(Aprile 2019)
"Oltre l'est l'alba, oltre l'ovest il mare, e tra l'est e l'ovest la sete del viaggiatore che non dà pace."
Gerald Gould
La Georgia è una nazione poco conosciuta, ma estremamente suggestiva. Annovera un interessantissimo patrimonio architettonico e artistico che spazia dalle città rupestri, alle antiche cattedrali e monasteri, alle fortezze e torri di guardia abbarbicate su impervi monti, fino a giungere al più recente panorama pittorico di ispirazione religiosa. Vanta verdi valli coltivate a vigneto che fanno di questo paese la culla mondiale della tradizione vinicola (si ritene che qui si producesse il vino già 8000 anni fa) ed i paesaggi montani forniscono una spettacolare cornice per escursionisti ed amanti del trekking. La sua capitale, Tbilisi, pur emanando ancora tutto lo spirito ed il fascino del millenario crocevia euroasiatico quele è stata, presenta anche un lato decisamente moderno in cui futuristici edifici in vetro ed acciaio crescono di pari passo con locali, wine-bar, ristoranti, servizi ed infrastrutture rivolte ai turisti che fanno della città e dell'intero paese una destinazione pienamente godibile e decisamente meritevole di un viaggio.
Un volo diretto Wizzair da Milano raggiunge Kutaisi, seconda città per importanza e per grandezza del paese. La visita della Georgia inizia da questo centro urbano che pur non essendo la primaria meta turistica offre comunque alcune attrattive che non possono essere tralasciate. Prime tra tutte la Cattedrale di Bagrati dichiarata nel 1994 Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO. Una serie di vie acciottolate salgono sul versante della collina fino a raggiungere la cattedrale eretta nel 1003 da Bagrat III. Nel XVII secolo un'esplosione provocata dai turchi nel corso di un conflitto fece crollare l'alto tamburo poggiante su quattro possenti colonne che costituiva la base della sua tipica cupola appuntita. Successivamente ricostruita, è stata poi oggetto di un minuzioso restauro che le ha restituito l'originario splendore. Ridiscendendo la collina si raggiunge il centro storico di Kutaisi, piacevomente riqualificato, sulla cui ampia piazza principale si trova la sontuosa fontana della Colchide ornata da copie monumentali dei celebri gioielli d'oro ritrovati a Vani. Sulla piazza si affaccia anche un bel teatro con colonne in stile neoclassico ed un curato parco in cui sono soliti ritrovarsi giovani ed anziani per scambiare quattro chiacchiere, passeggiare od anche solo rilassarsi all'ombra delle piante. Dalla parte opposta del parco, verso il fiume Rioni, lungo il quale si snoda la città, si trova un altro bell'edificio in cui ha sede l'opera house, costruzione di aspetto vagamente sovietico sormontanto da una serie di statue di foggia classica. Kutaisi in epoche diverse è stata anche capitale dei vari regni georgiani ed oggi, dopo anni di declino durante il periodo postsovietico, sta decisamente rinascendo grazie anche al nuovissimo aeroporto, destinazione di diverse compagnie low cost, che è in corso di ultimazione. Un vivace mercato ortofrutticolo, tra i più grandi della Georgia, ed una serie sempre crescente di negozi, locali, bar e ristoranti, nel giro di pochi anni contribuiranno ad elevare l'importanza e l'interesse internazionale di questo centro urbano.
Una dozzina di chilometri a nord della città si trovano due bellissimi ed antichi monasteri visitabili con un'unica escursione di poche ore. Il più noto ed il più interessante è il Monastero di Gelati che si erge su una collina ammantata di boschi che ne fanno un posto decisamente idilliaco. Fu un importante centro culturale durante l'età d'oro della Georgia medievale e consta di una serie di edifici attualmente oggetto di una generale opera di ristrutturazione che pur pregiudicandone al momento la godibilità della visita, consentirà, terminati i lavori, di apprezzare in tutta la sua amenità il luogo. Questo centro religioso della cultura cristiana e del sapere neoplatonico fu fondato nel 1106 dal Re Davit e la costruzione principale è rappresentata dalla Cattedrale della Vergine, uno dei luoghi di culto più luminosi della Georgia con incantevoli affreschi che ne ornano le pareti interne. A est della cattedrale si trova la Chiesa di San Giorgio, anch'essa arricchita da ragguardevoli affreschi dai vivaci colori, e poco oltre la più piccola Chiesa di San Nicola, eretta su una insolita base di archi. Nel vicino edificio dell'accademia studiavano filosofi, teologi e scienziati, si scrivevano cronache e si traducevano documenti storici. La tomba del costruttore, Re Davit, si trova invece proprio in corrispondenza della porta meridionale di accesso all'area e ciò in quanto il sovrano, come segno di umiltà, volle che tutti i futuri visitatori del monastero passassero sopra le sue spoglie. A pochi chilometri di distanza, sempre in cima ad uno spettacolare promontorio che si affaccia sulla valle e sulle montagne innevate che si scorgono in distanza, sorge il piccolo Monastero di Motsameta il cui nome significa "acqua rossa" a ricordo di un massacro qui compiuto dagli arabi nell'VIII secolo. Questo monastero è raggiungibile solo a piedi tramite una passaggiata che attraversa i boschi circostanti.
Con l'auto a noleggio lasciamo Kutaisi in direzione sud-est per raggiungere la regione denominata Samtskhe-Javakheti. Un viaggio di quattro ore e di circa 250 chilometri consente di arrivare in questa zona della Georgia, ai confini con l'Armenia, caratterizzata da splendidi paesaggi montani e boschivi. Durante il tragitto si attraversa Borjomi, località di villeggiatura adagiata in una rigogliosa valle attraversata dall'impetuoso fiume Mtkvari, molto famosa in tutta la ex Unione Sovietica per la sua acqua minerale frizzante dal sapore acidulo e salato. La cittadina è stata riqualificata negli anni scorsi (anche se si possono ancora vedere imponenti caseggiati in cemento in stile tipicamente sovietico) ed è una meta molto apprezzata dai georgiani per il suo parco nazionale ed il suo clima mite durante i mesi estivi. Borjiomi è un buon punto di partenza per visitare Vardzia, la località in cui si trova la omonima spettacolare città rupestre. L'itinerario di quasi 100 km. segue il corso del fiume Mtkvari attraversando stretti canyon e valli di notevole bellezza fino a raggiungere la base del sito che è un simbolo culturale ed una meta tra le più significative della Georgia. Nel XII secolo il Re Giorgi III fece costruire in questo luogo una fortificazione e successivamente sua figlia, la regina Tamar, vi fondò un monastero che crebbe sempre più fino a diventare una vera e propria città sacra nella quale si stima vivessero fino a 2000 monaci che occupavano abitazioni scavate nella roccia e distribuite su 13 livelli per un totale di oltre 400 stanze, più di una decina di chiese, oltre una ventina di cantine per il vino ed una molteplicità di altri ambienti. Dopo aver subìto nel corso dei secoli danneggiamenti e razzie a seguito di terremoti ed invasioni persiane, il sito, dopo la fine del dominio sovietico, è tornato ad essere un monastero attivo tant'è che alcune grotte sono attualmente abitate dai monaci che qui conducono la loro vita religiosa. Nel cuore del complesso rupestre si trova la Chiesa dell'Assunzione con un portico a due arcate che si affaccia sulla valle ed a cui sono appese delle campane. L'interno ospita splendidi affreschi realizzati nel XII secolo che raffigurano numerose scene del vecchio testamento, nonchè i ritratti di Giorgi III e sua figlia Tamar. Lasciato questo spettacolare sito e ripercorrendo la strada a ritroso si incontra dopo pochi chilometri la località di Khertvisi ove si trova la omonima imponente fortezza. Costruita tra il X ed il XIV secolo il castello è posto su uno sperone roccioso alla confluenza dei fiumi Paravani e Mtkvari. Sebbene sia stato restaurato e si presenti in buone condizioni non è possibile vedere le camere e gli ambienti interni, ma solo passeggiare lungo le sue mura ed accedere nei cortili iterni della fortezza. La sua posizione suggestiva e l'imponenza della struttura meritano comunque una breve sosta ed una rapida visita.
Un lungo viaggio in auto di non meno di tre ore, anche a causa degli onnipresenti tir che lentamente percorrono le trade intercomunali, consente di raggiungere l'autostrada Kutaisi-Tbilisi e di accedere così alla regione centrale del paese. Prossima destinazione è il centro urbano di Gori, città che è stata per lungo tempo sinonimo di un solo uomo, Stalin, che qui nacque e qui frequentò la scuola locale. Nel 2008 la città venne bombardata dalla russia e ciò determinò la morte di diversi civili e la fuga di gran parte della popolazione. A testimonianza diquel conflitto rimangono oggi delle anonime file di case per i profughi situate nella parte settentionale della città. Il centro è rappresentato dalla vasta Stalinis moedani (piazza Stalin) attravesata dall'omonimo ampio viale su cui sorge anche il vasto palazzo governativo locale. Principale attrattiva di Gori è naturalmente il museo di Stalin, inaugurato nel 1957, che ripercorre la vita dello statista dai tempi in cui frequentava la locale scuola parrocchiale fino alla sua morte, passando per tappe importanti come la sua ascesa al potere nell'URSS e la conferenza di Yalta nel dopoguerra. Nella sala dei cimeli è poi esposta una gran quantità di oggetti ed effetti personali. Altra attrattiva della città è la fortezza di Gori, una cittadella a pianta ovale che sorge in cima alla collina che domina il centro urbano e che si raggiunge con una breve passeggiata. Il complesso, non in buone condizioni ma oggetto di attuale risanamento, risale in gran parte al medioevo ad eccezione di alcune aggiunte operate nel XVIII secolo. Da qui si gode un bel panorama della città e dei monti circostanti soprattutto al tramonto. Ai piedi della fortezza si trova un cerchio di enormi statue in metallo di guerrieri mutilati che costituiscono un curioso monumento ai caduti della guerra del 2008.
Non distante da Gori, a circa 50 minuti di automobile, si trova la località di Uplistsikhe che ospita i resti di una città rupestre un tempo molto vasta. Dal VI secolo a.C. al I secolo d.C. la cittadina crebbe fino a diventare uno dei principali centri politici e religiosi precristiani di quest'area geografica, con siti dedicati soprattutto al culto della dea del sole. Nel VII secolo d.C. divenne residenza di sovrani cristiani ed un importante snodo commerciale su una delle principali rotte carovaniere tra Asia ed Europa raggiungendo una popolazione stimata di circa 20.000 abitanti. Dopo l'XI secolo la sua importanza cominciò a diminuire fino a quando venne completamente distrutta dai mongoli nel 1240. Ai resti della città rupestre si accede tramite la porta principale, tagliata tra le rocce della collina, che conserva le tracce dell'antica torre e delle mura difensive. La via principale si snoda attraverso una serie di resti tra cui un tempio precristiano, una basilica, un porticato, alcune stanze colonnari ed altri ruderi. Il percorso conduce fino alla struttura più simbolica del sito, un tempio rupestre ricavato in una grotta sovrastata da un arco appuntito scolpito nella roccia. La grotta, nota come "il teatro", era un edificio religioso sin dal I o II secolo d.C. in cui si svolgevano probabilmente misteriore cerimonie religiose. L'intero complesso archeologico, posto in posizione sopraelevata rispetto alla campagna circostante, si affaccia sulla sponda settentrionale del fiume Mtkvari e gode di un suggestivo panorama.
Prossima meta, durante il percorso di avvicinamento alla capitale georgiana, è Mtskheta grazioso centro urbano di modeste dimensioni che ha rappresentato il cuore spirituale della regione fin da quando il cristianesimo, nel IV secolo, è divenuto la religione ufficiale del paese. Questo luogo fu capitale di gran parte della Georgia orientale fino al V secolo, allorquando le venne preferita Tbilisi, ma ciononostante continuò a conservare il ruolo di fulcro spirituale tant'è che ancora oggi nella sua cattedrale principale si svolgono le più importanti cerimonie solenni della chiesa ortodossa georgiana. Mtskheta vanta una splendida posizione alla confluenza dei fiumi Mtkvari ed Agavi ed i sui dintorni sono caratterezzati da una ampia e fertile valle, su un lato, e da rilievi ammantati di boschi dagli altri. L'edificio religioso più importante della città è la Cattedrale di Svetitskhoveli, una maestosa opera architettonica all'avanguardia per i suoi tempi. Eretta nell'XI secolo vanta una pianta a croce allungata ed è ornata da splendide sculture in pietra all'esterno ed all'interno. Secondo la tradizione, lungo la navata centrale sarebbe sepolta la tunica di Cristo ivi portata da un abitante della città che all'epoca della crecifissione si trovava a Gerusalemme. Diversi sovrani della Georgia sono qui sepolti ed i sui interni presentano magnifici affreschi che ne arricchiscono le pareti. La chiesa si trova al centro di un'area destinata a giardino circondata da alte mura di pietra e mattoni. Tutta la zona circostante è stata accuratamente riqualificata e presenta stradine su cui si affacciano caffè, ristoranti e negozietti che vendono articoli religiosi e souvenir. Non molto distante da questa cattedrale, si trova un altro edificio sacro molto frequentato dai fedeli: la Chiesa di Samtavro, una grande struttura in pietra, nel tipico stile delle chiese ortodosse georgiane, eretta intorno al 1130 che oggi costituisce parte del più ampio convento. Il re Miriam e la regina Nana che regnarono in Georgia, sono qui sepolti nell'angolo occidentale in due sepolcri posti sotto un baldacchino in pietra. Avendo occasione di visitare questi luoghi sacri nel giorno di domenica, si può essere testimoni di tutto il fervore religioso che anima gli abitanti di questo paese: ripetute accensioni di candele sui candelieri che arricchiscono gli interni, atti di devozione verso la icone e le immagini sacre adornananti le pareti, canti liturgici e confessioni dei fedeli al cospetto dei preti ortodossi che prestano il loro servizio, manifestano il forte senso spirituale dei georgiani. All'interno del complesso monastico, proprio vicino alla chiesa principale, si trova poi la chiesetta di Tsminda Nino, un piccolo edificio religioso eretto nel IV secolo meta di tanti devoti. Situata in cima alla collina che domina la città e visibile a chilometri di distanza, si trova la Chiesa di Jvari, per molti georgiani è il luogo di culto più sacro del paese. Qui il re Miriam fece erigere una sacra croce lignea dopo essere stato convertito al cristianesimo nel IV secolo. Circa un centinaio di anni dopo, sullo stesso sito venne eretta la attuale chiesa che consta di un edificio in pietra dall'ottima simmetria su pianta a croce e quattro bracci di eguale lunghezza con altrettanti absidi angolari. L'interno è piuttosto spoglio ad eccezione di una grande croce lignea che poggia su un basamento centrale. Per il resto si trovano poche immagini sacre appese alle pareti ed alcuni bracieri su cui ardono perennemente le candeline accese dai fedeli. Il sito, meta anche di affollate gite domenicali e di pic-nic all'aria aperta, consente di avere una splendida visuale sulla cittadina di Mstkheta, sulla confluenza dei due fiumi, sulla pianura che si apre sulla destra e sulle colline circostanti.
Da Mtskheta, prima di dirigerci verso la capitale, compiamo una deviazione verso nord ed imbocchiamo la Strada Militare Georgiana che percorre il tragitto dell'antico passaggio sterrato che attraversando il Caucaso raggiungeva la Russia. Tramite questa strada, il cui progetto è stato realizzato solo agli inizi del XIX secolo, si raggiunge la spettacolare regione montuosa del Kazbegi che attraversa valli, laghi e passi d'alta quota. Dopo una ottantina di chilometri, nel pressi del lago artificiali di di Zhinvali, si trova la località di Ananuri in cui si erge la omonima fortezza le cui imponenti mura si affacciano sulle verdi acque del lago sottostante. La fortezza rappresenta degnamente lo splendore delle antiche strutture georgiane ed al suo interno si trovano due chiese del XVII secolo, la più grande delle quali, la Chiesa dell'Assunzione ha i muri ornati da meravigliose sculture in pietra. L'interno presenta anche bellissimi affreschi tra cui spicca quello che ritrae la scena del giudizio universale. Passeggiando tra le piccole viuzze ed i cortili che circondano la chiesa maggiore, si assapora ancora un'aria di altri tempi ed il sito merita decisamente la deviazione di circa un'ora dall'autostrada che conduce alla capitale. La Strada Militare Georgiana, prosegue poi verso Gudauri, importante stazione sciistica del paese, e Kazbegi per poi raggiungere dopo pochi chilometri il confine con la Russia.
Voltiamo direzione e finalmente raggiungiamo in serata Tbilisi, la splendida capitale georgiana. Adagiata in una bella posizione lungo la valle del fiume Mtkvari, caratterizzata da edifici pittoreschi, pervasa da una effervescente scena artistica e culturale, animata da una moltitudine di lounge-bar, caffetterie, enoteche, ristoranti e locali d'intrattenimento, Tbilisi è ormai da diversi anni una città veramente piacevole sia da vivere che da visitare. Un vasto range di sistemazioni alberghiere che vanno dai semplici ostelli ai lussuosi alberghi a cinque stelle ed un efficiente sistema di trasporti che previlegia anche la mobilità dei turisti, rendono l'approccio alla città decisamente semplice e grazie al fatto che le principali attrattive sono pressochè concentrate nella sua parte vecchia, l'esplorazione della capitale può agevolmente essere affrontata anche a piedi. E proprio dalla old-Tbilisi inizia la nostra visita. In prossimità del fiume ed appena sotto il ripido crinale collinare che sovrasta la città vecchia, una serie di curiose cupole di mattoni alte non più che un paio di metri spuntano dal terreno segnando il luogo in cui si trova l'abanotubani le celebri sorgenti sulfuree di Tbilisi. Le cupole sono infatti i tetti delle terme sotterranee in passato frequentate anche da Dumas e Puskin i quali definirono l'esperienza come il miglior bagno termale della loro vita. Nelle immediate vicinanze si trovano invece i bagni veri e propri ospitati in edifici con facciate in maiolica azzurra che ricordano l'Asia centrale. Inerpicandosi sul versante della collina, percorrendo scale e viottoli che passano nel mezzo delle antiche case, si raggiunge in breve tempo la sommittà del colle sul quale si erge la fortezza di Narikala che con il suo profilo domina la città vecchia. Il nucleo originario risale al IV secolo e fu costruito dai persiani come cittadella, ma gran parte delle mura furono erette nell'VIII secolo dagli emiri arabi che avevano qui un loro palazzo. La struttura venne successivamente conquistata da georgiani, turchi e persiani fino ad arrivare ai giorni nostri come testimonianza di un lungo e tumultuoso passato. All'interno delle mura si trova la Chiesa di San Nicola meta di numerosi fedeli. Il luogo offre una spettacolare vista, soprattutto al tramonto, del centro storico di Tbilisi, del fiume, della sua sponda orientale e della città moderna più in distanza. Con una breve passegiata su un sentiero panoramico si raggiunge Kartis Deda, una statua in alluminio alta 20 metri denominata "Madre Georgia" rappresentante una figura femminile che regge in una mano una spada e nell'altra un calice di vino e che incarna idealmente il carattere dei georgiani (propensi ad accogliere calorosamente gli amici, ma pronti a combattere fieramente il nemico). In questa zona si trovano anche gli interessanti giardini botanici della capitale, pieni di alberi, giardini e cascate che si sviluppano per oltre un chilometro.
Scendendo dalla fortezza e percorrendo la stradina acciottolata che diparte dalla porta principale, si raggiunge con pochi passi la Cattedrale Armena di San Giorgio. Fondata nel 1251 e poi ricostruita nel XVIII secolo, il suo piccolo interno è ornato da splendidi affreschi settecenteschi. La cattedrale sorge proprio a pochi metri dal vecchio meidan che ai tempi degli zar era la sede dell'animato bazar principale della capitale. Oggi questo zona, delimitata da viuzze piene di ristoranti, bar e locali, è sostanzialmente il fulcro della movida cittadina. Da qui attraversiamo il trafficato e suggestivo ponte Metekhi per raggiungere la riva orientale e per accedere all'imponente Chiesa di Metekhi, edificio del XIII secolo che si erge sopra un imponente sperone roccioso in posizione strategica proprio a precipizio sul fiume. La chiesa, oggetto di successivi rimaneggiamenti nel corso dei secoli, fu eretta nel punto ove il re Gorgasali fece costruire il suo palazzo allorquando nel V secolo trasferì a Tbilisi la capitale del regno. Sul piazzale antistante la chiesa che guarda verso il ponte si trova difatti una statua equestre del sovrano realizzata in suo ricordo negli anni '60. Ritornando sulla riva occidentale del fiume Mtkvari ed effettuando una piccola deviazione della Kote Abkhazis Qucha (la via principagle che taglia la città vecchia) si raggiunge la Cattedrale di Sioni il cui primo nucleo risale al VI e VII secolo. Dopo diverse distruzioni e rifacimenti fu ricosruita in via definitiva nel XIII secolo ed è così giunta fino a noi. Questo edificio è particolamente caro ai georgiani in quanto vi si trova la sacra croce di santa Nino realizzata, secondo la tradizione, con i capelli della santa intrecciati a dei rami di vite. Il suo interno è arricchito da splendidi affreschi, icone lignee e candelieri bronzei che donano al luogo particolare suggestione speciamente durante le funzioni religiose. A poca distanza si incontrano poi altre due chiese innalzate su un sito occupato da edifici di culto sin dal V secolo. Si tratta della Chiesa di Jvaris Mama, risalente al XVI secolo ed anch'essa impreziosita da bellissimi affreschi e della Chiesa di Norasheni, appartenente alla comunità armena e per lungo tempo abbandonata, alla quale si accede tramite lo stesso cortile/giardino prospiciente la chiesa precedente. Le viuzze intorno a questi siti sono un continuo susseguirsi di ristorantini, enoteche, negozi che vendono articoli religiosi, bar e locali di intrattenimento in cui rieccheggiano note di musica jazz/brazil suonate dai complessini che animano le serate della capitale. Oltre ai vini, che costituiscono un importantissimo caposaldo della tradizione georgiana, il panorama gastronomico prevede, tra l'altro, anche una ricca scelta di formaggi tipici delle montagne e delle valli del paese. Irrinunciabile è il connubio tra questi due mondi e difatti sono diversi i locali che offrono particolarissime degustazioni del tradizionale vino "qvevri" (preparato mediante la fermentazione del mosto all'interno di grosse anfore in terracotta e molto apprezzato dagli estimatori per il suo particolarissimo gusto) e l'abbinamento con formaggi vaccini, caprini, ed ovini dai più disparati sapori e stagionature. Proprio in uno di questi locali concludiamo la serata in un'estasi di aromi, profumi e sapori.
La visita della capitale prosegue con il ponte della pace un'elegante passerella in vetro ed acciaio inaugurata nel 2010. Attraversando il ponte, che costituisce una tra le diverse strutture d'avanguardia realizzate nella città, si raggiunge il parco Rike una bellissima e curata distesa verde con sentieri, laghetti, fontane ed aiuole fiorite. La struttura qui presente costituita da due grossi tubi metallici ricurvi e scintillanti ospita la sala da concerti ed il centro espositivo e rappresenta un'altra delle costruzioni di avanguardia sparse qua e là per la capitale. Ritornando sulla riva occidentale, lungo la sponda del fiume si può notare la residenza Catholicos-Patriarca sede del capo della chiesa georgiana e poco più avanti si incontra la Basilica di Anchiskhati la chiesa più antica rimasta a Tbilisi che con i suoi affreschi sbiaditi e i suoi muri a blocchi di pietra testimonia la vetustà della costruzione. Imboccando la viuzza che diparte dalla chiesa, anch'essa piena di ristorantini e wine-bar, si raggiunge la torre dell'orologiouna pittoresca torretta costruita dal burattinaio Rezo Gabriadze che rievoca lo spirito fiabesco del vicino teatro delle marionette ed al contempo l'atmosfera suggestiva della città vecchia. Proseguendo oltre si raggiunge così il confine della parte storica della capitale di cui si possono ancora vedere i resti delle antiche mura che racchiudevano la città vecchia, costeggiando le quali si arriva alla trafficata e centrale Liberty square con al centro un'alta colonna sulla cui sommità è posta l'iconica statua dorata di San Giorgio che trafigge il dragone. Da qui parte l'elegante Rustaveli gazmiri una delle arterie principali della capitale. Su di essa si affacciano importanti edifici quali: il National Museum, il museo più importante del paese che custodisce straordinarie collezioni di gioielli e manufatti d'oro, d'argento e di pietre preziose della Georgia precristiana; il Palazzo del Parlamento, edificio caratterizzato da una serie di arcate che è stato testimone di importanti vicende politiche nel periodo postsovietico; la Chiesa di Keshveti, piccolo edificio religioso con pianta a croce in tipico stile ortodosso; il tetro Rustaveli realizzato nel 1901 in stile barocco con elementi rococò ed infine il teatro dell'opera e del balletto, realizzato alla fine del XIX secolo in stile vagamente moresco. Approssimandosi l'ora del tramonto facciamo ritorno al Parco Rike dove si trova la stazione di partenza della funivia che, sorvolando la città vecchia, in pochi minuti porta in cima alla collina su cui sorge la fortezza di Narikala. Questo è il momento in cui turisti ed abitanti della città affollano questa zona, in quanto da quassù la vista del sole che tramonta, delle luci della case che si accendono e dei lampioni che illuminano il lungofiume è davvero spettacolare. Attendiamo il sopraggiungere del buio per realizzare ancora qualche suggestivo scatto prima di riaddentrarci tra le viuzze della città vecchia alla ricerca di un ristorante che offra cucina georgiana e l'immancabile vino qvevri.
La mattina seguente ci attende un viaggio di circa tre ore che ci riporta a Kutaisi dove, restituita la macchina presa a noleggio, vi è ad attendere il volo di ritorno per l'Italia.
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