(Agosto 2012)
"Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in Primavera quel che si era visto in Estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva."
Josè Saramago
Con un volo diretto da Auckland partito la sera del venerdì, raggiungiamo Rarotonga, la più grande delle Isole Cook. Quando atterriamo è da poco trascorsa la mezzanotte ma dobbiamo sistemare i nostri orologi e riportare le lancette indietro di 24 ore. Abbiamo difatti attraversato in direzione ovest la linea internazionale del cambiamento di data per cui abbiamo guadagnato un giorno intero e per noi è appena iniziato nuovamente il venerdì.
Le Isole Cook sono costituite da 15 minuscole isolette disseminate al centro dell'oceano pacifico. Le palme da cocco gettano le loro ombre su spiagge incantevoli, lagune di un intenso blu brulicano di pesci tropicali, acque verdi e azzurre circondano i litorali mentre le onde dell'oceano si infrangono al di là della barriera corallina.
Dall'aeroporto raggiungiamo nel cuore della notte la nostra sistemazione situata sulla sabbiosa spiaggia di Muri beach. La mattina seguente, vista la splendida giornata, decidiamo di trascorrere l'intera giornata al mare: Muri beach con i suoi quattro motu (isolotti) proprio di fronte alla linea di costa, è la parte più suggestiva della laguna che circonda Rarotonga. Le acque turchesi sono ricche di pesci tropicali specialmente attorno ai motu e verso la linea della barriera corallina. All'interno della laguna è possibile praticare un ottimo snorkelling e del kayaking immersi in uno splendido ambiente di colori che varia dal cristallino, al verde ed all'azzurro dell'acqua, fino alle variopinte tonalità iridescenti dei pesci che popolano il basso fondale corallino. Non mancano quindi le occasioni per fotografare questo mosaico di tinte e scoprire sempre nuove ispirazioni con il salire e scendere della marea. La sera Muri beach offre poi un susseguirsi di ristorantini situati proprio sulla spiaggia che offrono prelibatezze della cucina polinesiana.
La mattina successiva noleggiamo uno scooter per effettuare un giro esplorativo dell'isola. Rarotonga ha una circonferenza di soli 32 chilometri e vanta una natura di straordinaria bellezza. Essa è interamente circondata dalla barriera corallina che racchiude una tranquilla laguna dalle sfumature zaffiro e dalle sabbie bianchissime. Oltre la barriera si infrangono invece le spumeggianti onde dell'oceano pacifico che creano un costante rumore di sottofondo simile ad un tuono in lontananza. I centri abitati dell'isola si concentrano pressochè lungo la costa alle cui spalle il terreno si innalza dapprima gradatamente in un susseguirsi di campi coltivati e palmenti, sino ad ergersi, nella parte centrale, in alte colline frastagliate ricoperte da fitta foresta. Queste vette incombenti dominano il paesaggio dell'isola da ogni parte le si guardi. Rarotonga vanta altresì un patrimonio storico ed artistico che va dagli antichi Marae (monumenti commemorativi) alle chiese in corallo in stile coloniale tra le meglio conservate del sud pacifico.
Iniziamo il nostro tour dirigendoci verso sud e qui incontriamo la Titikaveka Christian Church, una chiesa di matrice coloniale con annesso un piccolo cimitero. Pochi chilometri dopo, una deviazione verso l'interno porta alla base della Wigmore's waterfall, una piccola cascata che si getta in una fresca piscina naturale di acqua dolce. La costa meridionale dell'isola racchiude le migliori spiagge di Rarotonga tra cui Aro'a, Titikaveka e Tikioti ed in esse è altresì possibile effettuare del buon snorkelling data la ricchezza dei fondali corallini. Questo ci consente di alternare le visite agli edifici ed ai siti più rappresentativi di Rarotonga, con momenti in cui ci rilassiamo sotto il sole tropicale o ci dilettiamo a nuotare nelle calde acque cristalline. Proseguendo il periplo dell'isola incontriamo, risalendo lungo la costa occidentale, la Arorangi Christian Church, altra chiesa in stile coloniale con annesso il cimitero e, poco oltre, una deviazione verso l'interno conduce alla Hospital Hill una collina da cui è possibile avere una veduta panoramica di questa parte dell'isola. A pochi chilometri di distanza si trova poi il sito di Black rocks caratterizzato da enormi massi litoranei di pietra nera che fanno da contrappunto ad acque verdi/turchesi, sabbia bianca e palmeti color smeraldo. Secondo la tradizione isolana questo è da ritenersi il luogo da cui gli spiriti dei morti si imbarcavano per il loro viaggio verso l'adilà. Giungiamo così nella costa nord dell'isola su cui sorge Avarua, unico centro urbano degno di essere chiamato cittadina, anche se i suoi edifici più grandi a stento raggiungono i due piani. In verità qui vi sono poche attrattive e gli unici punti meritevoli di menzione sono il porto commerciale, il Punanga Nui Market e il National Museum che espone alcuni manufatti delle Isole Cook e del sud pacifico.
Da Avarua proseguiamo verso una strada leggermente interna che conduce all'Arai Te Tonga, il più importante sito marae dell'isola. Questa zona era un antico luogo di ritrovo ed oggi rimangono come unica testimonianza solo delle pietre allineate delimitanti un antico cortile reale all'aperto. Scendiamo lungo la costa orientale e qui incontriamo l'antica chiesa cristiana di Matavera. Prima di fare rientro a Muri beach giungiamo nei pressi dell'Avana Harbour: da qui nel XIV secolo la famosa waka oceanica si mise in viaggio per colonizzare la Nuova Zelanda. Nelle vicinanze sorge la pittoresca chiesa cristiana di Ngatangi'ia di fronte alla quale si trova un piccolo parco in cui si può notare un antico cerchio di canoe in pietra ed una targa che commemora le sette canoe che partirono per il viaggio in Nuova Zelanda. Facciamo dunque rientro nella nostra sistemazione (Vara's beach houses) e terminiamo la giornata andando a cenare in un vicino ristorante sulla spiaggia. Il giorno seguente è ancora dedicato al mare ed alle attività balneari: noleggiamo due kayak con i quali raggiungiamo in breve tempo i motu di fronte a Muri beach intorno ai quali nuotano pesci dai mille colori. Le tiepide acque della laguna consentono lunghe sessioni di snorkelling e la pressochè assenza di onde rende agevole l'utilizzo di windsurf, canoe, kayak e paddle-surf.
Una escursione giornaliera imperdibile è il Cross Island Track, un percorso di trekking che richiede 4/5 ore di marcia e che taglia l'isola da nord a sud. Lungo il cammino è possibile ammirare alcuni dei panorami più suggestivi dell'isola. Noleggiamo quindi nuovamente uno scooter e raggiungiamo il punto di partenza del trekking. Il sentiero attraversa dapprima una fitta vegetazione, sale dolcemente oltrepassando alcune radure e scende successivamente a valle guadando un piccolo torrente. Da qui il percorso si inerpica ripido correndo nel fitto della vegetazione sul crinale di una cresta e dopo circa un'ora di cammino si giunge in prossimità del Te Rau Manga (the needle) una parete rocciosa verticale che domina lo spettacolare paesaggio circostante. Da qui è possibile avere una veduta che spazia dalle creste dell'isola ricoperte da fitta vegetazione tropicale, alle spiagge del litorale occidentale orlate dalla barriera corallina. Da questo punto inizia poi una lunga discesa che porta verso la costa meridionale costeggiando dapprima il Papua river, zig-zagando poi in un bosco di felci, per terminare infine alla Wigmore's waterfall con le sue fresche acque trasparenti.
Con un volo interno ci trasferiamo da Rarotonga ad Aitutaki, isola che si estende attorno ad una delle lagune più spettacolari del sud pacifico. Le sfumature azzurre dell'acqua, le onde spumeggianti attorno al perimetro della barriera corallina, le ampie spiagge di sabbia bianca e le molte isolette deserte (motu), ne fanno un posto da sogno. Trascorriamo qui alcuni giorni dedicandoci alle attività balneari ed alle visite delle attrattive dell'isola. Affittiamo uno scooter e puntiamo verso Arutanga, unico agglomerato urbano di rilievo di Aitutaki. Il luogo è estremamente silenzioso e tranquillo e la zona più vivace ruota attorno al piccolo porticciolo nei cui pressi sorge anche il principale mercato alimentare. Unico edificio di rilievo è la Christian Church che venne eretta nel 1828 e che è la più antica chiesa delle Isole Cook: degne di nota sono le sue vetrate istoriate e gli eleganti rivestimenti in legno. Proseguiamo il giro dell'isola visitando due marae importanti per le loro grandi pietre: il Te Poaki o Rae e il Tokangarangi, in gran parte inghiottiti dalla giungla. Superati i piccoli villaggi di Tautu, Vaipae e Vaipeka raggiungiamo O'otu beach, una spiaggia posta sulla estrema punta orientale di Aitutaki. Sulla via del ritorno effettuiamo un breve trekking per raggiungere la cima del Maungapu, la vetta più elevata dell'isola (124 metri) che offre splendidi panorami dell'intero atollo e della laguna. La sera ceniamo in un locale tipico in cui si svolge una rappresentazione di danze tradizionali e di costumi delle Isole Cook.
Organizziamo per il giorno successivo una uscita in barca per la visita della laguna e del fondale oltre la barriera corallina. La laguna di Aitutaki, ricca di vita sottomarina e circondata da una quindicina di motu (isolotti) ricoperti di palme, è uno dei tesori del sud pacifico. Effettuiamo una prima sessione di snorkelling al di fuori della barriera ed oltre ad una straordinaria varietà di pesci, abbiamo anche l'occasione di avvistare e nuotare con tartarughe e razze. Altre sessioni le effettuiamo in diversi punti della laguna interna caratterizzati da una ottima visibilità che consente di apprezzare al meglio la vita sottomarina che anima questi fondali. Nel primo pomeriggio facciamo tappa sui motu disabitati di Maina e di Honeymoon su cui vivono una moltitudine di uccelli che qui nidificano e le cui acque sono ricche di giant clams (ostriche giganti) poste pochi metri sotto la superficie. Trascorriamo ancora alcuni giorni in pieno relax passeggiando lungo le splendide spiagge occidentali dell'isola, godendo degli spettacolari tramonti che regala questa costa ed effettuando altre numerose sessioni di snorkelling.
Con un volo della air-rarotonga facciamo infine rientro a Rarotonga e da qui proseguiamo per Auckland, da cui raggiungeremo le Isole Samoa (vedi altro resoconto di viaggio).
GALLERIA VIDEO FOTOGRAFICA