(Dicembre 2008/Gennaio 2009)
"Le persone viaggiano verso posti lontani per osservare, affascinati, persone che normalmente ignorano a casa."
Dagobert D. Runes
Con un volo diretto da Roma arriviamo all'aeroporto Narita di Tokyo e da qui, dopo aver convalidato i nostri Japan Rail Pass, prendiamo uno Shinkansen (il treno proiettile) per raggiungere la nostra prima destinazione giapponese: Kyoto, dove le tracce monumentali del passato si mescolano ai segni della modernità. Molti dei monumenti e dei giardini più interessanti della città si trovano ai piedi delle montagne che circondano Kyoto su tre lati. I tesori di questo luogo devono essere scovati piano piano, e solo esplorando le strade del centro, intrufolandosi in negozi e templi e girovagando senza una precisa meta, è possibile farsi un'idea della ricchezza culturale di questa città. Le principali attrattive di Kyoto sono sicuramente i numerosi templi disseminati qua e là. All'arrivo, la prima impressione che riceviamo è quella della stazione di Kyoto, un edificio enorme e futuristico con ampi spazi, superfici in vetro e grandi scalinate. Trascorriamo le ultime ore della giornata cercando di ambientarci in questo nuovo mondo così diverso dal nostro e a sera avanzata rientriamo nella nostra "Ryokan" in tipico stile giapponese, dove ci concediamo una rilassante sauna e poi una piacevole dormita sui tatami. La mattina dopo iniziamo la visita dei templi: il Sanjusangen-do con le sue 1001 effigi della dea Kannon che luccicano nella penombra; il Chion-in con il suo colossale samnon, la più grande porta di questo tipo; il Shoren-in con i suoi giardini costellati da alberi della canfora di 700 anni, laghetti e distese di muschio; il Nanzen-ji un complesso zen che trasmette estrema pace; il padiglione d'argento Ginkaku-ji un capolavoro anche per l'architettura dei giardini; il Daitoku-ji con il suo famosissimo giardino roccioso Daisen-in; il padiglione d'oro del Kinkaku-ji scintillante lascito del Giappone medievale; il Ryoan-ji con il suo enigmatico giardino zen composto da rocce e ghiaia; e poi ancora il Ninna-ji con la sua gigantesca porta principale sorvegliata da enormi guardiani; il Myoshin-ji risalente alla metà del 1300 e che vanta un complesso di 47 templi minori; il To-ji con la sua pagoda a cinque ordini. La visita di questi templi, ognuno meritevole di attenzione, richiede almeno due o tre giorni e può essere inframezzata con la visita di altre affascinanti attrattive della città come ad esempio il Castello Ni-jo famoso soprattutto per i suoi interni decorati e per i suoi caratteristici "pavimenti dell'usignolo" ideati per produrre un suono simile a quello di questo uccello quando calpestati, oppure il vicolo Pontocho dove si trovano locali per divertimenti, locali gay e tradizionali case da the in cui le geishe intrattengono i clienti. E se volete ammirare l'eleganza e la sensualità delle geishe che ancora è facile vedere per le vie di Kyoto, dovete passeggiare nel quartiere di Gion che affonda le sue radici addirittura nell'epoca feudale. La zona orientale di Gion, più verso la collina, si chiama Higashiyama ed è caratterizzata da strade lastricate in pietra che conduco al Kiyomizu Dera, tempio millenario vera e propria istituzione di Kyoto. Da qui scendono le strade lastricate Ninen-zaka e Sannen-zaka, affiancate da negozietti e casette in legno, percorrendo le quali si arriva alla Pagoda Yasaka e più oltre al Ryozen Kannon, imponente scultura alta 24 mt che si trova vicino al tempio Kodai-ji risalente agli inizi del 1600. Da non perdere poi la passeggiata dei poeti, un ameno percorso che segue un canale fiancheggiato da ciliegi che consente con brevi deviazioni la visita di altri templi come l'Honen-in e l'Eikan-do.
Kyoto è un punto strategico ove porre la base per le escursioni in questa zona del Giappone. Da qui difatti con una serie di tour di un giorno, sfruttando appieno il Japan Rail Pass, andiamo a visitare dapprima Nara, prima capitale e cuore del buddismo giapponese. Gli antichi edifici in legno, le colline alberate, i parchi e i templi, conferiscono a questo luogo un'aria di rilassata tranquillità. La zona da visitare è principalmente l'ampio parco di Nara con i suoi cervi e daini in libertà, all'interno del quale si trovano delle vere e proprie perle dell'architettura giapponese. La nostra visita inizia dal tempio Kofuku-ji, al quale si accede da un'imponente scalinata, con la vicina pagoda a cinque ordini. Da qui ci dirigiamo al più distante Grande Santuario Kasuga, uno dei siti scintoisti più famosi e fotografati anche in ragione delle caratteristiche 3000 lanterne di pietra che lo circondano. Da qui scendiamo verso due templi minori: il Nigatsu-do e il Sangatsu-do, da cui poi arriviamo al grandioso tempio Todai-ji un complesso con un originale profilo a doppie "corna" del tetto ed architravi arrotondati, che vanta al suo interno un'immensa statua del Buddha (Daibutsuden). Terminata la visita di questa zona, con un bus ci trasferiamo ad una decina di chilometri a sud-ovest di Nara, ove è situato il tempio Horyu-ji, considerato la culla del buddismo in Giappone e che conserva le più antiche strutture in legno rimaste al mondo risalenti all'inizio del VII secolo. Il complesso templare comprende anche una pagoda a cinque ordini considerata la più antica struttura di questo tipo del paese. Nell'arco della medesima giornata, sulla direttrice ferroviaria Kyoto-Nara, è poi possibile visitare anche Uji che possiede lo spettacolare tempio chiamato Byodo-in (raffigurato sulle monete da 10 Yen) risalente al 1053 e testimonianza di una delle epoche più grandiose del Giappone.
Il giorno successivo ci rechiamo nuovamente alla stazione di Kyoto e da qui prendiamo uno shinkansen per Himeji sede del più bel castello dei samurai di tutto il Giappone. La visita al castello, costruito su un alto promontorio, merita senz'altro il viaggio. Esso è il più grande dei 12 castelli feudali del paese ed è anche denominato "castello dell'airone bianco" a causa della somiglianza della sua pianta e delle sue mura, con l'immagine di un airone che sta per spiccare il volo. Terminata la visita al castello andiamo a vedere il limitrofo giardino Koko-en che in realtà è un insieme di nove giardini giapponesi in stile Edo. Un'altra meta velocemente raggiungibile in treno da Kyoto è Osaka, città che dall'aspetto anonimo che aveva negli anni '20-'30, si è trasformata grazie al sorgere di gallerie, edifici bizzarri, alberghi futuristici e architetture postmoderne. La sua stravagante vita notturna e la profonda tradizione culinaria sono celebri in tutto il paese, tant'è che è famoso il detto Kyoto kidaore, Osaka kuidaore ossia "a Kyoto ci si rovina per un kimono, a Osaka per una cena". Qui vi sono alcune attrattive che meritano la nostra attenzione, tra cui il castello di Osaka, sulla falsariga di quello di Himeji, ma decisamente di minor impatto ed importanza. Mozzafiato è poi la salita all'Umeda Sky building, un grattacielo dall'architettura futurista con scale mobili che corrono dentro tunnel di vetro e che consentono di percepire effettivamente l'altezza a cui ci si trova. La giornata si chiude poi con una ricca cena a base di sushi e sashimi e una immancabile passeggiata nel quartiere denominato "Dotombori" ove si concentra la movida della città alla luce di gigantesche insegne pubblicitarie al neon, tra rumorose sale di pachinko e animatissimi locali notturni.
Il giorno dopo, di buon mattino, prendiamo uno shinkansen per Hiroshima dove arriviamo dopo un paio di ore. Questa città non ha certo bisogno di presentazioni essendo tristemente nota in tutto il mondo. Ogni anno milioni di turisti visitano questo centro urbano in cui un'esplosione apocalittica annientò in un solo istante migliaia di vite umane. Qui il must è una passeggiata nel parco della pace situato alla confluenza dei fiumi Ota e Motoyasu. Appena al di fuori del parco è visibile la famosa A-bomb Dome, l'unico edificio ad oggi rimasto che testimonia in maniera inquietante la forza distruttiva che alle ore 8.15 del 6 agosto 1945 si scatenò sulla città. Una scultura qui vicino rappresenta un orologio che segna l'ora esatta in cui scoppiò la bomba atomica. Il parco della pace comprende altri significativi monumenti ed edifici quali: la campana della pace, il cenotafio eretto in ricordo delle vittime del bombardamento in cui arde la fiamma della pace che sarà spenta allorquando l'ultima bomba nucleare della terra verrà smantellata, il monumento dei bambini alla pace, circondato da infinite piccole gru di carta ripiegata e infine il museo della pace che documenta con raccapriccianti immagini e con mostre gli effetti della bomba. Hiroshima non ha altre particolari attrattive, per cui da qui, con un nodo in gola per quanto appena visto, proseguiamo il nostro viaggio per raggiungere la non distante isola di Miyajima ove è piacevole spendere alcune ore passeggiando per le viuzze caratteristiche e visitando i grandi e piccoli templi qui presenti. Gioiello di questo luogo è il Torii galleggiante che svetta dal mare con il suo colore rosso fuoco. Suggestivo anche l'Itsukushima Shrine, il santuario più grande dell'isola costruito su palafitte in un piccola baia. Una breve visita la merita anche il tempio Daisho-in, un eclettico complesso di templi e santuari buddisti immersi nella pace e tranquillità della collina. Conclusa la visita di questo sito, dopo aver passeggiato per le vie del piccolo centro ed aver assaporato ostriche cucinate alle griglia, a sera tarda rientriamo a Kyoto.
Il giorno successivo riprendiamo uno shinkansen e, lasciando questa parte del Giappone, ci dirigiamo verso nord. Il monte Fuji, che si staglia ai margini della ferrovia, ci preannuncia che stiamo per arrivare a Tokyo. L'impatto con la città è entusiasmante e ci consente di percepire come qui il futuro ed il passato convivano fianco a fianco. Antichi rituali si consumano all'ombra di moderne stazioni metropolitane e di grattacieli futuristi, passanti in kimono camminano a fianco di giovani vestiti come personaggi dei fumetti, lenti cerimoniali si compiono mentre frettolose folle di persone si accalcano sui pullman e sul metrò. Tokyo è divisa in quartieri che a loro volta sembrano delle città nella città. Con il nome di Edo, fu centro del potere dello shogunato a partire dal 1590 e nel 1868 fu rinominata Tokyo divenendo capitale del paese. Nel 1923 fu devastata dal grande terremoto del Kanto e più tardi dalle bombe della seconda guerra mondiale. Da allora Tokyo ha saputo reinventarsi ed è diventata una delle città più moderne, vitali ed efficienti del mondo. Non basterebbe un mese per visitare ciò che Tokyo ha da offrire, per cui, avendo appena una settimana di tempo, scegliamo di visitare, con un ritmo da tour de force, le principali attrattive dei quartieri più significativi. Ci muniamo di pass-giornalieri per la metropolitana e iniziamo dalla "zona centrale" della città ove troviamo il quartiere di Ginza con i suoi eleganti grandi magazzini Hankyo, Seibu, Primtemps, Wako, Matsuya e Mitsukoshi e con il suo famoso trafficatissimo incrocio Yon-chome. Sempre nella "zona centrale" troviamo il teatro Kabuki-za il principale teatro di Tokyo per le rappresentazioni kabuki; il mercato del pesce di Tsukiji con i suoi caratteristici veicoletti che trasportano enormi quantità di prodotti ittici; la Tokyo Tower sullo stile della tour Eiffel di Parigi; il Palazzo Imperiale dove vive l'imperatore del Giappone con la sua famiglia ed al quale si accede attraverso un ponte di pietra con due arcate che sovrasta il fossato circostante le mura; Jimbocho il quartiere dedicato alle librerie; e Akihabara il quartiere dell'elettronica con i suoi infiniti negozi che vendono ogni sorta di apparato e congegno elettronico. Verso sera effettuiamo una crociera sul fiume Sumida per vedere dalla prospettiva fluviale lo skyline di questa megalopoli che al calar della sera si accende di milioni di luci. Ci dedichiamo poi alla "zona settentrionale" della città dove troviamo il Parco Ueno (ai margini del quale abbiamo il nostro albergo). Questo enorme polmone verde cittadino racchiude alcune interessanti attrattive quali il Santuario Tosho-gu una delle poche strutture rimaste del periodo Edo; la pagoda a cinque ordini; la grande pagoda buddista; il Santuario Gojo con i suoi rossi torii e le sue statue della volpe Inari; ed il Museo Nazionale di Tokyo con le sue gallerie ed esposizioni di tesori, oggetti, sculture, costumi, mobili e dipinti. Ai margini del parco si apre il noto Mercato Ameyoko uno dei più grandi bazar già in auge nel periodo Edo. Ci dirigiamo poi a visitare il tempio Senso-ji, il luogo di culto più imponente di Tokyo con i suoi padiglioni, sale, pagode, bracieri, porte sacre e statue del Buddha. Altro quartiere da visitare a Tokyo è Shinjuku la cui parte orientale è la zona dei divertimenti e il centro della vita notturna sin dal periodo Edo. Qui si trovano molte sale cinematografiche e un gran numero di sale di pachinko. Una visita la meritano anche i grandi magazzini Isetan dove si trovano boutique di stilisti giapponesi ed occidentali. A Shinjuku ovest, tra le zone più eleganti della città, si trova invece concentrata la maggior parte dei grattacieli di Tokyo, molti alberghi e uffici amministrativi. Qui spiccano le imponenti torri degli uffici governativi che ricordano per la loro architettura un gigante microchip. E' possibile salire su questo grattacielo e da qui, nelle giornate serene, è possibile vedere il monte Fuji. In questo quartiere si trova anche la stazione di Harajuku dove vi è una alta concentrazione di giovani con capelli coloratissimi e un abbigliamento che ricorda quello dei fumetti manga giapponesi. La zona intorno ad Harajuku è famosa per gli eleganti negozi ove si trova la moda di tendenza e la moda più giovane, ciò, soprattutto, lungo i viali Takeshita-dori e Omotesando. Non si può poi omettere di passeggiare in un'altro distretto molto vitale: Shibuya con il suo famossimo incrocio dalle strisce pedonali diagonali shibuya crossing. Questo è un quartiere dove si trovano molti ristoranti ed anche molti locali per divertimenti, quali sale da pachinko, locali con musica dal vivo e sale per il karaoke che in Giappone è assai diffuso. Qui troviamo anche uno dei punti più popolari di Tokyo dove sono soliti ritrovarsi soprattutto i fidanzati: la statua del cane Hachiko (la cui storia è stata narrata nell'omonimo film con Richard Gere). Questa statua del 1936, posta appena fuori dalla stazione di Shibuya, ritrae il cane che per oltre dieci anni venne ad aspettare tutti i giorni il suo padrone ormai scomparso. Oggi questo cane rappresenta il simbolo della più assoluta fedeltà e dedizione e davanti ad esso i fidanzati si promettono eterno amore. Nelle vicinanze troviamo poi il quartiere di Roppongi, famoso per i suoi locali notturni dove è possibile ascoltare dal vivo ogni genere musicale, ed il quartiere di Akasaka frequentato soprattutto da uomini politici e uomini d'affari che girano su fiammanti limousine. Visitiamo durante i giorni di nostra permanenza in questa fantastica città, anche l'interessantissimo Museo Edo-Tokyo che ripercorre la vita di Edo dal 1868 e successivamente di Tokyo fino ai nostri giorni e, per entrare ancora meglio nello spirito di questo paese, frequentiamo un corso di alcune ore di cucina giapponese.
Se si rimane a Tokyo un periodo di giorni sufficiente, non si può perdere l'escursione, effettuabile in giornata, a Nikko, un piccolo paesino premontano che offre alcuni templi di gran rilievo. Ci si arriva con un viaggio di circa un'ora e mezza in treno e appena lasciata la stazione, dirigendosi verso la collina ove sorge il sito templare, si incontra subito la caratteristica struttura ad arco del ponte Shinkyo in legno rosso laccato. Giungiamo poi al tempio Rinno-ji ed al suo Sanbutsu-do (sala dei tre Buddha) che è l'edificio più grande di Nikko. Proseguiamo poi visitanto il grandioso Santuario Tosho-gu nel quale per due anni oltre 15.000 artisti di tutto il giappone si dedicarono alle opere di scultura, laccatura, pittura e doratura. In questo santuario troviamo parecchi edifici che sono delle vere e proprie opere d'arte tra cui la Porta Yomeimon, la porta Karamon, la fonte sacra, la pagoda a cinque ordini, la porta Niomon, la torre del tesoro e una serie di intagli in legno tra cui spiccano quello dal gatto dormiente e quello delle tre scimmie sagge (non vedo, non sento e non parlo). A poca distanta troviamo poi un altro impianto templare: il Santuario Tayuin-byo, risalente alla metà del 1600, situato in un bosco di cedri giapponesi ed arricchito con molte porte decorate affiancate da enormi statue in legno di guardiani mitologici. In tarda serata rientriamo infine a Tokyo.
Altro posto che raggiungiamo con una escursione in giornata è Kamakura una cittadina poco distante da Tokyo che conta una moltitudine di templi di notevole interesse. Questo luogo è stato la capitale del Giappone dal 1185 al 1333 e a testimonianza della sua antica gloria, sono rimasti 19 santuari scintoisti e 65 templi buddisti tra cui due dei più antichi monasteri zen del paese. Molti templi e giardini sorgono alle pendici delle colline e sono tra loro collegati con tre sentieri principali. Amata da artisti e scrittori, Kamakura vanta numerosi negozietti di artigiani ed antiquari ove, curiosando qua e là, compriamo delle antiche tazzine da the giapponesi. Con una visita giornaliera, è possibile visitare a piedi diversi templi e farsi così una buona idea di come doveva essere in passato questo luogo. Il tesoro più famoso di Kamakura è il Daibutsu, il grande Buddha fuso nel 1252. La statua bronzea è alta 13,5 mt ed è sopravvissuta a mareggiate, incendi, inondazioni e terremoti. Grazie ad un raffinato gioco prospettico, si ha l'impressione che la statua sia reclinata in avanti verso i visitatori. Di ritorno da Kamakura ci fermiamo per una breve visita di alcune ore a Yokohama, secondo centro del Giappone per grandezza. Il cuore della città è raccolto ed è facilmente visitabile a piedi. Qui troviamo il quartiere Minato Mirai 21 che è una zona presso il porto recentemente rivalutata urbanisticamente, con giganteschi edifici antisismici assai creativi e che, nei fine settimana, si anima di musicisti di strada. Il suo fulcro è la Torre Panoramica, ad oggi il più alto grattacielo del Giappone. La salita sulla cima dell'edificio è praticamente d'obbligo e da qui possiamo gustarci un aperitivo osservando dalle vetrate il sole che tramonta all'orizzonte. A notte inoltrata dopo aver gustato un ricchissimo sushi, rientriamo a Tokyo per la nostra ultima notte nella terra del sol levante.
La mattina dopo, con il Narita-Express raggiungiamo l'aeroporto ove ci attende il nostro volo che ci riporterà in Italia.
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