(Agosto 2003)
"Partire è la più bella e coraggiosa di tutte le azioni. Una gioia egoistica forse, ma una gioia, per colui che sa dare valore alla libertà. Essere soli, senza bisogni, sconosciuti, stranieri e tuttavia sentirsi a casa ovunque, e partire alla conquista del mondo."
Isabelle Eberhardt
Un volo di linea della TAME, compagnia di bandiera dell'Ecuador, ci porta da Guayaquil a Baltra, porto di accesso all'arcipelago delle Galapagos. Poste a circa mille chilometri dalle coste dell'Ecuador, queste isole sono un vero e proprio "monumento" della natura: la loro fauna e flora sono oggi severamente protette e visitare questo angolo incantato di mondo è quasi un rivivere le emozioni e le sensazioni che intorno alla metà del 1800 provò probabilmente Charles Darwin. Sulla terra, nel cielo e sotto la superficie del mare, la vita mostra il suo straordinario potere di adattamento ai diversi ambienti. Questa è una terra di rettili giganti, di uccelli, di piante inconsuete e di scenari selvaggi che hanno destato un grande interessamento della scienza.
L’arrivo a Baltra (South Seymour), un'isoletta sostanzialmente disabitata, è entusiasmante: il cielo sereno ci consente di ammirare le isole dall'alto. Scesi dall’aereo e pagato l’ingresso al parco naturale, ci trasferiamo, tramite un tender, sull'imbarcazione con la quale navigheremo per una settimana tra le isole costituenti l'arcipelago. Dopo aver preso posto nella cabina assegnataci ed aver sistemato i pochi bagagli che abbiamo portato al seguito, saliamo subito sul ponte per non perdere nemmeno un attimo del paesaggio che si profila tutto intorno. Su quest'isola vivono alcune colonie di iguane e di tartarughe marine. Le iguane terrestri sono state invece reintrodotte dopo la loro estinzione avvenuta nel periodo della permanenza dell'esercito statunitense. Completato il trasferimento dei passeggeri, leviamo le ancore e salpiamo per la prima destinazione: North Seymour, con una altitudine di appena 28 metri. Quest'isoletta è territorio di un gran numero di sule dalle zampe azzurre e di gabbiani a coda forcuta. Ospita inoltre una delle più grandi colonie di fregate che ci fanno compagnia sul ponte superiore e che seguono la rotta dalla barca.
La tappa successiva è Bartolomè, un'isola di natura lavica coperta da pochissima vegetazione. Saliamo lungo un sentiero fino in cima all’isola, sul punto più alto, in mezzo ad uno spettacolare paesaggio vulcanico. Da qui si può ammirare lo scenario forse più famoso delle Galapagos, con le due spiagge a mezzaluna affiancate, su cui domina la curiosa formazione rocciosa detta Pinnacolo. Scesi sulla spiaggia per fare dello snorkelling, ci imbattiamo subito nella prima colonia di rumorosi leoni marini, i mammiferi più diffusi sulle isole, che sono accompagnati anche dai cuccioli. Sulla spiaggia e sugli scogli incontriamo enormi granchi rossi, nonché delle iguane terrestri che si scaldano al sole. Attraversiamo l’isola e ci rechiamo sull’altro lato, nei pressi di una scogliera dove nidificano una gran quantità di uccelli marini. Qui si trova della vegetazione endemica, in particolare dei cactus, i cui frutti caduti a terra vengono mangiati dalle iguane.
Trascorriamo la prima notte in barca sotto un cielo di stelle e la mattina successiva riprendiamo la navigazione alla volta dell'isola di Santiago, che ha una altitudine massima superiore ai 900 metri. Sbarchiamo su una spiaggia tutta nera e ci incamminiamo per una passeggiata sull’isola, anch’essa caratterizzata da formazioni laviche. Tra il mare che si insinua nei canali formati dai gas disciolti dalla lava, scorgiamo numerosi gruppi di iguane marine che, stando sugli scogli a godere dei caldi raggi solari, sputano ripetutamente i residui salini inghiottiti con le alghe. Continuiamo il giro dell'isola e, nascoste tra le rocce laviche, scorgiamo un gruppo di foche, distinguibili dai leoni marini per la differente configurazione del capo. Santiago è inoltre popolata da tartarughe terrestri e marine, da fenicotteri, da delfini ed anche da squali. All'interno dell'isola è possibile incontrare anche capre e maiali che sono stati però introdotti dall'uomo. Tra gli uccelli, osserviamo un gran numero dei famosi fringuelli di Darwin, nonchè alcuni falchi delle Galapagos. Nella località di Sullivan Bay si trova invece una colata lavica recente.
Il giorno seguente facciamo rotta verso l'isola Fernandina, così chiamata in onore di re Fernando di Spagna, che finanziò il viaggio di Colombo. Fernandina, che ha un'altitudine massima che raggiunge quasi i 1500 metri, è l'isola più giovane e più occidentale dell'arcipelago. Facciamo tappa nel punto più interessante dell'isola, Punta Espinoza, una stretta lingua di terra sui cui blocchi di lava le iguane si riuniscono in gran numero. Qui vivono anche cormorani di terra, pinguini, pellicani e leoni marini. Fernandina ospita inoltre delle foreste di mangrovie e mostra sulla sua superficie numerose colate laviche. Trascorriamo qui l'intera giornata. Riprendiamo la navigazione puntando il timone verso Isabela, così chiamata in onore della regina Isabella di Castiglia. Con un'area di oltre 4500 chilometri quadrati, Isabela è l'isola più grande dell'arcipelago. Il suo punto più alto è la sommità del vulcano Wolf, con un'altitudine di 1707 metri. La forma dell'isola è il risultato della fusione di sei grandi vulcani in un'unica terra emersa. Iniziamo un trekking naturalistico che ci porta prima alle falde e poi nelle caldere dei vulcani di Isabela, dove incontriamo tartarughe giganti e iguane di terra. Sull'isola abbondano i pinguini, i cormorani di terra, le iguane marine, le sule, i pellicani ed i granchi. Tra le specie di uccelli incontriamo anche qui i fringuelli di Darwin, i falchi e le colombe. Degna d'interesse è anche la vegetazione presente nelle zone poste a quote inferiori. Passeggiamo sul finire della giornata a Puerto Villamil, il terzo insediamento umano dell'arcipelago per popolazione, che si trova all'estremità sud-orientale dell'isola.
La mattina dopo raggiungiamo la destinazione successiva: l'isola Floreana, che prende il nome da Juan José Flores, il primo presidente dell'Ecuador. È una delle isole dalla storia umana più interessante, nonché una delle prime che sono state abitate. Qui si riproducono i fenicotteri rosa e le tartarughe marine verdi, e si trovano anche esemplari della procellaria a zampe palmate, un uccello marino notturno che passa la maggior parte della sua esistenza lontano dalla terraferma. Nella cosiddetta "Baia della Posta", si trova un curioso sito costituito da cassettine della posta ed altri contenitori che fin dal XVIII secolo, veniva utilizzato dai balenieri per scambiare la posta in partenza ed in arrivo con le navi in transito. Oggigiorno è consuetudine che i turisti che passano di qua lascino le loro cartoline, rigorosamente senza francobollo, e che a loro volta spulcino nella corrispondenza qui presente prendendo quelle cartoline destinate a persone che risiedono nelle vicinanze dei luoghi di loro provenienza. In tal modo i turisti stessi provvedono a consegnare al destinatario, brevi manu, la cartolina "imbucata" in questo luogo. Incuriositi da questo sistema di scambio epistolare, abbiamo impostato una cartolina destinata a dei nostri amici in Italia, ai quali in effetti la stessa è stata recapitata da dei concittadini... l'unico problema è stata l'attesa.. posto che la cartolina è giunta a destinazione un anno e mezzo dopo rispetto a quando l'avevamo imbucata!
Lasciamo Floreana e dopo qualche ora di navigazione ci avviciniamo all'isola Pinzon dove facciamo una breve sosta per osservare leoni marini, sparvieri, tartarughe giganti e iguane marine. Proseguiamo il nostro viaggio e nel pomeriggio giungiamo a Rabida. L'elevato contenuto di ferro nella lava che ha formato quest'isola, le conferisce un caratteristico colore rosso. La spiaggia sulla quale sbarchiamo, difatti, è caratterizzata da una sabbia di un colore quasi rosso fuoco che crea un forte effetto di contrasto con il mare blu scuro. Sulla spiaggia assistono al nostro sbarco dei leoni di mare che pigramente si godono i raggi del sole. Facciamo una passeggiata sulla spiaggia e raggiungiamo un promontorio dal quale possiamo ammirare un'altra parte di costa caratterizzata da faraglioni. Ridiscendiamo quindi verso la spiaggia e prendiamo l’attrezzatura per lo snorkelling che ci regala un incontro ravvicinato con le tartarughe di mare e con una gran quantità di pesci che si muovono in branco. In una laguna d'acqua salata poco distante dalla spiaggia principale, vivono fenicotteri ed anatre e nidificano pellicani bruni e sule.
Il giorno seguente lasciamo Rabida e ci dirigiamo verso Santa Cruz, l'isola che ospita, nella città di Puerto Ayora, la maggiore popolazione umana dell'arcipelago. Sull'isola si trovano la stazione di ricerca Charles Darwin ed il quartier generale dell'autorità del parco nazionale delle isole. Presso il centro di ricerca opera un allevamento di tartarughe che si occupa del reinserimento di questi animali nel loro habitat. Visitiamo due lagune interne dove possiamo ammirare alcuni bellissimi fenicotteri rosa e successivamente raggiungiamo la baia denominata Turtle Bay circondata interamente da foreste di mangrovie. Le zone collinari di Santa Cruz possiedono una vegetazione lussureggiante e sono famose per i tunnel di lava. Ci rechiamo infine in visita al Darwin Center che porta avanti un piano per la conservazione delle specie presenti sulle isole, ed in particolare delle tartarughe giganti, minacciate di estinzione dopo le stragi del secolo scorso. Visitiamo dapprima il luogo ove vengono cresciute le tartarughe fino a due anni, età alla quale vengono riportate ai rispettivi luoghi di origine, e da ultimo incontriamo l'ospite più famoso del Centro, Lonely Jorge, un esemplare di tartaruga gigante di più di ottanta anni.
La mattina successiva ci trasferiamo nuovamente sull'isola Baltra dove ci attende l'aereo che ci riporta a Guayaquil. Da qui un volo in coincidenza ci conduce a Quito da dove ci imbarchiamo per fare rientro in Italia.
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