(Agosto 2009)
"Le nostre valigie erano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo molta strada da fare. Ma non importava, la strada è la vita."
Jack Kerouac - On the Road
Con un volo da Saigon arriviamo a Siem Reap, capitale della omonima provincia nella Cambogia nord-occidentale. Questa città ha notevole importanza come luogo di sosta per i turisti in visita ai templi di Angkor e Roluos. E' un fiorente centro turistico con un nuovo aeroporto e con parecchi alberghi e ristoranti. Prendiamo contatto con un taxista con il quale concordiamo un tour di alcuni giorni comprendente la visita del complesso dei templi e la visita al lago Tonle Sap con i suoi villaggi sull'acqua. Nel pomeriggio visitiamo il mercato Psar Chaa, nei pressi del quartiere francese, luogo ideale per fare acquisti di prodotti d'artigianato.
Il giorno seguente, dopo aver comprato il "pass" per la durata di tre giorni, iniziamo la visita dei templi: prima destinazione è la famosa Angkor Wat (letteralmente: città che è un tempio) che è il singolo monumento religioso più grande del mondo. Costruita nel XII secolo, è costituita da un tempio centrale a cinque torri a forma di germoglio di loto che rappresenta il monte Meru, mitica residenza degli dei. Le pareti esterne rappresentano i confini del mondo conosciuto e il fossato intorno rappresenta l'oceano cosmico. Notevoli le complesse sculture che ornano le pareti tra cui spiccano un bassorilievo lungo 600 metri e 2000 incisioni "apsara" (le danzatrici celesti).
Terminata la lunga visita di Angkor Wat ci dirigiamo al Phnom Bakheng, un complesso di templi posto su una collina alta circa 70 metri che si erge dalla pianura circostante. Raggiungiamo la sommità a dorso di un elefante e qui visitiamo i cinque santuari che compongono questo complesso che in passato era circandato da 109 torri oggi quasi del tutto perdute. Ancora ben visibili invece le statue dei leoni che affiancano ogni terrazza, i pilastri decorativi e la statue di apsara e makara (mitiche creature marine).
Da qui ci spostiamo verso Angkor Tom, antica città Kmer fondata nel XII secolo. Questo sito è notevole per dimensioni ed è caratterizzato da un muro di cinta alto 8 metri e lungo 12 km circondato da un largo fossato. Gli accessi alla città sono costituiti da cinque porte tutte dominate da quattro giganteschi volti di pietra. All'interno del complesso vi sono moltissime rovine tra cui spicca, al centro, il complesso del magnifico tempio del Bayon con i suoi enormi volti enigmatici scolpiti nella pietra. Gli altri complessi di rilievo del sito sono: il Baphuon, ritenuto uno dei templi più grandiosi di Angkor; il Phimeanakas, un palazzo-tempio a forma piramidale su base rettangolare; la Terrazza degli Elefanti, struttura lunga 300 metri che veniva utilizzata in genere per assistere alle parate e decorata con statue di elefanti in arenaria a grandezza quasi naturale. Rientrati a Siem Reap al termine di questa prima giornata di visita, prenotiamo una cena a cui fa seguito uno spettacolo di danze e musiche tipiche cambogiane.
Il giorno successivo il nostro tour prosegue con la visita del Preah Khan, un complesso di templi che fu monastero ed università religiosa. Si accede al santuario centrale attraverso quattro porte geograficamente orientate. Una delle strutture principali è la sala dei danzatori con raffinati bassorilievi di apsara alle pareti. Grandi alberi circondano i templi del sito e li ricoprono con radici che sembrano quasi strisciare tra i blocchi di pietra. Da qui ci spostiamo al Preah Neak Pean, uno dei templi più insoliti di Angkor che sorge intorno ad uno stagno. Un'isoletta rotonda al centro ospita un santuario la cui base è ornata da sculture di serpenti intrecciati. Proseguiamo poi la visita con il Ta Prohm, senz'altro il tempio più evocativo e misterioso di Angkor (tra l'altro location del noto film Tomb Raider). Qui le costruzioni e gli edifici del complesso sono soffocati dalle radici di giganteschi alberi di baniano che si insinuano nelle spaccature dei muri come enormi spire. Questo sito nel periodo di massimo splendore possedeva oltre 3000 villaggi. Lasciata la magica atmosfera del Ta Prohm, ci spostiamo al Prasat Kravan, consacrato a Vishnu e composto da cinque torri in mattoni. Gli splendidi bassorilievi qui presenti raffigurano Vishnu, la sua consorte Lakshmi, il suo destriero, l'aquila Garuda e il serpente Naga. Ci dirigiamo poi a 30 chilometri da Siem Reap per andare a visitare un altro sito di grande interesse: il Banteay Srei, fondato nel X secolo da sacerdoti indù. La struttura, in arenaria rosa, è di forma rettangolare ed è chiusa da tre pareti mentre sul quarto lato si trova un fossato. Il santuario centrale è dedicato a Shiva, il dio della distruzione, e gli architravi raffigurano scene del Ramayana il grande poema epico indù. Troviamo poi splendide raffigurazioni scultoree di Parvati (consorte di Shiva), del re-scimmia Hanuman, di Krishna e del re-demone Ravana. Al calare della sera rientriamo a Siem reap osservando gli ultimi raggi del sole che illuminano le rovine di questo sito unico al mondo.
La mattina dopo il nostro tour prosegue con i templi costituenti il cosiddetto Gruppo Roluos, ad una quindicina di chilometri da Siem Reap. Qui, tra gli altri complessi minori, visitiamo il Lolei, che si erge su un monticello nel mezzo di un piccolo bacino e che è costituito da una doppia piattaforma, cinta da spesse mura in laterite, che funge da base per le quattro torri centrali. A sud di questo tempio si erge imponente il Preah Ko, il cui santuario principale comprende sei torri in mattoni poggiate su una piattaforma di laterite. A breve distanza si trovano poi tre statue in buone condizioni del toro sacro Nandi. Oltre il Preah Ko, sorge il possente Bakong, il monumento più grande del Gruppo Roluos. Al centro del complesso si trova un tumulo che rappresenta il monte Meru. Alla sommità sorge il santuario centrale con quattro livelli ed una torre. Il monte è a sua volta circondato da otto torri in mattoni abbellite da decorazioni in arenaria. Il resto della giornata lo dedichiamo a visitare ancora qualche complesso di templi che incontriamo lungo la strada tra cui spicca l'East Mebon, il Pre Rup, il To Som e il Banteay Kdei.
Il giorno seguente con un breve tragitto prima in macchina e poi in motorino, raggiungiamo le rive del lago Tonle Sap, il più grande lago di acqua dolce dell'Asia sud-orientale ed una importantissima riserva della biosfera. Qui è possibile documentare la vita sul lago, la vita nei villaggi galleggianti e la vita selvatica che gravita intorno. Contrattiamo quindi con un barcaiolo un giro di una giornata che ci porta a toccare i punti più interessanti della zona. Navighiamo dunque lungo i canali di accesso al lago incrociando altre imbacazioni, spinte a remi o a motore, che trasportano persone, animali, ceste per la pesca ed altri prodotti. Giungiamo poi presso alcuni villaggi eretti in gran parte su palafitte ove scendiamo per osservare più da vicino la vita di questi abitanti. Non manca certo occasione per scattare suggestive foto che ritraggono uomini intenti a riparare le barche, donne impegnate a cucinare, bambini che giocano tra loro ed altre scene di vita quotidiana. Dopo aver visitato alcuni di questi villaggi ed aver condiviso uno dei piatti più prelibati di questa zona (il topo di lago arrosto), rientriamo al punto di imbarco passando attraverso una foresta di mangrovie.
Trascorsa l'ultima notte gustando ancora una volta la cucina tipica cambogiana, il giorno dopo ci rechiamo all'aeroporto di Siem Reap da dove partiamo con direzione Hanoi (vedi resoconto di viaggio: Vietnam).
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