Agosto 2006)
"Comunque la spedizione mi dava una buona ragione per rimettermi in viaggio, per riprovare quella gioia unica che solo i drogati di partenze capiscono, quel senso di libertà che prende nell'arrivare in posti dove non si conosce nessuno, di cui si è solo letto nei libri altrui, quel piacere impareggiabile nel cercare di conoscere in prima persona e di capire."
Tiziano Terzani - Buonanotte signor Lenin
Con un volo diretto da Milano arriviamo a Mumbai, capoluogo dello stato del Maharashtra e città più dinamica, cosmopolita ed affollata dell'India. Iniziamo la visita con il più famoso emblema di Mumbai (prima chiamata Bombay), ossia il monumento denominato Gateway of India punto da cui le truppe inglesi lasciarono il paese dopo l'indipendenza avvenuta nel 1947. Questo è il cuore della zona turistica ed il principale punto di ritrovo della città. Subito alle spalle di questo monumento si erge la cupola dell'hotel di lusso Taj Mahal Hotel che occupa un elegantissimo edificio caratterizzato da archi e colonne in stile moresco, con maestose scalinate e sfarzose gallerie che fanno di questo albergo uno dei più belli dell'Asia. Dietro l'hotel si trova invece la Colaba Causeway, via assai trafficata, piena di negozi, ristoranti, enclave residenziali e luogo in cui si trova una vera istituzione di Mumbai, il Leopold Cafè & Bar celebrato nel famoso romanzo di Gregory David Roberts "Shantaram", locale in cui abitualmente ci recheremo nei giorni che trascorreremo in questa città. La nostra visita prosegue nel quartiere di Kala Goda dove si trovano alcuni importanti edifici quali la Clock Tower, il palazzo dell'High Court of Justice, il complesso della Bombay University ed il magnifico complesso architettonico indo-saraceno del Prince of Wales Museum, che ci apprestiamo a visitare in considerazione della flagellante pioggia monsonica che si abbatte su di noi durante la nostra passeggiata. Il museo in ogni caso merita una visita attese le miniature, sculture, dipinti, tesori e rarità che qui è possibile ammirare. Altro simbolo della città è la Flora Fountain, posta all'incrocio di tre importanti strade e caratterizzata dalla statua della dea romana Flora ritta su conchiglie, delfini e mitici animali magnificamente intagliati. Spettacolare poi la visita al Chhatrapati Shivaji Terminus (la stazione ferroviaria già nota con il nome di Victoria Terminus), il più imponente esempio di architettura gotico-vittoriana dell'India. Qui, tra le cupole, guglie ed archi che compongono la struttura di questo edificio, si muove un traffico giornaliero di oltre 1000 treni e due milioni di passeggeri. La sera la trascorriamo al "Leopold" dove acquistiamo alcune copie del libro "Shantaram" firmate da Greg Roberts in persona, che spesso frenquenta questo locale intrattenendosi con i turisti. Il giorno successivo ci rechiamo nella zona denominata Malabar Hill, quartiere residenziale dove si trovano anche le Towers of Silence dei parsi, sulla cui sommità vengono posti i cadaveri affinchè vengano spolpati dagli avvoltoi. Da qui ci spostiamo nella zona lungomare denominata Marine Drive, nota anche come la "collana della regina" per la scintillante fila di lampioni che costeggia la strada. Questa zona si sviluppa dal famoso Nariman Point, nella zona di Malabar Hill, fino alla Chowpatty Beach, la passeggiata più frequentata di Mumbai e la spiaggia più a sud della città.
Dopo alcuni piacevoli giorni trascorsi a Mumbai, contattiamo un autista che con il suo taxi ci porterà, dopo un estenuante viaggio sotto un incessante monsone, ad Aurangabad, la più grande città del Maharashtra del nord. Aurangabad, oltre ad offrire un paio di edifici che meritano una veloce visita (il mausoleo denominato Bibi Ka Maqbara e la Jami Masjid), è un'ottima base d'appoggio per la visita delle vicine grotte di Ellora e di Ajanta, scavate direttamente nella roccia e decorate da pitture e rilievi. Ellora presenta oltre 30 tra grotte buddiste, grotte indù e grotte jainiste. La più bella di queste grotte è senz'altro quella del Kailasanatha Temple, un enorme complesso scavato nella roccia che rappresenta il monte Kailash, la dimora sacra di Shiva. Un'altra trentina di grotte si trovano nel vicino sito di Ajanta ed occupano una scarpata a ferro di cavallo che dà sulla stretta gola del fiume Waghora.
Terminata la visita di questi luoghi, dichiarati patrimonio dell'umanità, ci dirigiamo verso Pune, città industriale e sede del comando dell'esercito indiano. Qui salutiamo il nostro taxista e prendiamo contatto con un nuovo autista con il quale ci dirigiamo verso sud. Nella notte attraversiamo il confine con lo stato del Karnataka e arriviamo a Bijapur. La città offre alcuni interessantissimi edifici da visitare tra cui: l'Ibrahim Rauza (la tomba di Ibrahim II), la grandiosa Jami Mashjid (la grande moschea della città) ed il famoso Gol Gumbad, la tomba monumentale di Muhammad Adil Shah con la sua galleria dei bisbigli da cui si erge la grandiosa cupola. Questo edificio, terminato nel 1656, è al centro di un curatissimo giardino ed è la costruzione più celebrata di Bijapur. La sera dormiamo in un ex palazzo del maharajah ove troviamo una strepitosa stanza alla quale accediamo aprendo un pesante chiavistello assicurato da un enorme lucchetto.
La mattina dopo, sempre con un taxi, proseguiamo verso sud fino a raggiungere Badami, cittadina situata all'interno di una scogliera semicircolare di arenaria rossa. Qui sono presenti delle grotte scavate nella roccia che sovrastano un piccolo lago. L'interno di queste grotte è arricchito da pannelli scolpiti nella roccia dedicati ora a Shiva, ora a Vishnu, ora ai santi giainisti. Il nostro viaggio prosegue fino a raggiungere, poco distante, il sito di Pattadakal che consta di un complesso di templi sacri dichiarati patrimonio dell'umanità. Questo sito occupa una pittoresca posizione sulle rive del fiume Malprabha e rappresenta un chiaro esempio dell'evoluzione dell'architettura templare nell'India del sud. Poco distante da qui sorge un altro sito che merita una visita: Ahiole, con il suo splendido e ben conservato Durga Temple, edificio insolito a causa del santuario absidale circondato da un colonnato aperto. Il tempio si erge su un alto basamento sormontato da un portico le cui colonne hanno elaborate incisioni di coppie di guardiani ed amanti. All'interno delle nicchie troviamo invece altre pregevoli sculture raffiguranti Shiva, il sacro toro Nandi, Vishnu con il Garuda e Durga.
Terminata la visita di questi suggestivi siti templari, il viaggio prosegue verso ovest fino a raggiungere il piccolo stato del Goa che si affaccia sul Mar d'Arabia. Qui facciamo tappa per alcuni giorni a Palolem per riposarci e per fare un pò di mare su spiagge popolate da pescatori, cani randagi, vacche allo stato brado e qualche sparuto turista. Proseguiamo quindi il nostro tour visitando la capitale di questo stato, Panaji, e la sua città vecchia dove troviamo una sistemazione in un lussuoso hotel di impronta coloniale. In effetti lo stato del Goa e principalmente la capitale Panjim, conservano parecchi edifici coloniali che testimoniano la presenza in questo luogo dei portoghesi. La loro influenza fu talmente pregnante che anche la cucina ne risentì ed oggi la cucina di Goa si presenta molto più vicina ai nostri canoni che non a quelli indiani. Un luogo che merita una giornata di visita è Goa Velha, capitale portoghese fino alla metà del XVIII secolo, con le sue cattedrali, chiese e monasteri che si estendono su un percorso di circa un chilometro e mezzo fino a giungere alla Holy Hill dove si trovano alcune delle chiese più antiche dello stato. Gran parte di questi edifici sono stati progettati da architetti italiani o portoghesi e presentano una serie di stili europei che vanno dal sobrio rinascimentale all'esuberante barocco e manuelino portoghese. Un pomeriggio effettuiamo poi la visita di Casa Braganza edificio del XVII secolo che rappresenta la più maestosa residenza coloniale del Goa e che ancora oggi è abitato da discendenti della dinastia Braganza. I suoi splendidi interni contengono pregiate raccolte di mobili settecenteschi e porcellane cinesi.
Lasciamo quindi lo stato del Goa e procediamo verso est, rientrando nel Karnataka, per dirigerci verso la città sacra di Hampi, patrimonio dell'umanità, che vanta le suggestive rovine di Vijayanagar o città della vittoria. Il sito è molto vasto e richiede almeno un paio di giorni di permanenza, per cui troviamo una sistemazione presso una famiglia del luogo e contattiamo un ragazzo che con la sua "Ape" ci scorrazzerà presso i vari siti da visitare. La zona è assai suggestiva, con crinali rocciosi e massi granitici a fare da difese naturali. Il luogo conobbe il suo massimo splendore nella prima metà del 1500. Tra i monumenti più importanti troviamo: il Virupaksha temple dominato da un gopura alto 50 mt.; il Krishna temple eretto nel 1516 per commemorare la vittoria sull'Orissa; le stalle degli elefanti imponente struttura di 11 stanze che un tempo ospitava gli elefanti reali; i serbatoi a gradini parte di un complesso sistema idraulico che serviva per l'approvvigionamento idrico della zona; il Lotus Mahal un mix di architettura indù ed islamica ed infine il grandioso Vitthala temple con le sue elaborate sale colonnate e le sue famose colonne musicali che, se picchiettate, emettono suoni con diverse tonalità.
Lasciata Hampi, città sacra in cui abbiamo mangiato solo vegetariano e in cui è bandita ogni bevanda alcolica, ci dirigiamo nuovamente verso la costa ovest e nel tragitto ci fermiamo a visitare due siti piuttosto fuorimano: Belur e Halebid, ove vi sono alcuni templi risalenti al XII secolo. Nella prima cittadina troviamo il Chennakeshava Temple, risalente al 1117 e costituito da una struttura di scisti grigio-verdi ricoperta da incisioni a rilievo ricche di particolari. Ad Halebid troviamo invece l'Hoysaleshvara Temple, iniziato nel 1121 ma mai terminato, costituito da due templi identici i cui muri esterni poggiano su fregi raffiguranti animali reali e fantasiosi inframezzati da scene tratte dal Ramayana e dal Mahabharata. Proseguiamo il viaggio e la sera arriviamo sulla costa ove facciamo tappa per la notte a Mangalore, città che non offre particolari attrattive.
La mattina dopo prendiamo contatto con un nuovo autista il quale, con la sua fiammante Ambassador bianca, ci porterà in viaggio nei giorni successivi per la visita dell'India meridionale. Proseguiamo dunque verso sud e ci dirigiamo nella splendida città di Mysore. Questa città, situata tra campi fertili e boscose colline, è oggi un importante centro culturale ove ha sede la più rinomata università dello stato. Mysore è anche famosa per la lavorazione dell'avorio, della seta, per gli incensi e per le incisioni su legno di sandalo. La più rilevante attrattiva di questo luogo è il magnifico Amba Vilas Palace arricchito da splendide incisioni e da opere d'arte provenienti da tutto il mondo. Durante le sere dei giorni festivi e delle altre ricorrenze, migliaia di lampadine ravvivano i profili esterni di questo palazzo contribuendo a creare un'atmosfera di estrema suggestione.
Il giorno successivo, dopo aver visitato il Chamundeshvari Temple, eretto nel XVII secolo e posto sulla collina, lasciamo Mysore e ci dirigiamo verso lo stato del Kerala che si affaccia sulla costa ovest dell'India verso il Mar d'Arabia. Lungo il tragitto ci fermiamo a visitare il Parco del Periyar con l'omonimo lago oggi nucleo di un meraviglioso ecosistema ove ancora esistono esemplari di tigri. Effettuiamo qui una navigazione in battello ammirando la fauna del luogo costituita principalmente da uccelli ed elefanti e successivamente proseguiamo il nostro itinerario fino ad arrivare nella capitale del Kerala: Kochi, che annovera il più grande mercato di spezie e di frutti di mare di questa zona dell'India. Lo scenario in cui si trova questa città, circondata da palmeti, prati, laghetti interni e stagni, ha incantato tutti i visitatori che nei secoli scorsi sono giunti qui da ogni parte del mondo. La zona più caratteristica della città è Fort Kochi dove è ancora forte l'influenza dei portoghesi che qui si stabilirono nel XVI secolo. L'edificio più importante è la St. Francis Church costruita nel 1502 e ritenuta fra le chiese più antiche erette in India dagli europei. Caratteristiche del posto sono anche le reti da pesca cinesi che sottolineano gli antichi legami commerciali con la Cina. Una escursione di una giornata ci porta sulle Backwaters, un sistema di canali, laghetti e stagni posto nell'entroterra di Kochi su cui è possibile navigare a bordo di piccole imbarcazioni. In serata assistiamo al kathakali, una forma espressiva di teatro-danza tipico del sud del Kerala che risale a circa 500 anni fa e che è considerata una delle più antiche forme di danza dell'India. Il kathakali (danzato da soli uomini che recitano anche le parti femminili) è una combinazione spettacolare di teatro, danza, musica e rituali: i personaggi con i volti dipinti di colori accesi e con costumi elaborati, rimandano alle storie epiche indù tratte dal Mahabharatha e dal Ramayana.
Dopo alcuni giorni estremamente rilassanti trascorsi in questa città, ci dirigiamo verso est risalendo la catena montuosa dei Ghat Occidentali. Entriamo così nello stato del Tamil Nadu e raggiungiamo la città di Madurai una delle più grandi città-tempio dell'India del sud. La visita al suo Minakshi Sundereshvara temple è imperdibile per la maestosità dei suoi gopura (alti fino a 50 mt) e per la ricchezza dei suoi interni. Questo tempio dedicato a Shiva, originariamente eretto intorno al X secolo, fu poi ampliato dalle successive dinastie in particolare nel XIV e XVII secolo. Visitiamo con calma il suo interno assistendo ai rituali religiosi che i fedeli praticano all'interno di grandiose sale colonnate. Dopo Madurai proseguiamo per un'altra deliziosa cittadina: Tiruchirapalli situata su una fertile pianura presso il delta del fiume Keveri. Di particolare interesse, in questo luogo, sono il Rock Fort che domina la città ed una serie di templi con coperture riccamente ornate.
Da Tiruchirapalli proseguiamo alla volta di Thanjavur ove si trova il sontuoso Brihadishvara temple, un monumentale edificio religioso in granito che rappresenta un bellissimo esempio di architettura Chola. Proseguiamo la visita in questa città dirigendoci al Royal Palace con la sua torre di osservazione di 7 piani e con all'interno il museo che espone una ricca collezione di bronzi e di idoli in pietra datati dal VII al XX secolo. Da qui proseguiamo verso est e ci fermiamo a visitare altre due città sacre dell'India del sud: Kumbakonam e Chindabaram che ospitano alcuni notevoli e assai venerati templi induisti.
Proseguiamo il nostro viaggio fino a raggiungere la costa est del Tamil Nadu, presso la cittadina di Pondicherry già capitale dei territori francesi in India. Questo luogo ha ancora una marcata impronta transalpina sia per quel che riguarda i suoi abitanti, sia per quel che riguarda la cucina. Da qui proseguiamo verso nord risalendo la costa del Golfo del Bengala e ci soffermiamo a visitare Mamallapuram, luogo in cui ci fermiamo alcuni giorni. Questa tranquilla cittadina di mare ospita il complesso degli altari megalitici detto Panch Rathas (cinque carri) che rendono un eccezionale tributo agli scalpellini che si dedicarono a quest'opera. Degno di una visita anche lo Shore Temple che si erge sulla riva del mare. Da qui raggiungiamo la nostra ultima destinazione: Chennai (già nota come Madras) alla quale dedichiamo un paio di giorni di visita. Questa città, capitale del Tamil Nadu, non ha un vero e proprio centro, ma vari distretti urbani tra loro collegati da quattro vie principali. La nostra visita inizia dal Fort St. George, primo avamposto britannico in India ed oggi sede del governo del Tamil Nadu. Spicca poi con il suo svettante campanile la St. Andrew's Church, stupendo esempio di architettura neoclassica ispirata alla chiesa St. Martin-in-the-fields di Londra. Merita poi una visita lo splendido edificio indo-saraceno in cui ha sede la Madras University. Chennai vanta un lungomare con le spiagge urbane più grandi dell'India che si snodano per 13 km. La relativa Marina è stata descritta come "una delle passeggiate sul lungomare più belle del mondo" e gli abitanti di Chennai si recano qui abitualmente per sfuggire alla calura e all'afa cittadina.
Il nostro viaggio volge al termine e da Chennai prendiamo quindi un volo che, via Mumbai, ci riporta a casa.
GALLERIA VIDEO FOTOGRAFICA