(Agosto 1991)
"Il modo migliore per cercare di capire il mondo è vederlo dal maggior numero possibile di angolazioni."
Ari Kiev
Data del viaggio:
Agosto 1991
Principali mete visitate e luoghi di maggior interesse:
Gibileterra: Vista da lontano, la minuscola colonia britannica di Gibilterra si delinea all'orizzonte come una nave maestosa al largo della punta più meridionale della Spagna. Questa penisola è un tale concentrato di curiosità che non manca di accendere l'interesse di chi la visita. Per gli antichi greci e romani Gibilterra era una delle due colonne d'Ercole, i confini che il mitico eroe aveva istituito per segnare il termine del mondo conosciuto. L'altra colonna era il monte Jebel Musa, sulla costa del Marocco, situato 25 km a sud.
Oggi, questo piccolo promontorio di terra europea è abitato in maggioranza da una popolazione mista, risultato di incroci tra genovesi, ebrei, spagnoli e britannici, e da una minoranza di britannici e marocchini. Tutti i cartelli sono in inglese ma sulla penisola oltre all'inglese si parla correntemente anche lo spagnolo e un curioso misto tra le due lingue
Il museo accoglie una serie di interessanti esposizioni dedicate all'architettura, alla storia e alla vita militare del luogo. Nel centro storico intorno al museo si possono ancora vedere le fortificazioni, le barriere e le postazioni britanniche. Gran parte degli edifici spagnoli e arabi furono distrutti durante gli assedi avvenuti nel XVIII secolo.
Una interessante visita è quella che si può fare al Trafalgar Cemetery: la maggior parte delle tombe di questo cimitero accolgono marinai britannici che morirono a Gibilterra nella battaglia di Trafalgar (1805). Di qui è possibile raggiungere a piedi l'Europa Point, l'estremità meridionale del promontorio, sulla quale si erge un faro, il Santuario Cristiano di Our Lady of Europe e una bella moschea di recente costruzione.
Il punto più suggestivo è l'Upper Rock Natural Reserve. Quasi tutta la parte superiore della Rocca che si erge sopra la città è una riserva naturale. Sulla cima, dalla quale si aprono splendide vedute, vi sono diversi siti interessanti da visitare. Sulla Rocca vivono circa 600 specie vegetali e, quando il vento soffia da ovest, è un luogo ideale di osservazione per le migrazioni di uccelli tra l'Africa e l'Europa, in particolar modo rapaci e cicogne. L'altura è abitata dai noti macachi Barbary della colonia di Gibilterra, l'unico primate che in Europa viva allo stato brado. I Great Siege Tunnels (Gallerie del Grande Assedio) sono gallerie scavate dai britannici nella roccia, per rifornire le postazioni dei cannoni durante l'assedio che durò dal 1779 al 1783. I cunicoli rappresentano solo una minima parte degli oltre 70 km di gallerie scavati nella Rocca, di cui gran parte è chiusa al pubblico. Nei dintorni si erge la Tower of Homage (Torre dell'Omaggio), resto dell'antico castello arabo di Gibilterra, edificato nel 1333. Scendendo da St Michael's Road, una passeggiata di circa 20 minuti verso sud, si giunge all'ingresso della grotta di S. Michele, un'imponente caverna naturale che oggi ospita concerti, opere teatrali e sfilate di moda. Durante il Neolitico diede rifugio agli abitanti della Rocca.Gibileterra: Vista da lontano, la minuscola colonia britannica di Gibilterra si delinea all'orizzonte come una nave maestosa al largo della punta più meridionale della Spagna. Questa penisola è un tale concentrato di curiosità che non manca di accendere l'interesse di chi la visita. Per gli antichi greci e romani Gibilterra era una delle due colonne d'Ercole, i confini che il mitico eroe aveva istituito per segnare il termine del mondo conosciuto. L'altra colonna era il monte Jebel Musa, sulla costa del Marocco, situato 25 km a sud.
Oggi, questo piccolo promontorio di terra europea è abitato in maggioranza da una popolazione mista, risultato di incroci tra genovesi, ebrei, spagnoli e britannici, e da una minoranza di britannici e marocchini. Tutti i cartelli sono in inglese ma sulla penisola oltre all'inglese si parla correntemente anche lo spagnolo e un curioso misto tra le due lingue
Il museo accoglie una serie di interessanti esposizioni dedicate all'architettura, alla storia e alla vita militare del luogo. Nel centro storico intorno al museo si possono ancora vedere le fortificazioni, le barriere e le postazioni britanniche. Gran parte degli edifici spagnoli e arabi furono distrutti durante gli assedi avvenuti nel XVIII secolo.
Una interessante visita è quella che si può fare al Trafalgar Cemetery: la maggior parte delle tombe di questo cimitero accolgono marinai britannici che morirono a Gibilterra nella battaglia di Trafalgar (1805). Di qui è possibile raggiungere a piedi l'Europa Point, l'estremità meridionale del promontorio, sulla quale si erge un faro, il Santuario Cristiano di Our Lady of Europe e una bella moschea di recente costruzione.
Il punto più suggestivo è l'Upper Rock Natural Reserve. Quasi tutta la parte superiore della Rocca che si erge sopra la città è una riserva naturale. Sulla cima, dalla quale si aprono splendide vedute, vi sono diversi siti interessanti da visitare. Sulla Rocca vivono circa 600 specie vegetali e, quando il vento soffia da ovest, è un luogo ideale di osservazione per le migrazioni di uccelli tra l'Africa e l'Europa, in particolar modo rapaci e cicogne. L'altura è abitata dai noti macachi Barbary della colonia di Gibilterra, l'unico primate che in Europa viva allo stato brado. I Great Siege Tunnels (Gallerie del Grande Assedio) sono gallerie scavate dai britannici nella roccia, per rifornire le postazioni dei cannoni durante l'assedio che durò dal 1779 al 1783. I cunicoli rappresentano solo una minima parte degli oltre 70 km di gallerie scavati nella Rocca, di cui gran parte è chiusa al pubblico. Nei dintorni si erge la Tower of Homage (Torre dell'Omaggio), resto dell'antico castello arabo di Gibilterra, edificato nel 1333. Scendendo da St Michael's Road, una passeggiata di circa 20 minuti verso sud, si giunge all'ingresso della grotta di S. Michele, un'imponente caverna naturale che oggi ospita concerti, opere teatrali e sfilate di moda. Durante il Neolitico diede rifugio agli abitanti della Rocca.
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