(Dicembre 2007/Gennaio 2008)
"Una volta che hai provato a volare, camminerai per sempre con gli occhi rivolti al cielo, perchè è lì che sei stato ed è lì che desidererai per sempre tornare."
Leonardo Da Vinci
Da Roma prendiamo un volo diretto per Pechino. Dopo aver raggiunto il nostro albergo nel centro della città, usciamo per la prima visita esplorativa di questa affascinante capitale. La prima meta è il Tempio del Cielo. Quest'esempio supremo di architettura Ming, è uno dei punti di riferimento di Pechino. Esso è situato in un vasto parco e qui l'imperatore officiava le cerimonie più importanti dell'anno. L'edificio principale di questo complesso è la Sala della Preghiera per le Buone Annate, realizzata nel 1420 e ricostruita nella metà del 1500. Il giorno successivo partiamo per andare a visitare le Tombe Imperiali, situate a nord est di Pechino. Al loro interno si possono ammirare alcune tra le più pregevoli sculture su pietra della capitale. Le Tombe Ming sono fra i siti archeologici più importanti di questa zona. Si accede ad esse tramite due portici oltre i quali si apre il Padiglione della Stele. Al di là di esso si estende la lunga Via degli Spiriti (o Via Sacra) ornata ai lati da statue raffiguranti animali e funzionari. Il terzo imperatore Ming, Yongle, si fece costruire la sua tomba proprio in questa valle e i successori seguirono il medesimo esempio, difatti 13 dei 16 imperatori della dinastia Ming riposano qui. Le tombe imperiali Ming sono tutte disposte secondo un rigido schema geomantico che segue le leggi del "feng shui". La sera rientriamo in città e passeggiamo per le vie del centro passando da una bancarella all'altra per assaggiare le più svariate specialità cinesi. Partiamo poi per un'escursione giornaliera che ci porta a visitare il monumento più celebre dell'intera Asia: la Grande Muraglia Cinese, costruita a partire dal III secolo A.C. per difendersi dalle invasioni dei Mongoli. Atto di coraggiosa follia, futile trovata o splendida realizzazione che dir si voglia, la Grande Muraglia suscita estrema meraviglia. Non si tratta di un semplice "muro", bensì di una articolazione di bastioni che si snodano dal mare, a est, fino ad arrivare, ad ovest, alla provincia del Gansu per una estensione totale di quasi 6430 km! Le parti visitabili sono state ricostruite e restaurate a beneficio dei visitatori. Da un punto di vista storico lo scopo di difesa a cui era deputata questa colossale opera fallì piuttosto clamorosamente in virtù del fatto che da un lato la tecnologia riuscì a trovare metodi per aggirare questa fortificazione e da un altro lato le ostili potenze occidentali e giapponesi scelsero di giungere in Cina attraverso il mare. Il giorno seguente lo dedichiamo invece interamente alla visita di Pechino partendo da Piazza Tien An Men, che in epoca imperiale era luogo di ritrovo e di riunioni. Oggi è il punto di riferimento della capitale. Qui si svolsero i disordini durante la rivoluzione culturale del 1966, qui si svolsero le manifestazioni studentesche del 1989 con il loro sanguinoso epilogo e qui è sepolto Mao Zedong il cui enorme ritratto sorveglia il mausoleo in cui sono tumulate le sue spoglie. Su questa piazza si affaccia il monolitico Parlamento Cinese ed al centro si erge il Monumento agli Eroi del Popolo. Proseguiamo la visita entrando nel Palazzo Imperiale, conosciuto anche come la Città Proibita, che con le sue leggendarie 9.999 sale rappresenta il massimo esempio di architettura classica cinese. Il complesso non è costituito da un unico imponente palazzo (come consuetudine in occidente), bensì da una serie di saloni e di edifici suddivisi da stradine e piazze. Poichè la Città Proibita era costruita principalmente in legno, fu oggetto di ripetute distruzioni nel corso dei secoli per finire con le distruzioni avvenute alla metà degli anni sessanta nel corso della rivoluzione culturale, allorquando fu salvata dall'intervendo del premier Zhou Enlai. Nel rispetto della tradizione architettonica cinese, gli edifici qui presenti non si sviluppano in altezza bensì in orizzontale, quasi come per esplorare il lato umano dell'uomo in contrasto con l'architettura di stampo occidentale nella quale gli edifici (soprattutto religiosi) si sono sviluppati in altezza come per sottolineare la piccolezza dell'uomo di fronte a Dio. Terminata la lunga visita della Città Proibita, affrontando i rigori dell'inverno cinese ed una temperatura mediamente intorno ai -5 gradi, ci rechiamo in una una casa da the dove ci riscaldiamo e assistiamo ad una rappresentazione sui rituali e sulle tecniche di preparazione di questa bevanda. Visitiamo poi il Palazzo d'Estate, una vasta residenza imperiale ricca di templi, padiglioni e sale situata nel vasto parco che circonda il lago Kunming. In epoche passate questo meraviglioso e stravagante complesso era la residenza estiva della famiglia imperiale. Molti degli edifici più notevoli del Palazzo d'Estate si affacciano proprio sul lago e tra questi meritano più di una foto il Ponte dalle 17 arcate e la famosa Barca di Marmo, una stravaganza splendidamente decorata simbolo del dispendioso declino della corte Manciù.
Dopo aver trascorso alcuni giorni a Pechino, ci trasferiamo in aeroporto per prendere un volo che ci condurrà a Xìan, città che fu capitale della Cina durante sei dinastie imperiali e le cui origini affondano le radici negli albori della civiltà cinese, allorquando questo luogo era già un fiorente centro commerciale che divenne poi punto di partenza della via della seta. L'impianto della vecchia città sopravvive oggi in molti esempi di architettura antica tra cui spiccano le imponenti mura lunghe 16 chilometri e spesse tra i 15 e i 18 mt. Ogni lato di esse presenta una porta orientata secondo i punti cardinali, nonchè una serie di torri di guardia ed oltre 6000 merli. Tra gli edifici di rilievo all'interno delle mura meritano senz'altro una speciale menzione la Torre del Tamburo, con le sue decorazioni islamiche e la Torre della Campana, una struttura lignea posta alla convergenza delle arterie principali della città. Nelle vicinanze di questi edifici veniamo attratti da aromi e da odori mediorientali che preannunciano l'arrivo dell'ora di cena. Ci fermiamo qui per la serata e scopriamo che le vie circostanti sono piene di ottimi ristoranti musulmani. Il giorno successivo, dopo una rapida visita alla Pagoda dell'Oca Selvatica, un edificio in mattoni appena fuori le mura, ci dirigiamo al Museo di storia dello Shaanxi, costruito secondo lo stile della dinastia Tang e ritenuto uno dei più importanti musei di tutta la Cina. Qui è possibile vedere da vicino alcuni guerrieri di terracotta dell'esercito di Xìan ed ammirare la bravura degli artisti che realizzarono queste statue. Il museo racchiude anche notevoli collezioni di ceramiche di varie dinastie e una impressionante raccolta di bronzi di diverse epoche che mostrano il livello avanzato delle lavorazioni raggiunto dai primi artigiani cinesi. Il giorno successivo ci dirigiamo al sito dove si trova l'Esercito dei Guerrieri di Terracotta, posto a guardia della Tomba dell'Imperatore Qin Shi Huang e composto da oltre 8.000 statue a grandezza naturale realizzate 2000 anni fa. Le centinaia e centinaia di soldati oggi riportati alla luce e restaurati, sono situate in tre fosse: tutti i guerrieri erano muniti di armi bronzee, lance, archi o balestre (attualmente rimosse e non più visibili). Le statue furono modellate in argilla gialla e pitturate dopo la cottura: ancora oggi è possibile intravedere su molti soldati i colori allora utilizzati. In serata prenotiamo una cena che prevede un interessante e suggestivo spettacolo in costume, Tang Dinner Show, che rievoca le tradizioni cinesi.
Terminata la visita di Xìan, prendiamo un volo che ci conduce verso sud e precisamente nella città di Guilin. Per secoli poeti, pittori ed esteti cinesi si sono serviti di Guilin come metro di paragone per ogni bellezza della natura. L'infinità dei rilievi calcarei che si erge sulla pianura, spesso avvolta dalla foschia, rende unico questo paesaggio. Tra questi picchi si snoda verde e calmo il Fiume Li, punteggiato da zattere di bambù condotte da pescatori dal copricapo in paglia che pescano con l'ausilio di cormorani. Dopo il check-in in albergo organizziamo subito una visita alle Grotte del Flauto di Bambù: qui, attraversando un percorso labirintico, si possono ammirare splendide concrezioni stalagmitiche e stalattitiche illuminate da vistosi colori. Ci inerpichiamo poi lungo le pendici della Collina Fubo da cui è possibile ammirare Guilin dall'alto e godere di una vista spettacolare del fiume che prosegue il suo corso verso sud perdendosi tra le colline. La sera facciamo un giro in battello sul lago che si trova al centro della città e poi passeggiamo per le vie del centro piene di bancarelle ricche di prodotti di artigianato. Il giorno successivo organizziamo una crociera di un paio di giorni sul Fiume Li per ammirare i pittoreschi paesaggi naturali di questa zona. La crociera sul fiume Li, rappresenta uno dei viaggi più famosi in Cina e si snoda attraverso boschetti di bambù, sonnacchiosi villaggi e picchi carsici. La fama di Guilin è difatti soprattutto legata al suo paesaggio carsico spesso decantato da pittori e poeti. La natura ha formato erte colline che si ergono quasi inaspettate, caverne e canali sotterranei. Il fiume Li, scorrendo dolcemente fra colline, prati verdi e rupi scoscese, costituisce un bellissimo scenario. Con il battello scendiamo lentamente le acque di questo fiume costeggiando formazioni rocciose dai nomi fantasiosi attribuiti loro da pittori e poeti: tra questi vi sono la "Collina dalla Testa di Drago", la "Cima dei Pipistrelli", la "Collina del Dipinto dei Nove Cavalli", la "Collina della Proboscide dell'Elefante" e così via. Lungo il fiume si incontrano spesso i pescatori che con i loro cormorani pescano enormi quantità di pesce e altre genti di queste valli intente in attività agricole vecchie di secoli.
Terminata la crociera rientriamo a Guilin e da qui prendiamo un volo per Shanghai, città di divisioni di classe, di ricchezze spettacolari, di corruzione, di ricercatezza e snobismo. Il pomeriggio lo dedichiamo al Museo di Shanghai che vale davvero la pena di essere visitato con cura. Il museo raccoglie una magnifica collezione di arte ed antichità cinesi: millenni di storia sono qui ottimamente spiegati nelle singole gallerie piene di bronzi, sculture, calligrafie, dipinti, sigilli, giade, ceramiche ed arredi Ming e Qing. I tre piani sapientemente illuminati su cui si sviluppa la struttura, fanno sembrare questo museo lontanissimo da quelle atmosfere austere e sonnolente dei musei socialisti di un tempo. La sera girovaghiamo nella zona lungo fiume e ceniamo in un tipico ristorante cinese che serve la nota "anatra laccata". Il giorno successivo lo impegnamo con un più ampio tour della città partendo dalla lunga via denominata Nanjing Donglu in cui si può avere un assaggio della frenesia consumistica di Shanghai. Questa arteria giunge fino al cosiddetto Bund, una distesa elegante di palazzi europei e di alberghi storici che costeggia l'ansa del fiume Huangpu e che, con i suoi edifici coloniali, rievoca perfettamente l'atmosfera della vecchia Shanghai. Tra queste costruzioni spiccano il Consolato Russo, il Palazzo del Commercio Estero, l'edificio delle Banca della Cina, l'elegante Peace Hotel, gli Uffici delle Dogane ed altri palazzi destinati a sede di banche. Di fronte al Bund, sull'altra riva del fiume, sorge il quartiere Pudong, l'orgoglio della Cina nei confronti del mondo. Questa zona, in cui è situato il quartiere finanziario della città, è un susseguirsi di grattacieli, alberghi di lusso e istituzioni finanziarie. Qui gli edifici più rappresentativi sono il cristallino grattacielo Jinmao Dasha alto 420 mt (che ospita il Gran Hyatt Shanghai, al momento l'albergo più elevato al mondo) e la Torre della Perla d'Oriente, un bizzarro grattacielo che sembra un monumento all'era atomica degli anni '50. Proseguiamo poi il tour della città con la visita al famoso Tempio del Buddha di Giada, al cui interno vivono una settantina di monaci intenti nei loro rituali. Il tempio deve il suo nome ad una statua del Buddha alta quasi due metri realizzata in giada bianca e tempestata di pietre preziose. Dalle pareti del tempio pendono poi 7000 sutra buddisti, mentre al piano inferiore si trova una sala che ospita un Buddha coricato intento a trattenere l'ultimo discorso ai discepoli prima di accedere al Nirvana. Nel retro dell'edificio si trova invece un piccolo cortile ornato di piante. Nel pomeriggio ci dirigiamo verso la Old Town (città vecchia) eco della Shanghai storica. Qui sono rimasti molti vecchi edifici tra cui il labirintico Giardino di Yu (Yuyuan), il bazaar e un'affascinante congerie di negozietti. I giardini di Yu, più volte distrutti e ricostruiti, sono attualmente formati da ambienti interni ed esterni attraversati da sentieri che si snodano tra rocce, grotte e specchi d'acqua ricchi di pesci rossi. Nel vicino Yuyuan Baazar si può trovare di tutto: anticaglie, pezzi di vero e proprio antiquariato, imitazioni, manifesti d'epoca e le più disparate chincaglierie. Trascorriamo qui un pò di tempo curiosando qua e là ed acquistando alcuni souvenir. Nel mezzo della città vecchia si trova un'isoletta al cui centro vi è una famosa Casa da The a cui si accede attaverso un ponte a zig-zag, struttura pittoresca che ha anche la funzione "feng shui" di deviare gli spiriti che procedono invece solo in linea retta. La sera, l'ultima che passiamo in Cina, prenotiamo lo spettacolo acrobatico del Circo di Shanghai, nel corso del quale gli artisti si esibiscono in spettacolari numeri di equilibrismo.
Il giorno successivo ci dirigiamo all'aeroporto da dove ci imbarchiamo sul volo che ci riporterà a casa.
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