Torna alla Home Page

GIORDANIA

(Dicembre 2013/Gennaio 2014)

Cartina dell'Itinerario

"Passa così una giornata di viaggio, e non c'è bisogno d'altro per riempirla da cima a fondo: un fiume, dei cespugli, una bella testa infantile, delle tombe."

Gustave Flaubert, Attraverso i campi e lungo i greti, 1886

ITINERARIO DEL VIAGGIO

Tra le destinazioni del medio oriente la Giordania rappresenta una meta ideale sia per gli appassionati di storia sia per gli amanti della natura. La straordinaria Petra, le rovine di città romane e bizantine, i resti di castelli crociati, i luoghi sacri citati nella Bibbia, le acque del Mar Morto e del Mar Rosso, i cieli stellati del deserto e le riserve protette della biosfera sono in grado di appassionare ogni viaggiatore che decida di visitare questa nazione. Non da ultimo merita una menzione speciale anche la ottima cucina che è possibile gustare sia nei semplici locali che animano i souk, sia nei ristoranti più blasonati dei principali centri urbani.

Raggiungiamo il Queen Alia International Airport di Amman con un volo che, via Istanbul, atterra alle prime ore del mattino e così decidiamo di sfruttare l'intera giornata per raggiungere subito alcune mete situate all'estremo nord della Giordania. Preso contatto con il taxista che ci accompagnerà negli spostamenti dei giorni successivi, attraversiamo una zona di colline ondulate, ora brulle ora coltivate a ulivi e fichi, che ad ovest degradano verso la valle del Giordano e a nord si incuneano verso il confine con la Siria, Israele ed il Golan. Dopo circa tre ore di viaggio raggiungiamo il villaggio spazzato dai venti di Umm Qais la cui principale attrazione è costituita dalle estese rovine dell'antica città di Gadara, storicamente inclusa nella Decapoli (un insieme di città del medio oriente che a partire da Alessandro Magno furono associate le une alle altre). Il sito, che richiede non meno di un'ora di visita, presenta un interessante complesso di case in basalto nero e calcare costituente il villaggio ottomano abbandonato, nucleo che si trova proprio a ridosso della zona archeologica vera e propria che contempla: il teatro ovest, realizzato in basalto nero, i cui 3000 spettatori sedevano su scranni con schienali in pietra da cui potevano anche godere di una splendida vista sui quartieri occidentali della cittadina; la terrazza della basilica, comprendente una chiesa bizantina del V-VI sec. di cui sono ancora ben visibili alcune colonne ed il pavimento in piastrelle colorate; le botteghe, site al piano inferiore con le loro pareti basaltiche; il decumano massimo (direttrice est-ovest), principale via lastricata della città romana da cui si gode una spettacolare vista sulla valle del Giordano, sulle alture del Golan e sul Lago di Tiberiade; il teatro nord, le cui pietre sono state saccheggiate per costruire le villette ottomane; il museo, che conserva statue, mosaici e sarcofagi intagliati; il complesso termale, fiancheggiato dalla via colonnata; i resti dell'ippodromo ed infine la porta monumentale, eretta per impressionare i viaggiatori che raggiungevano Gadara dalla sottostante valle del Giordano. Lasciato questo sito ci dirigiamo poco più a sud attraversando suggestive colline e valli ricche di pinete fino a raggiungere il villaggio montano di Ajloun che troviamo imbiancato dalla neve scesa nei giorni scorsi. La storia di questo luogo è strettamente collegata a quella del castello di Ajloun, una fortezza permeata di leggenda eretta per contrastare l'espansione dei crociati e che faceva parte di una catena di comunicazione che, tramite piccioni viaggiatori, collegava la frontiera dell'Eufrate con il Cairo. Il possente castello torreggia dall'alto di una collina ed oltrepassando il ponte sul fossato si accede ad un labirinto di stanze, corridoi, locali, cunicoli e cortili circondati dalle spesse mura perimetrali. Dalla cima di una delle sue torri si gode uno spettacolare panorama sul mosso paesaggio collinare circostante.

A circa 40 minuti di distanza da Ajloun si trova la destinazione più importante della Giordania settentrionale: Jerash (l'antica Gerasa) che con la sua immensa area archeologica merita non meno di tre/quattro ore di visita. Fondata nel 170 a.C. su un sito ellenistico eretto in una zona fertile abitata sin dalla preistoria, Jerash divenne un importantissimo centro romano e bizantino del medio oriente fino a quando nel VII sec. d.C. i persiani presero il sopravvento dando inizio al dominio musulmano. Pare che dopo questo periodo un devastante terremoto abbia fatto cadere la città nell'oblio per i successivi 1000 anni sino a quando sul finire del XIX secolo venne riscoperta e valorizzata anche sotto il profilo archeologico. Il vastissimo sito contempla: l'arco di Adriano, il primo edificio monumentale che si incontra accedendo all'area degli scavi; l'ippodromo, in cui si svolgevano gare sportive e corse delle bighe (oggi rievocate con spettacoli in costume); la maestosa porta sud, che dava ingresso vero e proprio alla città antica; la splendida piazza ovale, un'ampia area centrale lastricata circondata da due ordini di colonne ad andamento ellittico; il teatro sud, uno dei più bei monumenti di Jerash in allora capace di ospitare oltre 3000 spettatori; il tempio di Zeus, posto in zona visibile da tutti gli abitanti ed in origine circondato da gigantesche colonne corinzie; il cardo (via colonnata), principale arteria di Gerasa lunga 800 mt. costeggiata da una serie di colonne ioniche oggi ancora visibili e ben conservate; il tetrapilo sud, una piazza all'incrocio col decumano sud con al centro quattro piedistalli decorati con nicchie a forma di conchiglia che presumibilmente ospitavano delle statue; il maestoso ninfeo, annunciato da quattro colonne slanciate che erano antistanti alla sontuosa fontana dedicata alle ninfe delle acque; il complesso del tempio di Artemide, uno degli edifici più importanti della città antica con il suo propileo, il tempio vero e proprio e la sua cella in origine circondata da un peristilio di sei ed undici colonne sui lati; il teatro nord, più piccolo del teatro sud e destinato a spettacoli minori; il tetrapilo nord, l'incrocio del cardo con il decumano nord, originariamente coperto da una cupola poggiante su una serie di archi oggi ancora in parte visibili; il complesso delle terme occidentali, di cui rimangono alcuni resti; la porta nord, da cui si usciva dalla città per raggiungere le zone settentrionali. A Jerash sono state inoltre riportate alla luce una quindicina di chiese bizantine di cui diverse ancora ben conservate. A poca distanza dal cuore della città antica è difatti possibile visitarne alcune che presentano colonnati, pareti, nicchie e a volte anche mosaici che ne adornavano i pavimenti. Un piccolo museo racchiude poi degli interessanti reperti rinvenuti in loco tra cui gioielli, anfore, strumenti della vita quotidiana e ancora mosaici.

Verso sera, terminata la visita di questo imperdibile sito, puntiamo a sud verso la città di Madaba che abbiamo scelto come tappa per gli spostamenti dei giorni successivi. Madaba, rilassato centro urbano posto a soli 17 km dall'aeroporto internazionale, rappresenta una valida alternativa rispetto alla più distante e caotica Amman. La città è nota soprattutto per i suoi bei mosaici bizantini custoditi nelle sue chiese e nei musei. La principale attrazione di Madaba è la chiesa di San Giorgio nota anche come "chiesa della mappa" per l'incredibile mosaico della mappa della Terra Santa di epoca bizantina che è presente al suo interno. Il mosaico, realizzato tra il 542 e il 570 d.C., è eccezionale sia per grandezza che per stile (originariamente era composto da oltre 2 milioni di tessere ed esteso per circa 100 mq) e riproduce, per quanto oggi ancora visibile, il territorio dal Libano al delta del Nilo e dal Mediterraneo al deserto con una prospettiva cosiddetta "a volo di uccello". Si vedono oasi, il Mar Morto, il Giordano, il Nilo, le principali città di fama biblica con Gerusalemme al "centro del mondo" e l'opera è ritenuta ancora oggi un ottimo lavoro cartografico dell'epoca. Vicino alla chiesa di San Giorgio scorre Hussein bin Ali street una via con parecchi negozi di tappeti e souvenir che però conserva tuttora una discreta aria mediorientale. Su essa si affaccia il palazzo bruciato una antica dimora patrizia del VI sec. devastata da un incendio all'inizio del secolo successivo. Immancabile è la visita al vicino parco archeologico ove sono conservati alcuni dei più bei mosaici della Giordania di periodo ellenistico, romanico e bizantino. Altri ottimi esempi si trovano nei resti degli edifici presenti nel parco tra cui la sala di Ippolito (ove vi è un mosaico a pavimento con rombi policromi, figure di uccelli e piante) e la chiesa della Vergine (il cui mosaico presenta una serie vortici, nodi e ghirigori che incorniciano il medaglione centrale). Il centro storico di Madaba è dominato dal quartiere vecchio (tell Madaba), una zona suggestiva caratterizzata da stradine delimitate da muri in pietra ottomani e da finestre ad arco. L'edificio più rappresentativo è il saray, una costruzione del XIX secolo sede in passato di uffici amministrativi e che oggi ospita un piccolo museo. Dietro il saray sorge la chiesa della decapitazione di S. Giovanni Battista (nota anche come cattedrale di Madaba), un edificio religioso costruito sopra i resti di una fortezza ottomana nei primi anni del novecento dalla cui torre campanaria è possibile godere di una bella vista su tutta la città. A poca distanza da qui sorge la chiesa degli Apostoli, eretta nel 568, al cui interno è custodito un grande mosaico che raffigura uno spettacolare mare personificato da una figura femminile che emerge da acque ricche di pesci, mostri marini, squali ed una piovra. Ai bordi foglie di acanto si alternano con figure di uccelli ed altri animali. Infine merita una breve visita il museo che ospita altri mosaici, ceramiche, monete ed ancora oggetti rinvenuti nell'area.

A poca distanza da Madaba si trovano alcuni siti legati alle più profonde tradizioni religiose. Va sotto il nome di Monte Nebo una catena di rilievi distanti circa 10 km. dalla città su cui sorge uno dei luoghi più sacri della Giordania: da queste vette difatti Mosè potè finalmente scorgere la Terra Promessa che gli era interdetta. Ogni visita al Monte Nebo ha come meta principale la chiesa memoriale di Mosè eretta verso la fine del IV sec. d.C. sui resti di un precedente edificio di epoca classica. La chiesa è attualmente inagibile poichè in fase di ampio restauro, ma è possibile ammirare uno splendido mosaico realizzato per il battistero vecchio comprendente riquadri affollati da figure umane e da animali feroci. Dalla limitrofa terrazza panoramica, sovrastata da una gigantesca croce stilizzata, è possibile scorgere nelle giornate serene la sponda nord del Mar Morto, la valle del Giordano, la città di Gerico, le torri del Monte degli Ulivi di Gerusalemme ed altri luoghi di rievocazione biblica. Superata la catena del Monte Nebo si discende fin verso la sponda est del Giordano e qui si trova un luogo che è stato oggetto di una delle più importanti e recenti scoperte archeologiche in medio oriente: si tratta di Betania, o il "sito del battesimo", ove le fonti storiche sono sostanzialmente concordi nel collocare il luogo in cui Giovanni Battista visse e probabilmente battezzò Gesù. La scoperta di un gran numero di chiese bizantine, di siti battesimali, di grotte di monaci ed eremiti, nonchè la ricchezza e concordanza dei resoconti di pellegrini e storici medievali, hanno indotto gli odierni studiosi a ritenere autentico questo sito. Sul luogo, in tempi recenti, sono state costruite diverse chiese ed un percorso a piedi che si snoda tra tamerici e una rada boscaglia bruciata dal sole conduce fin sulla sponda del Giordano: qui sorge la chiesa greco ortodossa di S. Giovanni (ricca all'interno di suggestivi affreschi a tema religioso) e di fronte alcuni gradini conducono in una area boschiva proprio sulle sponde del fiume che in questo punto in realtà è poco profondo e non più largo di una decina di metri. Sull'altra sponda, in territorio occupato da Israele (Cisgiordania), sorge un complesso noto come Qasr al-Yahud, un terrazzo in pietra bianca di recente realizzazione su cui si affollano sia i turisti in visita in Israele sia i pellegrini che ivi compiono il rito battesimale.

Lasciato questo sito, con un breve viaggio in auto raggiungiamo la costa del Mar Morto, il punto più basso della terra (400 mt. sotto il livello del mare) che è stato definito "la più grande spa all'aperto del mondo". Qui il caldo è soffocante per la maggior parte dell'anno e fare un bagno in questo specchio d'acqua è veramente un'esperienza difficile da dimenticare. Facciamo dunque sosta ad Amman beach per trascorrere una mezza giornata in questo scenario che ha del surreale: il paesaggio è ridotto ad un silenzio quasi mistico, l'estrema salinità dell'acqua consente un galleggiamento straordinario, la forte evaporazione crea una foschia eterea e precipitazioni di sale sulla spiaggia, la riva è caratterizzata da formazioni saline dalle forme bizzarre e i minerali disciolti nell'acqua creano riflessi del tutto particolari. Dopo esserci cosparsi interamente il corpo con il fango nero, caldo e solforoso che viene appositamente raccolto al largo della costa e dopo aver goduto di diversi bagni decisamente terapeutici, riprendiamo il viaggio e ci dirigiamo verso i rilievi montuosi che costeggiano il Mar Morto. Qui una strada di una decina di chilometri che si inerpica tra pareti brulle di color rosso ed ocra conduce al Dead Sea Panorama, un punto panoramico da cui si gode una spettacolare vista sul Mar Morto e da cui partono sentieri che portano a diversi belvedere. Poco oltre, seguendo la tortuosa strada che si snoda a zig-zag tra i rilievi, si raggiungono le sorgenti termali di Ma'in, un'ottima tappa per trascorrere alcune ore cullati dalle cascate di acqua calda che precipitano lungo un fianco scosceso della valle mentre dalle pozze sottostanti si levano sbuffi di vapore. Immergersi in queste acque (dai 40 ai 60 gradi) è veramente appagante e rigenerativo tant'è che il complesso termale è una destinazione assai frequentata non solo dai turisti quanto soprattutto dagli abitanti del luogo.

Il giorno successivo ci dirigiamo verso il deserto orientale giordano e qui iniziamo il tour dei Castelli del Deserto, un percorso circolare che tocca delle costruzioni risalenti agli albori dell'islam. Oggi le più belle di esse possono essere facilmente raggiunte in auto lungo le agevoli strade asfaltate che conducono verso i confini con l'Iraq e con l'Arabia Saudita. Quasi tutti questi edifici (genericamente chiamati "castelli", ma che in realtà erano palazzine di caccia, fattorie, caravanserragli, avamposti militari, etc.) risalgono al VII sec. ed alla dinastia Omayyade. I più interessanti da visitare, in un percorso con andamento antiorario, sono nell'ordine: il Qasr Kharana: un edificio dall'aspetto tipico della fortezza eretta a scopo difensivo munita di torri angolari, strette feritoie ed un unico ingresso. Più recenti studi ritengono però che questo edificio fungesse da luogo di incontro neutrale tra i califfi omayyadi e i capi beduini locali. L'interno è costituito da un cortile attorno al quale un tempo correva un portico ad archi. Il piano superiore che sovrasta l'area cortilizia presenta numerose stanze e locali caratterizzati da strette feritoie, volte ad arco, alcuni graffiti e rosette decorative. Salendo infine sul tetto si ha una visione d'insieme del castello e con la vista è possibile spaziare sul brullo paesaggio spazzato dal vento che si estende tutt'intorno; il Qusayr Amra: uno stabilimento termale in allora usato dai califfi che venivano qui a rilassarsi. La struttura presenta le classiche stanze tipiche delle terme romane (frigidarium, tepidarium e calidarium) con complesse canalizzazioni che consentivano lo scorrimento delle acque e l'evacuazione dei fumi/vapore. Degni di nota sono gli innumerevoli e ben conservati affreschi che adornano quasi interamente le superfici murarie delle sale e delle navate: figure di uomini e donne, scene di caccia, scene di vita quotidiana, animali, motivi floereali e geometrici ravvivano gli interni di questo edificio. All'esterno è ben visibile il sistema di approvvigionamento costituito da un grande serbatoio ed un pozzo di cui è ancora scorgibile la pista circolare lungo cui giravano buoi o asini per il pompaggio dell'acqua; il Qasr Azraq: la fortezza che Lawrence d'Arabia scelse come suo quartier generale. La massiccia porta con battenti in basalto che dà ingresso all'edificio ruota ancora sui suoi cardini originali. Oltrepassato l'ingresso si accede all'ampissimo cortile interno circondato da una serie di stanze e locali che fungevano da prigione, da stalle, da appartamenti per le guarnigioni, da cucina e da magazzini. L'imponente torre del muro occidentale ha una porta in basalto del peso di oltre 3 tonnellate, mentre al centro del cortile si erge una piccola moschea a tre navate. Il pezzo forte della costruzione è l'alloggio di Lawrence, situato strategicamente in cima alle scale per tenere sotto controllo il cortile e i palmizi circostanti. La vicina città di Azraq un tempo era circondata da una vasta e verdissima oasi che oggi si va via via prosciugando a causa dell'eccessivo pompaggio di acqua destinata ad alimentare Amman ed altri centri urbani giordani; il Qasr Hallabat: il castello, eretto in cima ad una collinetta, è al momento oggetto di lavori di ricostruzione e restauro ed è destinato a diventare, tra le altre, la struttura più articolata e complessa. Fuori dal complesso sorge una moschea omayyade ben restaurata con archi dentellati, mentre un ingresso ad arco conduce allo spazioso cortile interno del castello circondato da mura di basalto bianche e nere. Locali, torri angolari, zone di disimpegno, varie stanze di cui una con un pavimento a mosaico ben conservato compongono la struttura dell'edificio e dall'alto della sua torre principale è possibile apprezzare il desertico panorama circostante in cui sono visibili scavi archeologici che hanno portato alla luce antichi insediamenti ed antiche costruzioni tra cui un forte romano preesistente.

Lasciamo dunque questa zona della Giordania a facciamo rotta verso sud percorrendo la famosa strada dei Re, un nastro d'asfalto che partendo dalla periferia di Amman raggiunge la parte meridionale del paese attraversando alcuni dei siti più spettacolari di questa nazione. A circa un'ora di viaggio a sud di Madaba la strada serpeggia tra una serie di valli fino a raggiungere lo spettacolare canyon del Wadi Mujib, una fenditura profonda 500 mt. e larga 4 km. che ospita una speciale riserva della biosfera in cui è possibile percorrere sentieri escursionistici. Il punto panoramico realizzato sul costone della gola consente di ammirare questo incredibile scenario popolato da avvoltoi, aquile e gheppi che sfruttano le correnti ascensionali. Lungo le scoscese pareti del canyon è possibile avvistare qua e là accampamenti di nomadi e greggi di capre che risalgono i ripidi pendii. Scendendo ancora verso sud in un paesaggio sempre più arido ed oltrepassato il villaggio di Rabba che ospita le rovine di un tempio eretto su un insediamento romano-bizantino, si giunge a Karak, centro urbano ancora oggi praticamente tutto chiuso dentro le sue mura su cui svetta il castello crociato di Karak, uno dei meglio conservati dell'intero medio oriente. Saliti sulla sommità della collina che ospita la costruzione e percorsa una via su cui si affacciano antiche case ottomane, si raggiunge la piazza che dà ingresso alla fortezza. La struttura, storicamente legata dapprima alle vicende dei crociati e successivamente a quelle degli ayyubidi, mammalucchi ed ottomani, si sviluppa ben su sette livelli e comprende gallerie, prigioni, cucine, stanze per le guarnigioni, una cappella, il mastio, un palazzo mammalucco, cunicoli e altri innumerevoli locali. Impressionante è lo strapiombio che si può vedere al di là delle sue sue possenti mura da cui lo spietato Rinaldo di Chatillon durante la seconda crociata precipitava i prigionieri. Ancora più a sud di Karak, il panorama si inasprisce ulteriormente e culmina con il Wadi Hasa un profondo canyon (secondo solo al Wadi Mujib) sovrastato dal profilo di un vulcano ormai estinto di cui oggi rimane solo una incombente montagna nera che contrasta con la pietra calcarea circostante. Proseguendo il nostro itinerario verso sud incontriamo il villaggio di Dana, un agglomerato di case in pietra erette sul fianco di una altura che venne abbandonato a metà del secolo scorso ed oggi è in fase di ricostruzione. Nella relativa valle è stata istituita una riserva della biosfera comprendente una enorme area selvatica che si estende da un'altitudine di 1500 mt. fino ad una depressione posta al di sotto del livello del mare. Poco dopo Dana si incontra Shobak, località nota per il suo castello dei crociati eretto in cima ad una collina. Il castello di Shobak fu il primo costruito dai crociati in Transgiordania e sebbene sia conservato peggio rispetto a quello di Karak possiede tuttavia un grande fascino. Le sue mura con iscrizioni calligrafiche, la piccola cappella, i passaggi segreti, i gruppi di case ottomane al suo interno, i depositi, le sue torri cadenti e i vari locali ancora visibili, rendono doverosa una sosta presso questo sito ricco di storia e di leggenda. Sul finire della giornata raggiungiamo la nostra destinazione finale: Wadi Musa una moderna e sostanzialmente insignificante città giordana cresciuta al solo fine di dare appoggio turistico ad uno dei siti archeologici più famosi del mondo.

Nelle immediate vicinanze sorgono infatti le rovine della leggendaria Petra, città avvolta nel mistero e protetta da una barriera di roccia naturale che grazie ai suoi commerci divenne in passato così importante da sfidare persino la potenza di Roma. Duemila anni di vento e pioggia hanno smussato e levigato la superficie delle sue costruzioni lasciando a nudo colorate venature della roccia che creano un'atmosfera estremamente suggestiva e quasi surreale. Al sito, che richiede almeno un giorno e mezzo per una visita completa, si accede tramite una strada in ghiaia che serpeggia tra monumenti nabatei quali: tre case degli dei, la tomba dell'obelisco, il triclinio di Bab as-Siq ed ancora grotte e tombe scavate nella roccia. Al termine di questa strada si trova il Siq (la gola) il più scenografico monumento naturale di Petra. Si tratta di una profonda fenditura di circa 1,2 km. che taglia le alte pareti in arenaria rossa scolpite in forme bizzarre e che si aprono a volte in ampi slarghi punteggiati da nicchie votive. Percorrendo a piedi o a cavallo questo peculiare percorso si giunge all'improvviso allo sbocco che dà accesso allo spiazzo su cui incombe il monumento più famoso di questo luogo: il cosiddetto Tesoro (al-khazneh) la cui impressionante e ben conservata facciata in stile nabateo è il simbolo stesso di Petra. Il percorso prosegue lungo il Siq esterno e conduce alla strada delle facciate che ospita per l'appunto una dozzina di facciate scavate nell'arenaria su quattro livelli diversi. Oltrepassate queste opere monumentali compare il massiccio teatro, di matrice ellenistica e poi rimaneggiato in epoca romanica, che poteva ospitare 8500 spettatori. Qui vicino parte uno scosceso percorso che in circa quaranta minuti conduce all'altare del sacrificio, luogo dedito ai rituali religiosi nei cui pressi sorgono due obelischi ed altri monumenti minori. Oltre il teatro, la parete est della montagna ospita le cosiddette tombe reali, caratterizzate da impressionanti facciate scavate e scolpite nella roccia. Troviamo qui la tomba dell'urna, che venne poi trasformata in chiesa, la tomba della seta, dalle incredibili sfumature di colore che vanno dal blu, al rosso, all'ocra, al rosa e al giallo, la tomba del palazzo, una struttura a cinque piani che mostra un guazzabuglio di stili, la tomba di Sesto Fiorentino, ornata da un aggraziato frontone semicircolare. Un ripido percorso conduce in cima alla parete est e regala uno splendido panorama sul teatro e sulla via colonnata che conduceva al centro di Petra. Su tale via (il cardo maximus) si affacciano il ninfeo, di cui oggi non rimane quasi nulla; la chiesa di Petra, che conserva ancora nei resti delle sue navate dei bei mosaici; il mercato superiore e il mercato centrale, ai quali si accedeva tramite imponenti scalinate oggi in parte non più visibili; il tempio grande, di cui è incerto a quale divinità fosse dedicato; il tempio dei leoni alati, caratterizzato da capitelli con figure di leone; la porta del temenos, che divideva la zona cittadina dedicata agli affari da quella dedicata al culto religioso, le terme, in parte ancora non portate alla luce; il Qasr al-bint, un enorme tempio nabateo con antistante un'imponente scalinata che saliva all'altare. Da qui si diparte un impervio e tortuoso sentiero, percorribile anche a dorso d'asino, che conduce dapprima al triclinio del leone (piccolo santuario classico nascosto tra i cespugli) e che dopo circa un'ora e mezzo di cammino porta all'imperdibile monastero la cui imponente facciata (ben superiore per dimensioni a quella del Tesoro) dà ingresso ad un'unica sala interna. In realtà si trattava di un tempio dedicato ad un re nabateo che alla sua morte fu deificato. La vista dall'alto di questo luogo è spettacolare e spazia per decine di chilometri sulle brulle montagne e sulle profonde valli circostanti. Da qui è possibile percorrere a ritroso il percorso oppure avventurarsi verso altri sentieri alternativi che conducono nuovamente nel centro abitato. Un'esperienza indimenticabile e molto evocativa è quella offerta dal tour guidato Petra by night: si tratta sostanzialmente di una passeggiata a lume di candela che si snoda lungo il Siq fino a raggiungere il Tesoro. Centinaia e centinaia di candele illuminano il percorso mentre i beduini suonano un flauto in sottofondo e narrano la storia di questo luogo. Nelle vicinanze, ad una decina di chilometri da Wadi Musa, sorge un sobborgo di Petra noto con il nome di Little Petra che vale comunque una visita. Si tratta in sostanza di una Petra in miniatura anch'essa caratterizzata da un piccolo Siq con impervie pareti di arenaria, da scalinate intagliate nella roccia, da facciate scolpite nell'arenaria, da triclini, da nicchie e da un piccolo tempio.

Terminata la visita di questo straordinario sito, puntiamo verso sud e dopo un'ora e mezza di viaggio raggiungiamo il Wadi Rum uno degli ambienti naturali più spettacolari del medio oriente e meta imperdibile per chi si reca in Giordania. Trascorreremo qui una notte in una tenda di un accampamento beduino vivendo l'esperienza di dormire sotto un oceano di stelle nell'assoluto silenzio del deserto. L'erosione nel corso dei millenni ha prodotto un paesaggio quasi lunare caratterizzato da un'alternanza di rilievi tondeggianti e picchi scoscesi, di distese di sabbia e monti granitici che sembrano colate di cera fusa, di canyon e di sorgenti nascoste, di archi di pietra e desolate lande bruciate dal sole. Il modo migliore per visitare questo luogo è noleggiare un fuoristrada 4x4 e percorrere le piste che raggiungono i punti più affascinanti del deserto. La cena alla luce delle fiaccole e le passeggiate sul cammello all'alba o al tramonto regalano suggestioni indimenticabili. Ci trasferiamo quindi ancora più a sud fino a raggiungere la città di Aqaba stazione balneare sul Mar Rosso che costituisce l'unico sbocco marittimo della Giordania. Qui è alta stagione tutto l'anno e anche durante l'inverno trascorrere alcuni giorni in quest'area è un toccasana per la salute. La città è costellata di alberghi e di strutture ricettive ed i turisti sia locali che stranieri animano perennemente le sue vie ed il suo lungomare. Dal punto di vista storico ed architettonico Aqaba non offre un granchè. Unici luoghi degni di nota sono: la piazza della grande rivolta araba, su cui svetta l'asta della bandiera che con i suoi 132 metri è tra i pennoni più alti del mondo; il limitrofo forte di Aqaba, un forte mammalucco con un cortile centrale e torri semicircolari caratterizzate da dediche calligrafiche ad Allah; il piccolo museo archeologico che espone vasellame e monete mediorentali, statuine nabatee e affreschi islamici; i vari souk che si snodano nel perimetro della città vecchia in cui è possibile trovare ogni tipo di mercanzia. In serata prendiamo un volo interno che da Aqaba ci riporta al Queen Alia International Airport e da qui facciamo rientro a Madaba per organizzare gli ultimi giorni del nostro viaggio.

La mattina seguente andiamo a visitare il vicino sito di Umm Ar-Rasas, inizialmente un avamposto militare romano che successivamente crebbe sotto i bizantini e gli omayyadi fino a diventare un centro di una discreta importanza. Qui si trovano i resti di diverse chiese che conservano degli importanti mosaici tra i quali il principale è quello che si trova sul pavimento della chiesa di Santo Stefano. Il mosaico mostra elaborati disegni a rombi, riquadri dedicati alle città religiose della palestina, scene di pesca, frutti, alberi, animali, ma nessuna figura umana a causa del veto iconoclasta. Il sito presenta i resti di altre chiese e di altri edifici spesso ornati con pavimenti a mosaico a cielo aperto ancora da ripulire. Nelle vicinanze, spazzata dal vento, si erge una torre stilita a pianta quadrata che secondo la leggenda fu abitata da un asceta cristiano e che oggi ospita soltanto più piccioni e gheppi. Da qui ci dirigiamo verso Amman, la capitale della Giordania. La città si erge su diverse colline e la conformazione del suo territorio obbliga il traffico ad incanalarsi nelle strade che corrono lungo le valli o salgono i ripidi colli. Sebbene non possieda i monumenti delle più note città storiche del medio oriente, Amman merita comunque almeno un giorno di visita che può essere concentrato nel suo centro, ossia nella zona vecchia della città. Qui si trovano i resti dell'imponente teatro romano eretto nel II sec. d.C. le cui gradinate potevano ospitare oltre 6000 spettatori. In cima alle gradinate sorgeva un piccolo tempietto votivo e ai lati del palco sorge oggi il Museo del folclore e delle tradizioni popolari che espone gioielli, abiti e manufatti legati alla cultura nazionale. Di fronte al teatro si trovano i resti dell'Odeon ed una fila di colonne corinzie che fiancheggiano la via prospicente. Dal teatro, proseguendo lungo l'animata Hashmi street, si raggiunge la Moschea di Husseini, edificio a strisce bianche e rosa che è il principale luogo di culto di Amman e il principale centro di manifestazioni a carattere politico. Da qui si dipartono le animate vie King Talal street e King Faisal street, principali arterie commerciali della capitale su cui si affacciano una miriade di negozi, ristoranti, esercizi commerciali, souk, mercati all'aperto ed ogni genere di attività. Nei pressi sorgono i resti di un grande ninfeo di epoca romana oggi soffocato dalle abitazioni civili e dal traffico cittadino. Lasciando il centro e procedendo lungo la King Talal street si raggiunge il nuovo Museo della Giordania, inaugurato solo recentemente, che ospita la collezione archeologica nazionale ed i famosi rotoli del Mar Morto. Poco oltre si erge la struttura del Municipio, un moderno edificio fiancheggiato da un giardino con palme. Il luogo più suggestivo di Amman è però la Jabal al-Qal'a (la collina della cittadella), sito posto sulla sommità di un colle che è stato un insediamento umano sin dal paleolitico. Da qui la vista spazia a 360 gradi su Amman e sulle sue colline letteralmente invase dalle abitazioni civili che ricoprono ogni metro quadro disponibile. La cittadella racchiude diversi edifici e monumenti di grande interesse storico ed architettonico tra cui: il tempio di Ercole, caratterizzato da enormi colonne poggianti su una piattaforma alla quale si accede tramite uno scalone monumentale; il museo archeologico della Giordania, che raccoglie vasellami, statue, gioielli e altri manufatti rinvenuti in loco; l'ampio Palazzo omayyade, eretto sopra i resti di precedenti strutture romane e che presenta una maestosa sala d'ingresso a pianta a croce, sale di ricevimento, vie colonnate ed altri spazi dedicati ai quartieri residenziali; una chiesa bizantina del V-VI secolo ormai in abbandono; i resti di una antica moschea oggi quasi interamente in rovina. A sud del centro, sulla sommità di una alta collina sorge la moschea di Abu Darwish che sebbene non presenti interni degni di nota possiede fiabesche facciate esterne caratterizzate da file di piastrelle bianche e nere. Sul finire della giornata ci rechiamo su Rainbow street, la via più nota di Amman per i suoi eleganti caffè, i suoi locali alla moda, i suoi negozi di antiquariato e gallerie d'arte, i suoi raffinati ristoranti e per i suoi luoghi di aggregazione e di incontro sociale delle fasce più agiate della popolazione.

Un'ultimo sguardo sulla città sottostante lambita dagli ultimi raggi del sole che tramonta e facciamo rientro a Madaba dove ci tratterremo ancora alcune ore prima di dirigerci all'aeroporto internazionale dal quale con un volo notturno faremo rientro, via Istanbul, in Italia.

GALLERIA VIDEO FOTOGRAFICA

0001 Umm Qais
0001 Umm Qais
0002 Umm Qais
0002 Umm Qais
0003 Umm Qais
0003 Umm Qais
0004 Umm Qais
0004 Umm Qais
0005 Umm Qais
0005 Umm Qais
0006 Umm Qais
0006 Umm Qais
0007 Umm Qais
0007 Umm Qais
0008 Umm Qais
0008 Umm Qais
0009 Umm Qais
0009 Umm Qais
0010 Umm Qais
0010 Umm Qais
0011 Ajloun
0011 Ajloun
0012 Ajloun
0012 Ajloun
0013 Ajloun
0013 Ajloun
0014 Ajloun
0014 Ajloun
0015 Ajloun
0015 Ajloun
0016 Ajloun
0016 Ajloun
0017 Ajloun
0017 Ajloun
0018 Jerash
0018 Jerash
0019 Jerash
0019 Jerash
0020 Jerash
0020 Jerash
0021 Jerash
0021 Jerash
0022 Jerash
0022 Jerash
0023 Jerash
0023 Jerash
0024 Jerash
0024 Jerash
0025 Jerash
0025 Jerash
0026 Jerash
0026 Jerash
0027 Jerash
0027 Jerash
0028 Jerash
0028 Jerash
0029 Jerash
0029 Jerash
0030 Jerash
0030 Jerash
0031 Jerash
0031 Jerash
0032 Jerash
0032 Jerash
0033 Jerash
0033 Jerash
0034 Jerash
0034 Jerash
0035 Jerash
0035 Jerash
0036 Jerash
0036 Jerash
0037 Jerash
0037 Jerash
0038 Mount Nebo
0038 Mount Nebo
0039 Mount Nebo
0039 Mount Nebo
0040 Mount Nebo
0040 Mount Nebo
0041 Mount Nebo
0041 Mount Nebo
0042 Betania
0042 Betania
0043 Betania
0043 Betania
0044 Betania
0044 Betania
0045 Betania
0045 Betania
0046 Betania
0046 Betania
0047 Mar Morto
0047 Mar Morto
0048 Mar Morto
0048 Mar Morto
0049 Mar Morto
0049 Mar Morto
0050 Mar Morto
0050 Mar Morto
0051 Mar Morto
0051 Mar Morto
0052 Mar Morto
0052 Mar Morto
0053 Mar Morto
0053 Mar Morto
0054 Mar Morto
0054 Mar Morto
0055 Ma'in Hot Springs
0055 Ma'in Hot Springs
0056 Ma'in Hot Springs
0056 Ma'in Hot Springs
0057 Castelli Del Deserto
0057 Castelli Del Deserto
0058 Castelli Del Deserto
0058 Castelli Del Deserto
0059 Castelli Del Deserto
0059 Castelli Del Deserto
0060 Castelli Del Deserto
0060 Castelli Del Deserto
0061 Castelli Del Deserto
0061 Castelli Del Deserto
0062 Castelli Del Deserto
0062 Castelli Del Deserto
0063 Castelli Del Deserto
0063 Castelli Del Deserto
0064 Castelli Del Deserto
0064 Castelli Del Deserto
0065 Castelli Del Deserto
0065 Castelli Del Deserto
0066 Castelli Del Deserto
0066 Castelli Del Deserto
0067 Castelli Del Deserto
0067 Castelli Del Deserto
0068 Castelli Del Deserto
0068 Castelli Del Deserto
0069 Castelli Del Deserto
0069 Castelli Del Deserto
0070 Castelli Del Deserto
0070 Castelli Del Deserto
0071 Castelli Del Deserto
0071 Castelli Del Deserto
0072 Castelli Del Deserto
0072 Castelli Del Deserto
0073 Castelli Del Deserto
0073 Castelli Del Deserto
0074 Castelli Del Deserto
0074 Castelli Del Deserto
0075 Wadi Mujib
0075 Wadi Mujib
0076 Wadi Mujib
0076 Wadi Mujib
0077 Wadi Mujib
0077 Wadi Mujib
0078 Karak
0078 Karak
0079 Karak
0079 Karak
0080 Karak
0080 Karak
0081 Karak
0081 Karak
0082 Karak
0082 Karak
0083 Karak
0083 Karak
0084 Karak
0084 Karak
0085 Wadi Hasa
0085 Wadi Hasa
0086 Wadi Hasa
0086 Wadi Hasa
0087 Wadi Hasa
0087 Wadi Hasa
0088 Shobak
0088 Shobak
0089 Shobak
0089 Shobak
0090 Shobak
0090 Shobak
0091 Shobak
0091 Shobak
0092 Shobak
0092 Shobak
0093 Little Petra
0093 Little Petra
0094 Little Petra
0094 Little Petra
0095 Little Petra
0095 Little Petra
0096 Little Petra
0096 Little Petra
0097 Little Petra
0097 Little Petra
0098 Little Petra
0098 Little Petra
0099 Little Petra
0099 Little Petra
0100 Petra
0100 Petra
0101 Petra
0101 Petra
0102 Petra
0102 Petra
0103 Petra
0103 Petra
0104 Petra
0104 Petra
0105 Petra
0105 Petra
0106 Petra
0106 Petra
0107 Petra
0107 Petra
0108 Petra
0108 Petra
0109 Petra
0109 Petra
0110 Petra
0110 Petra
0111 Petra
0111 Petra
0112 Petra
0112 Petra
0113 Petra
0113 Petra
0114 Petra
0114 Petra
0115 Petra
0115 Petra
0116 Petra
0116 Petra
0117 Petra
0117 Petra
0118 Petra
0118 Petra
0119 Petra
0119 Petra
0120 Petra
0120 Petra
0121 Petra
0121 Petra
0122 Petra
0122 Petra
0123 Petra
0123 Petra
0124 Wadi Rum
0124 Wadi Rum
0125 Wadi Rum
0125 Wadi Rum
0126 Wadi Rum
0126 Wadi Rum
0127 Wadi Rum
0127 Wadi Rum
0128 Wadi Rum
0128 Wadi Rum
0129 Wadi Rum
0129 Wadi Rum
0130 Wadi Rum
0130 Wadi Rum
0131 Wadi Rum
0131 Wadi Rum
0132 Wadi Rum
0132 Wadi Rum
0133 Wadi Rum
0133 Wadi Rum
0134 Wadi Rum
0134 Wadi Rum
0135 Wadi Rum
0135 Wadi Rum
0136 Wadi Rum
0136 Wadi Rum
0137 Wadi Rum
0137 Wadi Rum
0138 Wadi Rum
0138 Wadi Rum
0139 Wadi Rum
0139 Wadi Rum
0140 Wadi Rum
0140 Wadi Rum
0141 Wadi Rum
0141 Wadi Rum
0142 Aqaba
0142 Aqaba
0143 Aqaba
0143 Aqaba
0144 Aqaba
0144 Aqaba
0145 Aqaba
0145 Aqaba
0146 Aqaba
0146 Aqaba
0147 Aqaba
0147 Aqaba
0148 Umm Ar-rasas
0148 Umm Ar-rasas
0149 Umm Ar-rasas
0149 Umm Ar-rasas
0150 Umm Ar-rasas
0150 Umm Ar-rasas
0151 Umm Ar-rasas
0151 Umm Ar-rasas
0152 Amman
0152 Amman
0153 Amman
0153 Amman
0154 Amman
0154 Amman
0155 Amman
0155 Amman
0156 Amman
0156 Amman
0157 Amman
0157 Amman
0158 Amman
0158 Amman
0159 Amman
0159 Amman
0160 Amman
0160 Amman
0161 Amman
0161 Amman
0162 Amman
0162 Amman
0163 Amman
0163 Amman
0164 Amman
0164 Amman
0165 Amman
0165 Amman
0166 Amman
0166 Amman
0167 Amman
0167 Amman
0168 Amman
0168 Amman
0169 Amman
0169 Amman
0170 Amman
0170 Amman
0171 Madaba
0171 Madaba
0172 Madaba
0172 Madaba
0173 Madaba
0173 Madaba
0174 Madaba
0174 Madaba
0175 Madaba
0175 Madaba
0176 Madaba
0176 Madaba
0177 Madaba
0177 Madaba
0178 Madaba
0178 Madaba
0179 Madaba
0179 Madaba
0180 Madaba
0180 Madaba
0181 Madaba
0181 Madaba
0182 Madaba
0182 Madaba
0183 Madaba
0183 Madaba
0184 Madaba
0184 Madaba