(Dicembre 2002/Gennaio 2003)
"La vita è un viaggio, viaggiare è vivere due volte."
Omar Khayyam, 12^ sec.
Da Milano arriviamo a Il Cairo, cuore dell'Egitto da più di 1000 anni. Questo è il luogo in cui le grosse contraddizioni del paese sono più evidenti. E' nella capitale che s'incontrano il mondo medievale e quello contemporaneo, in una confusione di case di mattoni crudi e di moderni grattacieli, di automobili di lusso e di carretti tirati da asinelli. Il Cairo comprende, con i sobborghi, oltre 16 milioni di abitanti e si estende lungo le rive del Nilo valicandolo su quattro grandi ponti. Nel pomeriggio, dopo aver fatto il check-in in albergo, ci dirigiamo verso uno dei punti nevralgici della città: il grande bazar di Khan El Khalili, uno dei mercati più affascinanti del mondo. Anche senza fare acquisti, ma non è questo il nostro caso, non si può mancare una visita nell'intrico di vie e vicoli pieni di negozi e bancarelle, laboratori artigianali nascosti in cortili che sembrano perdersi all'infinito, il tutto in un indescrivibile insieme di odori, colori e voci che creano un'atmosfera unica. Per la sera riceviamo un invito da un amico che lavora presso l'ambasciata italiana, per cenare su una nave che effettua la navigazione serale sul Nilo. Durante la cena assistiamo a uno spettacolo di musiche popolari e di danze tipiche in cui si esibiscono anche ballerini dervisci. Il giorno successivo ci dirigiamo al Museo Egizio, il più importante del mondo per l'abbondanza e il valore dei suoi reperti. Qui possiamo finalmente vedere dal vivo, tra migliaia di altre magnificenze, il tesoro ritrovato nella tomba del faraone Tutankhamon. La visita al museo dura diverse ore e il tempo trascorso qui ci lascerà un ricordo indelebile di quello che è stato e di quello che ha rappresentato per la storia umana lo splendore di questo antico popolo. Nel pomeriggio visitiamo la zona della Cittadella che fu costruita nel 1176 D.C. dal famoso Saladino, e che è sede di tante belle moschee, tra cui la Moschea d'Alabastro di Mohammad Alì, la Moschea di El-Azhar con a fianco una antica Università dedicata allo studio dell'islam, e la Moschea Qalaun, che è sicuramente una delle preferite dagli abitanti del Cairo che la frequentano numerosi.
Il giorno dopo ci spingiamo qualche chilometro oltre il centro abitato del Cairo, verso il deserto, e ci troviamo immersi in un'atmosfera completamente diversa: a Giza, dove la mole maestosa delle tre piramidi di Khefren, Kheope e Micerino e la sagoma leonina della Sfinge dominano incontrastate. Le tre grandi tombe risalgono a circa il 2500 A.C. e la sfinge, blocco monolitico unico con corpo di leone e testa umana, riproduce le fattezze del faraone Khefren, di cui avrebbe dovuto vegliare la tomba. Queste costruzioni sono l'unica delle "sette meraviglie" del Mondo Antico ad essere sopravvissute fino ai giorni nostri. Trovarsi davanti questi grandiosi monumenti dell'antichità è veramente uno spettacolo emozionante, malgrado la folla di turisti che normalmente si accalca permanentemente nella zona.
Una escursione in giornata la effettuiamo a Memphis che si trova a circa 22 km a sud del Cairo. I pochi resti rimasti dell'antica capitale del regno egizio, si trovano presso il sito di Sakkara. Le abitazioni della gente comune, costruite in mattoni crudi, non hanno resistito al tempo, mentre le pietre di calcare e granito, con le quali erano costruiti i templi e i palazzi, sono state riutilizzate in epoche successive. Il periodo di maggiore splendore di Memphis è stato durante l'antico regno, quando era la residenza dei sovrani. La città cadde nell'oblio allorquando i conquistatori islamici spostarono la loro residenza sulla riva destra del Nilo ed utilizzarono le pietre dei ruderi dei palazzi di Memphis per costruire palazzi e moschee del Cairo. Nel corso dell'escursione visitiamo anche il museo di questa antica città. Nel museo è presente una bella sfinge in alabastro lunga 8 m. e alta 4 del peso di 80 tonnellate. Si fa risalire quest'opera alla XVIII o XIX dinastia e, originariamente, ornava l'ingresso sud del tempio di Ptah. In una struttura moderna è invece custodita una grande statua di Ramesse II ed anch'essa originariamente si trovava all'ingresso del tempio. Da non perdere poi la visita alla grande Necropoli di Sakkara che anticamente era il cimitero di Memphis. Il sito si estende per 7 Km. e qui sono presenti monumenti funerari di quasi tutte le epoche della storia egizia. La necropoli è stata saccheggiata ripetutamete nei millenni, ma i moderni scavi archeologici hanno portato alla luce reperti di grande importanza storica: tra i vari monumenti, quello più famoso e imponente è la Piramide a Gradoni di Djoser che rappresenta una delle più antiche testimonianze architettoniche della civiltà egizia. Questo maestoso monumento, visibile a grande distanza, era il monumento funerario del re Zoser della III dinastia. Fu costruito dal grande architetto Imhotep ed era il primo edificio in pietra di queste dimensioni eretto in Egitto.
Da il Cairo, data la relativa vicinanza, decidiamo di effettuare un'escursione giornaliera per andare a visitare Alessandria. Il potente Alessandro Magno, dopo aver conquistato la Grecia, venne in Egitto e scelse un piccolo villaggio di pescatori sulla costa del Mediterraneo per farne la capitale del suo impero. La città ha il suo fulcro in Midan Saad Zaghoul, la grande piazza che si estende fino al mare. Alessandria, nel periodo del suo massimo splendore, fu la depositaria della scienza, della filosofia e del sapere, con la sua immensa biblioteca di oltre 500.000 volumi, andata distrutta nel passato ed oggi riportata all'antico splendore culturale. Visitiamo poi il Museo Greco-Romano in cui si trovano reperti che risalgono al III secolo A.C., tra i quali una magnifica scultura in granito nero di Api, il toro sacro venerato dagli antichi Egizi, oltre a mummie, sarcofaghi, ceramiche, gioielli e arazzi antichi. Merita poi una visita l'anfiteatro romano, l'unico monumento di questo tipo edificato dai Romani in terra egiziana. Andiamo poi a visitare le Catacombe di Kom ash-Shuqqafa: con le tombe sistemate su tre piani, le numerose sale ed i corridoi, costituiscono il più vasto luogo di sepoltura romano esistente in Egitto. Costruite nel II secolo d.C., vennero in seguito ampliate per accogliere oltre 300 tombe e, tra le altre cose, una sala per i banchetti funerari. A sera inoltrata facciamo rientro a Il Cairo.
All'alba della mattina successiva raggiungiamo l'aeroporto della capitale e prendiamo un volo per Abu Simbel, luogo che reca le testimonianze delle straordinarie capacità architettoniche degli Egizi e dell'alta tecnologia dei giorni nostri. I due templi di Abu Simbel, sorgono a 280 km circa a sud di Aswan, ultimo baluardo della civiltà in Alto Egitto prima del confine con il Sudan. Minacciati di venire sommersi dopo la costruzione della grande diga sul Nilo, furono smontati in blocchi di 30 tonnellate e ricostruiti più in alto al di sopra del livello delle acque che hanno formato il grande lago Nasser, nel rispetto non solo dell'architettura originaria ma anche dell'orientamento dei templi l'uno con l'altro e di entrambi verso il sole. Il grande Tempio di Ramsete è affiancato da un altro più piccolo, detto il Tempio della dea Hator, dedicato alla sposa del faraone, Nefertari. Entrambe le costruzioni, scavate nella roccia, furono realizzate da Ramsete II e offrono una presenza quasi "invadente" del faraone: la sua effigie appare infatti sulle quattro colossali statue che troneggiano all'entrata del tempio principale e su altre quattro delle sei antistanti il tempio di Hator, oltre che in moltissime raffigurazioni all'interno.
Da Abu Simbel ci traferiamo con un pullman ad Aswan, la città più meridionale dell'Egitto che è stata per secoli la porta del paese verso l'Africa e un fiorente mercato proprio sul crocevia delle antiche strade carovaniere. I templi e i reperti archeologici di Aswan, non sono grandiosi e ben conservati come quelli che si vedono in altre parti del paese, ma la città merita senz'altro una visita anche per altre ragioni. In questo punto il Nilo, che qui si trova ormai nei pressi della famosa Diga di Aswan è di una bellezza straordinaria: osservare le feluche che scivolano sull'acqua mentre il sole tramonta tingendo il cielo ed il deserto con colori di fuoco, è una di quelle immagini che resteranno per sempre impresse nella nostra memoria. Un tempo, la ricchezza di Aswan dipendeva dall'abbondanza di granito rosso che serviva alla costruzione degli obelischi. A testimonianza di ciò, è oggi rimasto nel terreno l'enorme obelisco incompiuto che, rottosi durante le lavorazioni di taglio, fu qui abbandonato dagli scalpellini che in allora lo stavano forgiando.
Ad Awan, visiatiamo ancora il Tempio di Philae, dopodichè ci imbarchiamo su una motonave per compiere una crociera di quattro giorni sul Nilo. La nostra prima destinazione è Kom-Ombo, che si trova nella zona geologica dell'arenaria nubiana, in cui all'epoca d'oro dei Faraoni erano ubicate le cave che fornirono il materiale da costruzione per templi, edifici e monumenti. L'omonimo Tempio di Kom-Ombo sorge subito fuori dall'abitato, su un'altura in posizione scenografica, e si raggiunge in pochi minuti a piedi dal molo: si tratta di un esempio importante di architettura egizia in quanto l'edificio è dedicato a due divinità: Sobek, dio dalla testa di coccodrillo, e Haroeri, dio dalla testa di falco. Nonostante la pianta unitaria, il tempio è in realtà formato da due templi uno appaiato all'altro. Proprio perchè dedicato a due divinità, in questo tempio sono stati duplicati gli ingressi, le porte e le cappelle. Il lato destro è quello consacrato a Sobek, mentre quello sinistro ad Haroeri.
La nostra tappa successiva è Edfu, dove si trova lo splendido omonimo Tempio di Edfu, uno tra i meglio conservati di tutto l'Egitto. Quello che più impressiona di questo edificio, consacrato al dio-falco Horus e costruito tra il III e il I secolo A.C., è l'enormità delle dimensioni che si avverte già nel lungo tratto a piedi che costeggia le mura esterne. La facciata principale, sulla quale spiccano i rilievi delle imprese belliche di Tolomeo XII, è talmente ampia da rientrare a stento nell'inquadratura di un grandangolare. Ammirando i vari riquadri dei lunghi cicli interni di bassorilievi, risulta evidente una consuetudine che ci fa capire quale rete di intrighi, rivalità, odio, invidie e vendette dovette caratterizzare alcuni periodi della storia egizia: più di una volta il Faraone appena asceso al trono, impose di deturpare le raffigurazioni dei predecessori, in questo caso sfregiando a colpi di scalpello le gambe del defunto perchè non potesse accedere all'aldilà, gli occhi affinchè non ne trovasse la via e le mani per impedirgli di portare offerte alle divinità. Proseguendo la navigazione, arriviamo a Esna, all'altezza della quale si attraversa una delle più importanti chiuse che regolano il corso del Nilo.
Le prossime destinazioni sono Luxor e Karnak. Luxor sorge sul luogo dell'antica Tebe e grazie alla meraviglia dei suoi monumenti e al loro perfetto stato di conservazione, questa cittadina è una delle più importanti destinazioni turistiche dell'Egitto. Costruito in riva al Nilo, il Tempio di Luxor è uno dei più affascinanti monumenti dell'antico Egitto ed elegante esempio di architettura faraonica. Dedicato alla triade tebana di Amon, Mut e Khonsu, il tempio fu eretto da Amenhotep III, il cui lungo regno rappresentò l'apice del potere e del prestigio dell'antico Egitto. Al tempio di Luxor si arriva attraverso un viale costeggiato da sfingi, il Viale delle Sfingi, che anticamente collegava il Tempio di Luxor al Tempio di Karnak. Karnak è un sito altrettanto importante e testimonia la potenza dell'Egitto faraonico. Ampliato dalle dinastie che si susseguirono, il suo sviluppo è continuato per oltre 1500 anni ed è oggi una collezione di santuari, piloni e obelischi, un vero archivio storico in pietra a cielo aperto. Il complesso di Karnak comprende tre recinti sacri. Al centro, il recinto più grande, dedicato ad Amon e dominato dal Grande Tempio di Amon, il luogo di culto principale della triade tebana (Amon-Ra, Mut e Khonsu). A sud è situato il recinto di Mut, consorte di Amon, collegato al tempio maggiore da un viale di sfingi a testa di ariete, mentre a nord si estende il recinto di Montu, il dio-falco tebano. Da Luxor andiamo poi a visitare la famosa Valle dei Re, necropoli situata sulla riva occidentale del Nilo, e luogo di sepoltura dei Faraoni del Nuovo Regno. è qui possibile accedere all'interno di alcune tombe dove ancora si possono ammirare gli affreschi che anticamente le ornavano. Alcuni chilometri più a sud della Valle dei Re, troviamo invece la Valle delle Regine, luogo in cui vennero sepolte le mogli dei Faraoni del Nuovo Regno. L'escursione in questo luogo si chiude con la visita al suggestivo Tempio di Hatshepsut, unica donna faraone nella storia dell'Antico Egitto e ai Colossi di Memnone, due enormi statue di pietra del faraone Amenhotep III erette oltre 3400 anni fa.
Da Luxor prendiamo infine un volo per il Cairo e da qui un volo in coincidenza per l'Italia.
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