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FILIPPINE

(Dicembre 2017 - Gennaio 2018)

Cartina dell'Itinerario

"Le città sono sempre state come le persone, esse mostrano le loro diverse personalità al viaggiatore. A seconda della città e del viaggiatore, può scoccare un amore reciproco, o un'antipatia, un'amicizia o inimicizia. Solo attraverso i viaggi possiamo sapere dove c'è qualcosa che ci appartiene oppure no, dove siamo amati e dove siamo rifiutati."

Roman Payne

ITINERARIO DEL VIAGGIO

Per questo nostro secondo viaggio nell'arcipelago delle Filipppine abbiamo scelto Manila quale port of entry per aver modo di dedicare a questa grande capitale asiatica un paio di giorni di visita. La nostra destinazione finale sarà però l'isola di Palawan con i suoi paesaggi marini che eguagliano, se non superano, quelli del sud-est asiatico della Thailandia o della baia di Halong in Vietnam. Con la sua ricca fauna terrestre ed acquatica questa regione, che è tra le meno popolose delle Filippine, è anche la più affascinante sia per l'incomparabile paesaggio marino che la circonda (soprattutto al nord), sia per la possibilità di entrare in contatto con una realtà rurale ancora genuina ed autentica.

Da Roma, con Asiana Airlines, raggiungiamo Seoul e da qui con un volo in coincidenza voliamo su Manila ove arriviamo a notte inoltrata. Una corsa in taxi di circa mezzora ci porta al nostro albergo situato nei pressi del centrale Rizal Park. La mattina dopo siamo pronti per andare alla scoperta di questa città che sebbene definita "perla d'oriente", possiede un numero piuttosto esiguo di attrazioni di vero interesse turistico. La città nel corso dei secoli ha passato ogni tipo di sofferenza, dalle guerre alle ripetute catastrofi naturali, ma oggi sembra prosperare come una vera e propria grande megalopoli asiatica con i suoi grattacieli che bucano il cielo, i suoi enormi centri commerciali sempre affollati ed il traffico caotico che non si ferma mai. Prima destinazione della visita è l'area storica di Intramuros una zona fortificata eretta proprio sulla foce del fiume Pasig fatta costruire nel 1571 da Legazpi dopo la conquista di Manila. Nel corso dei secoli Intramuros (città fortificata) venne conquistata da pirati cinesi, assediata da navi olandesi, controllata e gestita da forze inglesi, americane e giapponesi fino alla seconda guerra mondiale, quando venne praticamente rasa al suolo interamente. Dopo il conflitto ne è stata avviata la ricostruzione che oggi consente di passeggiare nei tranquilli quartieri residenziali in cui si respira un'atmosfera retrò. Molte mura, porte e bastioni sono state ricostruite ed è possibile percorrere le fortificazioni che si estendono per quasi 4,5 km. Tra i siti di principale interesse vi è la Cattedrale di Manila (dichiarata patrimonio dell'umanità dall'Unesco) che si affaccia sulla ampia Plaza de Roma. Eretta nel 1581 e ricostruita ben sette volte dopo essere stata altrettante volte distrutta da eventi naturali, incendi e guerre, all'esterno presenta una facciata neoromanica ed una cupola erosa dagli agenti atmosferici, mentre all'interno spiccano l'altare dorato, l'organo con 4500 canne e le splendide vetrate policrome. Procedendo lungo la via General Luna si raggiunge dopo pochi passi il Memorare Manila, un semplice monumento sito in un'ombreggiata piazzetta che rende omaggio ai 150.000 cittadini che persero la vita durante la battaglia di Manila. Poco oltre sorge la San Augustin Church unico edificio che riuscì a salvarsi durante la distruzione di Intramuros della seconda guerra mondiale. Eretta verso la fine del XVI sec. è la più antica chiesa di tutte le Filippine. La solida facciata nasconde interni pregevoli in cui si celano oggetti di grande valore storico e culturale. All'interno del complesso si trova un bel chiostro abbellito da piante tropicali e tutto intorno si trovano le sale del San Augustin Museum che conserva preziosi oggetti d'epoca e che consente di farsi un'idea delle ricchezze dell'antica Manila. Proprio di fonte a questa chiesa si trova Casa Manila, una bellissima riproduzione di una casa coloniale spagnola che offre un assaggio dell'opulente stile di vita che conduceva la nobiltà del XIX sec. Imelda Marcos fece costruire questa residenza quale esempio di architettura ed arredamento di interni del tardo periodo della dominazione spagnola. Da qui ci spostiamo verso nord fino a raggiungere la foce del fiume Pasig su cui si erge la principale attrattiva turistica di Intramuros: Fort Santiago. La fortezza ospita una serie di tranquilli e curati giardini. All'interno del complesso si trova il Rizal Shrine ossia l'edificio in cui nel 1896 l'eroe nazionale delle Filippine, Josè Rizal, fu detenuto in attesa dell'esecuzione. L'interessante museo ospita oggetti legati alla vita dell'eroe e presenta la ricostruzione della sua cella e dell'aula in cui fu processato e condannato a morte.

Da qui ci spostiamo con un triciclo motorizzato (tipico mezzo di trasporto cittadino delle Filippine) fino a raggiungere il Rizal Park, il parco più famoso di Manila che comprende prati, giardini ornamentali, laghetti, sentieri, aree boschive e monumenti dedicati ai vari eroi filippini. Il parco riveste una grande importanza dal punto di vista storico essendo il sito in cui su ordine delle autorità coloniali spagnole venne decretata la fucilazione di Josè Rizal. Qui si trova difatti il Monumento a Rizal, simbolo dell'orgoglio nazionale, su cui torreggia un pennone di 46 mt. presidiato da sentinelle in alta uniforme. Poco oltre si trova il sito della fucilazione di Rizal caratterizzato da una parete in granito nero che reca incisi i versi della sua poesia "Mi ultimo adiòs". Nella sezione centrale del parco si trova la Central lagoon un'ampia superficie d'acqua, con fontana danzante musicale, su cui si ergono sculture mezzobusto di eroi e martiri filippini. Lungo il lato settentrionale si incontra la chess plaza un'area ombrosa frequentata da assidui scacchisti sempre alla ricerca di nuovi sfidanti. All'estremità del parco, infine, si può vedere una capeggiante statua di Lapu Lapu, eroe nazionale del XVI sec. celebre per aver ucciso l'esploratore e navigatore portoghese Ferdinando Magellano. Sempre in questa zona del parco ha la sua sede, in uno splendido edificio neoclassico, il National Museum of the Filipino People che merita senz'altro una visita. All'interno è custodita un'ampia ed eterogenea collezione di manufatti preispacinici, strumenti musicali, strumenti agricoli e vari oggetti appartenenti ai principali gruppi etnici del paese. Una sezione è dedicata al relitto del San Diego, un galeone spagnolo affondato con il suo carico al largo di Luzon nel 1600. Tra le altre curiosità vi è il teschio dell'uomo noto come "uomo di Tabon" vissuto intorno al 24.000 a.C. e considerato il più antico abitante delle Filippine.

Ci dirigiamo quindi verso il lungo mare e qui, dalla parte opposta rispetto al Parco Rizal, si trova il Manila Ocean Park un parco a tema in cui primeggia l'incredibile acquario ove è possibile fare incontri ravvicinati con razze, squali e pinguini, nonchè partecipare ad altre intreressanti attrazioni. Non molto distante si trova Star City un altro sito in cui è possibile dedicarsi al divertimento accedendo alle varie attrattive presenti in questo vero e proprio parco dei divertimenti. Pochi chilometri più a sud, prospiciente alla costa, troviamo invece il Mall of Asia, luogo da visitare alle prime ombre della sera per godersi una suggestiva passeggiata lungomare. A quest'ora della giornata il centro commerciale (tra i più gradni dell'Asia) si anima di un'infinità di persone che vengono qui per far shopping, per mangiare e per godersi lo spettacolo di infuocati tramonti. Una serie di giostre e di altre attrazioni anima ancor di più la zona e un giro sulla ruota panoramica consente di avere una suggestiva prospettiva privilegiata sulla baia che pian piano cede il passo all'oscurità prima di essere illuminata da migliaia di luci che si riflettono sul mare. Ceniamo qui, girovagando tra locali che offrono ogni tipo di cucina e di prelibatezza culinaria, prima di far rientro in albergo.

Il giorno seguente raggiungiamo l'aeroporto e con un volo Airasia puntiamo verso la nostra destinazione principale: l'isola di Palawan, una stretta lingua di terra lunga 650 km che si allunga quasi fino al Borneo. Il punto geografico centrale dell'isola è rappresentato da Puerto Princesa, principale scalo aereo di questa regione e luogo da cui si possono organizzare tutte le escursioni. Atterriamo qui intorno all'ora di pranzo e dopo aver lasciato i nostri trolley in albergo ci dedichiamo alla visita della città. Puerto, come è chiamata dalla gente del posto, non è certo un agglomerato idilliaco: abbondano gli edifici in cemento, spesso incompleti, gran parte delle abitazioni sono poco più che semplici costruzioni in mattoni e lamiera ed il traffico è piuttosto intenso e caotico. Gran parte delle attrazioni si trovano fuori città e sono rappresentate più che altro da siti di interesse naturalistico (Butterfly park, Eco-park, Palawan wildlife rescue & conservation center), mentre all'interno dell'urbanizzazione le attrattive si contano sulle dita di una mano. Il centro nevragico della città storica è rappresentato da Plaza Quartel, dove è possibile vedere le rovine restaurate del vecchio presidio militare risalente alla seconda guerra mondiale in cui sarebbero stati arsi vivi oltre 150 prigionieri di guerra americani. Al di là della strada si erge la Immaculate Conception Cathedral, eretta nel 1872 e che è la principale chiesa di Puerto. Una breve visita la può meritare anche il Palawan Museum, distribuito su due piani e che conserva interessanti reperti dal punto di vista etnologico ed archeologico. Verso sera la vita cittadina si sposta su baywalk, una suggestiva passeggiata lungomare ove vengono allestite una infinità di bancarelle e di chioschetti che offrono specialità di pesce e della cucina filippina. Trascorriamo qui il resto della serata gustando piatti di pesce grigliati al momento e bevendo qualche bottiglia di San Miguel e Red Horse, le tipiche birre del luogo.

La mattina seguente ci svegliamo di buon'ora in quanto alle 6:30 è previsto il pick up del minivan che ci condurrà a Sabang, una località marina posta a circa due ore e mezzo di viaggio da Puerto. Sabang oltre ad essere rinomata per la sua lunga spiaggia a mezzaluna incorniciata da palme e da spettacolari rilievi carsici, è famosa in quanto è il punto di partenza per la visita di un sito che è stato dichiarato patrimonio dell'umanità: il Puerto Princesa Subterranean River National Park. I bangka (le tipiche imbarcazioni filippine con bilanceri) salpano dal porto di Sabang e dopo circa mezz'ora di navigazione raggiungono una piccola spiaggia circondata da alte pareti di roccia nera sui cui speroni cresce una ricca vegetazione di un verde abbagliante. Dopo cinque minuti di cammino nel folto della giungla si raggiunge un piccolo laghetto che dà accesso alla grotta calcarea. Il fiume sotterraneo è lungo oltre 8 km, ma le escursioni in barca percorrono solo 1,5 km poichè dopo tale punto la navigazione diventa difficoltosa. La grotta attraversata dal fiume è uno dei più lunghi tunnel al mondo percorsi da un corso d'acqua. Durante il tragitto in canoa che dura circa un'ora, la guida illustra le caratteristiche del sito illuminando con una torcia le formazioni calcaree più particolari. Terminata la visita riprendiamo un bangka e facciamo rientro a Sabang da dove proseguiamo il nostro viaggio verso l'estremità nord di Palawan.

Dopo circa cinque ore di viaggio e dopo aver superato gli insediamenti di Port Barton, Roxas e Taytay, raggiungiamo El Nido. Il paesaggio è caratterizzato da un susseguirsi di insenature e spiagge con vista sul labirinto di isole che spuntano al largo. L'area è un vero e proprio paradiso sia per chi ama perlustrare gli arenili alla ricerca di coralli e conchiglie, sia per chi ama il contatto diretto con il mare praticando snorkelling ed immersioni. El Nido, in sè, è un agglomerato urbano tutt'altro che gradevole a vedersi attesa la disordinata cementificazione che ha invaso praticamente anche la spiaggia e la pressochè inesistente cura architettonica che caratterizza gli edifici. Tuttavia tale "sgradevolezza" della cittadina non fa che accentuare il contrasto con la spettacolare natura circostante rendendola, se possibile, ancor più sublime di quel che è. El Nido è racchiusa tra due torreggianti rupi carsiche che si stagliano ai lati dell'insediamento e la Bacuit bay che si affaccia su una miriade di isole. Questa è dunque la base di partenza ideale per l'esplorazione del fantastico Bacuit Archipelago che offre un'infinità di siti incantevoli raggiungibili esclusivamente in barca.

Per familiarizzare un po' con la natura circostante decidiamo di noleggiare per un paio di giorni uno scooter che ci consentirà di girovagare in piena libertà verso nord attorno alla punta estrema dell'isola di Palawan. Durante il percorso facciamo diverse fermate per ammirare le spiagge del litorale a cominciare da Lio Beach, con il suo piacevole centro turistico di recente costruzione situata a pochi km da El Nido, e poi Nacpan beach, con la sua lunga lingua di sabbia a mezzaluna, ed ancora più a nord Duli beach, con le sue poderose onde su cui si cimentano i surfisti (e le sue sand-flies che tormentano chi vuole godersi un po' di tintarella) . Il paesaggio è un continuo susseguirsi di baie, insenature, giungla e risaie costellato di tanto in tanto da semplici villaggi in cui il tempo sembra essersi fermato a cinquant'anni fa. La scarsa popolazione dell'isola vive dei prodotti della natura e dell'allevamento del bestiame conducendo una vita molto semplice e molto rilassata. Sulla via del rientro compiamo una deviazione su una strada sterrata che dopo diversi km porta alle Naganlek falls. Le cascate sono raggiungibili con un piccolo trekking nella giungla, comportante diversi guadi, che in circa 40 minuti consente di raggiungere le pozze d'acqua in cui è possibile fare un bagno rinfrescante. Anche qui il paesaggio è caratterizzato da fitta giungla, risaie e da verdissimi campi in cui pascolano buoi e bufali.

Ma la vera attrattiva di El Nido sono le escursioni in barca e lo snorkelling nel Bacuit Archipelago. Le agenzie offrono degli itinerari standard classificati sotto Tour A, B, C e D, ognuno dei quali tocca diversi punti di interesse all'interno dell'arcipelago e si caratterizza per la diversa tipologia di escursione: spiagge, lagune, grotte, isole etc. Unitamente ad alcuni amici conosciuti il giorno prima, contattiamo un'agenzia locale con la quale contrattiamo il prezzo per una barca privata in modo da evitare, per quanto possibile, la folla che caratterizza le escursioni a bordo di imbarcazioni più grandi. Concordato il prezzo prendiamo il largo con il nostro bangka e cominciamo l'esplorazione delle baie limitrofe toccando dapprima Seven commando beach, una bella distesa di sabbia orlata di palme appena al largo di El Nido, e poi dirigendoci verso la small lagoon, un'incantevole laguna alla quale si accede a nuoto o in kayak attraverso un arco di pietra poco sopra il filo dell'acqua. L'interno della laguna è uno spettacolo della natura con le sue alte pareti carsiche colonizzate da vegetazione tropicale che la circondano tutto intorno. Poco distante si trova la Big lagoon, alla quale si accede tramite un canale d'acqua poco profonda che conduce ad una ampia laguna interna anch'essa circondata da pareti carsiche coperte di giungla. La navigazione prosegue lambendo isole, isolotti e spiagge dorate che contrastano con il verde della vegetazione e con il blu dell'acqua. Proprio su una di queste spiagge ci fermiamo per il pranzo, sapientemente preparato dal personale della barca che in breve tempo allestisce un tavolo su cui vengono serviti piatti di pesce e carne alla griglia, riso, verdure, frutta e l'immancabile birra San Miguel. L'escursione prosegue fino a raggiungere la Secret lagoon, così chiamata per la sua posizione un po' defilata e Shimizu island. Sul finire della giornata, quando le prime ombre della sera cominciano ad indorare l'orizzonte, facciamo rientro a El Nido accompagnati da uno spettacolare tramonto. Ci dirigiamo quindi al fish market della città ove acquistiamo le provviste per improvvisare nel giardino del resort presso cui si trovano i nostri amici la cena di capodanno. Accesi i fornelli e cucinati alcuni saporiti piatti a base di tonno fresco, cominciano i festeggiamenti del capodanno annaffiando abbondantemente le libagioni con vini del sudafrica ed australiani per poi spostarci in spiaggia, verso la mezzanotte, per brindare in compagnia all'arrivo del nuovo anno ed assistere allo spettacolo pirotecnico.

Il giorno successivo lo dedichiamo al riposo e ci dirigiamo quindi a Las Cabanas, la spiaggia più nota e frequentata di El Nido. Questa lunga lingua di sabbia contornata di palme e su cui si affacciano baretti e bungalows, offre una buona possibilità di balneazione consentendo anche di godere dello spettacolo degli isolotti ed affioramenti carsici che si trovano poco al largo. Alcune attrattive, come le gite in barca nella baia o la zip-line che consente di sorvolare un tratto di mare e raggiungere un'isolotto poco distante, rendono piacevole trascorrere qui una giornata. La mattina seguente contattiamo nuovamente l'agenzia per organizzare un altro tour nel Bacuit Archipelago. Questa volta ci dirigiamo verso Elicopter island, così chiamata per la sua bizzarra forma che ricorda appunto un elicottero, e poi navighiamo fino a raggiungeere Hidden beach e Star beach, due splendide spiagge da cartolina, e poi ancora Secret beach alla quale si accede durante la bassa marea percorrendo a nuoto un arco di roccia posto appena sotto la superficie del mare. Anche questa giornata si conclude con un tramonto infuocato che ci accompagna durante il viaggio di rientro a El Nido.

Una forte tempesta tropicale, la prima del nuovo anno, transitante a sud di Palawan, porta pertrubazione anche nel nord dell'isola tant'è che il giorno successivo siamo costretti a rimanere in albergo a cagione della pioggia che cade senza sosta per tutto il giorno. Ciò contribuisce però a rendere meno dolorosa la nostra partenza dato che il giorno successivo dobbiamo lasciare questo posto ed iniziare il lungo viaggio di ritorno. Concordiamo quindi con l'autista del mini-van il nostro pick up e lasciamo El Nido per dirigersi nuovamente a Puerto Princesa dove giungiamo dopo circa sei ore di viaggio. Abbiamno ancora alcune ore di tempo per far un altro giro in città e terminare gli acquisti dei souvenir (soprattutto delle perle coltivate che, a Palawan, sono la specialità del luogo) dopodichè ci dirigiamo all'aeroporto ove un volo Airasia ci attende per far rientro a Manila.

Con il taxi raggiungiamo il nostro albergo e la mattina seguente ci dirigiamo verso l'aeroporto internazionale per far rotta verso Seoul, città nella quale, in considerazione dell'operativo aereo, trascorreremo ancora una notte. Il giorno successivo diamo un'ultimo sguardo a questo angolo di mondo prima di imbarcarci per far rientro in Italia.

GALLERIA VIDEO FOTOGRAFICA

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136 El Nido - Las Cabanas
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