BAHRAIN
(Marzo 2019)

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"Al primo viaggio si scopre, al secondo ci si arricchisce"
                                     (Proverbio Tuareg)
ITINERARIO DEL VIAGGIO

Patria dell'antica civiltà Dilmun e, nel secolo scorso, fulcro del commercio delle perle nella zona del Golfo Persico, il Bahrain non solo vanta un passato ricco di storia millenaria, ma gioca anche un ruolo sempre più importante nella scena contemporanea. Oggi il paese ospita una gara del campionato mondiale di Formula 1, offre un panorama artistico sempre più interessante, è sede di sempre nuovi cantieri edili che contribuiscono all'arricchimento del suo skyline, possiede raffinati ristoranti che soddisfano i palati di ogni bongustaio e può vantare tutti gli elementi caratteristici del moderno stile di vita degli arabi più abbienti. Pochi giorni sono sufficienti per visitare l'intera isola e per acquisire una buona conoscenza del paese, delle sue attrattive e delle sue tradizioni.

Il volo della Turkish Airline atterra all'aeroporto internazionale del Bahrain alle prime ore del mattino. Ritirata la macchina presa a noleggio inizia la visita di Manama, capitale di questo stato della penisola arabica. Manama non può certo competere con lo sfarzo e lo smaccato commercialismo di Doha o di Dubai, ma forse proprio in questo risiede il suo fascino. Sebbene anche qui non manchino i grandi centri commerciali con le griffe più blasonate, gli avveniristici grattacieli residenziali e gli indaffarati quartieri finanziari in cui hanno sede compagnie petrolifere, assicurazioni e banche, esiste un volto della città in cui si respira ancora l'atmosfera dei tempi passati, allorquando la pesca delle perle era la principale fonte di ricchezza del paese. I cantieri dei dhow (tipiche imbarcazioni in legno) in cui si perpetua immutata da secoli l'arte della costruzione delle barche e le case tradizionali del quartiere di Muharraq consentono al visitatore di assaporare un aspetto tradizionale che ha subito un radicale mutamento a partire dai primi anni '30 dello scorso secolo, ossia da quando è iniziata l'era del petrolio che nel giro di pochi decenni ha stravolto l'aspetto della nazione. Se poi si considera che a Manama è possibile anche ritrovare una dinamica vita artistica ed una ampia selezione di eccellenti ristoranti è facile comprendere come la capitale abbia da offrire molto più di quanto possa apparire a prima vista.

Grazie anche alle dimensioni non particolarmente estese del centro cittadino e complice il fatto che le principali attrazioni turistiche si trovano a non grande distanza le une dalle altre, la visita della capitale risulta particolarmente agevole. Naturalmente l'avere un'auto a propria disposizione consente una gran libertà negli spostamenti e grazie alla efficiente rete stradale cittadina il muoversi da una zona all'altra è piuttosto semplice. Tra i vari siti di interesse vi sono due edifici che fungono da punti di riferimento: il primo è il World Trade Center, costituito da due alti edifici prospicienti, di forma pressochè piramidale, connessi tra loro da ponti di collegamento su cui sono installati 3 generatori eolici a pale; il secondo sono le torri gemelle del Financial Harbour con la loro sinuosa forma ondulata che degrada dolcemente. Questi due complessi sono diventati il simbolo del boom economico del Bahrain e sono particolarmente suggestivi di notte allorquando vengono illuminati da giochi di luce. Alla base del complesso del WTC si trova il Moda Mall, un elegante centro commerciale che ospita i lussuosi negozi delle più prestigiose griffe mondiali della moda. Pochi passi consentono di passare dalla modernità dei grattacieli alla tradizione dei tipici mercati arabi. Non distante dal quartiere finanziario si trova infatti la Bab Al Bahrain, la porta di accesso al souq di Manama. Costruita dagli inglesi nel 1945 e rimaneggiata nel 1986 per conferirle un aspetto più "islamico", questo portale era in passato l'estremità del molo doganale. Oggi si trova a parecchie centinaia di metri dal litorale e ciò consente di capire quanta terra sia stata artificialmente sottratta al mare negli ultimi decenni. Le strette vie che si incrociano al di là della porta, sono la sede di una infinità di negozietti e bancarelle che costituiscono il souq principale della città, con i suoi quartieri brulicanti di gente dedicati alle spezie, alle stoffe, ai profumi, all'oro, al mercato ortofrutticolo e all'elettronica. Questo è il posto migliore dove girovagare un paio di ore per cercare qualche buona occasione di acquisto. A ridosso della Bab Al Barain, lungo la trafficata ed elegante Government Ave, si trova la Friday Mosque, una piccola moschea caratterizzata da un elaborato minareto. L'edificio, non visitabile per i non musulmani, si riflette nelle vetrate del vicino Batelco Commercial Centre offrendo una suggestiva sintesi della vecchia e nuova Manama.

Approfittando del venerdì e del fatto che essendo giorno di festa il traffico cittadino è meno intenso, ci dirigiamo verso ovest lasciando il centro e puntando verso la King Fahd Causeway, l'imponente autostrada rialzata lunga 26 km che, attraversando un tratto di mare poco profondo, collega il Bahrain con l'Arabia Saudita. Costituita da una serie di ponti a schiena d'asino e da lunghi tratti pianeggiati che solcano le basse acque del Golfo Persico, questa colossale opera ingegneristica terminata nel 1986 merita una visita anche soltanto per ammirarne la grandiosità. Circa a metà strada tra l'Arabia Saudita ed il Bahrain si trova una piccola isola su cui vi è la dogana ed il posto di frontiera tra gli stati. Due torri ancora in fase di completamento consentono di salire per ammirare dall'alto il panorama ed apprezzare ancor di più la straordinarietà di questa opera costata oltre un miliardo di dollari. Rientrando verso la città, con due brevi deviazioni si possono raggiungere altrettanti siti che meritano una visita e che incarnano due aspetti per così dire storici del Bahrain. Il primo è rappresentato dal verdeggiante e tranquillo sobborgo di Al Jasra che vanta alcuni centri di artigianato e quartieri caratterizzati da piantagioni di palme e ville residenziali. Tra queste, degna di nota è la Al Jasra House, una dimora storica ristrutturata e riportata allo splendore di un tempo. Risalente ai primi anni del XX secolo, è stata realizzata secondo lo stile tradizionale con pietra corallina e tronchi di palma. Il sito è accessibile ai turisti e consente di visitare le stanze, ancora arredate con mobili d'epoca, che si ergono tutto intorno alla corte centrale. A qualche chilometro di distanza, ai margini del centro abitato, si trova invece il quartiere di Saar in cui gli scavi effettuati hanno riportato alla luce una serie di camere sepolcrali del periodo Dilmun (3200-330 a.C.). Queste non sono altro che alcune delle oltre 85.000 sepolture che si trovano disseminate su tutto il territorio del Bahrain e sebbene oggi siano poco più che dei tumuli di pietra, privi ormai di qualsivoglia manufatto in quanto da tempo remoto già saccheggiato, rappresentano una importantissima testimonianza storica degli antichi abitanti dell'isola.

Una attrattiva del Bahrain per i bongustai è rappresentata dal tradizionale brunch del venerdì che inizia verso le 12:30 e dura circa tre ore prevedendo anche intrattenimenti danzanti o musicali. Il brunch solitamente comprende un ricchissimo buffet con piatti cucinati sul momento. Approssimandosi l'ora del pranzo, è una occasione irrinunciabile prender parte ad uno di questi eventi. La scelta ricade sul brunch del ristorante/lounge bar "Bushido", che ha sede in un edificio in stile giapponese circondato da un laghetto e che all'interno ospita una ricca collezione di costumi ed armature samurai. Il buffet è un tripudio di piatti principlamente ispirati alla cucina orientale in generale e giapponese in particolare, con sushi e sashimi vari a volontà e con piatti che vengono cucinati su caratteristici fornelli a vista o sulle piastre teppan-yaki.

Terminato il brunch ed imboccata la King Faisal Hwy, autostrada cittadina a più corsie che taglia orizzontalmente Manama, ci trasferiamo da ovest verso est fino a raggiungere l'attrattiva culturale più importante dello stato: il Bahrain National Museum, affacciato su una delle baie che circondano la città. Il museo rappresenta una degna introduzione alla storia della nazione e tra le sue collezioni, esposte all'interno di un edificio post moderno eretto al bordo del mare, spiccano i reperti archeologici millenari provenienti dall'antica Dilmun. Di non minor suggestione sono le realistiche riproduzioni dei souq tradizionali che si possono ammirare nella sezione Traditional Trades & Crafts. Altre sezioni degne di nota sono la Hall of Graves (in cui vi sono accurate ricostruzioni dell'evoluzione delle sepolture tipiche dell'epoca Dilmun) e la Customs and Traditions (in cui si possono apprezzare i vestiti e gli usi tradizionali delle popolazioni arabe più o meno antiche). Adiacente al museo si erge lo straordinario edificio in cui ha sede il Bahrain National Theatre che con la sua superficie di quasi 12.000 mq è il terzo teatro più grande del medio oriente. La struttura si apprezza particolarmente se vista da vicino poichè sembra letteralmente galleggiare sull'acqua. Le strutture intrecciate di alluminio delle sue coperture si ispirano ai tetti delle case tradizionali, mentre le pareti interne ricurve evocano i dhow che prendevano il mare nell'antico Bahrain. A poca distanza da questi edifici si trova la passeggiata di Coral Bay, una corniche che offre diversi punti piacevoli dove godersi il mare e che è sede di diversi intrattenimenti ludici tra cui escursioni in barca, noleggio di imbarcazioni varie, moto d'acqua od immersioni con bombole. Al di là dell'autostrada che taglia verticalmente questo quartiere, si trova invece il pregevole edificio denominato Beit Al Quran che ospita una straordinaria collezione di Corani (anche in miniatura), di manoscritti e di incisioni in legno. Le mostre interne costituiscono una ottima introduzion all'islam in generale ed all'arte calligrafica in particolare. A qualche chilometro di distanza si erge invece l'edificio religioso più grandioso ed importante della città: la Al Fatih Mosque. Eretta su terre strappate al mare agli inizi del 1980, è la più grande moschea del paese ed è in grado di accogliere fino a 7000 fedeli. Costruita con materiali di pregio che vanno dal marmo italiano, ai vetri dei lampadari provenienti dall'Austria e al teak indiano per gli arredi interni, la moschea vanta pregevoli decorazioni ed un raffinato cortile porticato. Le preparate guide multilingue, introducono gli avventori ad una visita del complesso fornendo dettagli sull'edificio e sui principi della religione islamica. Il vicino Centro di Studi Islamici ha sede in un elegante edificio che si trova proprio alle spalle della moschea. La giornata termina con una passeggiata nel souq alla ricerca di qualche souvenir e delle migliori fragranze profumate proposte dal negozio "kingdom of perfumes" che rappresenta nei paesi arabi una vera e propria istituzione in questo campo.

Il giorno seguente viene dedicato alla visita dei dintorni di Manama e dell'isola di Bahrain. Primo sito oggetto di interesse è il Bahrain Fort Complex situato ad una quindicina di minuti dal centro della capitale. Il forte è stato eretto su un antico tell (collina formatasi nel corso dei secoli dall'accumulo di detriti urbani) che domina la costa settentrionale del Bahrain ed è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Venne costruito dai portoghesi nel XVI secolo (su un insediamento risalente al 2800 a.C.) come parte di una linea di difesa lungo il Golfo Persico. Delimitato da un fossato che lo circonda interamente, l'interno presenta una serie di cortili, stanze, camminamenti e torri di guardia agevolmente accessibili. Il sito è particolarmente suggestivo di notte allorquando viene illuminato da una miriade di faretti e gli scavi sembrano raccontare una storia millenaria a cui oggi fanno da contraltare i profili dei moderni grattacieli di Manama che si scorgono all'orizzonte a poca distanza. Nei pressi del forte si trova il Fort Museum che racconta la storia del forte e che espone reperti risalenti al periodo Dilmun con quasi 5000 anni di storia. Allontanandosi da Manama e procedendo verso sud si incontra la cittadina di A'Ali famosa per i suoi tumuli funerari che la circondano e per le botteghe di produzione delle tipiche ceramiche. Gli A 'Ali burial mounds sono l'attrattiva principale e consistono in una innumerevole serie di tumuli funerari di cui i più grandi, alti fino a 15 mt e con un diametro di 45, sono chiamati "royal tombs". Oggi ci vuole comunque un po' di immaginazione per raffigurarsi come fossero in passato queste tombe, giacchè il tempo ed i saccheggi sono stati impietosi e spesso hanno reso i tumuli poco più che dei disordinati ammassi di pietre sparsi nella campagna. Preseguendo verso sud-ovest e percorrendo una decina di chilometri, si raggiunge la cittadina di Riffa, insediamento urbano semi-collinare in cui si trova il Riffa fort. Situato sull'unica altura che domina questa zona predesertica, il forte fu eretto agli inizi del XIX secolo ed è stato sottoposto ad un completo restauro nel 1983 in conseguenza del quale è divenuto visitabile dai turisti. Sebbene le sue sale interne siano sostanzialmente vuote, la visita consente comunque di avere una sufficiente percezione di quella che era la vita che si svolgeva dentro le sue mura. Nelle immediate vicinanze, ospitato in un elegante edificio simile ad una fortezza, si trova un interessante museo militare.

Proseguendo verso l'interno dell'isola ci si addentra in un territorio piatto e sostanzialmente desertico, quasi surreale, segnato solo dalla presenza degli oleodotti e dei gasdotti che correndo a fianco delle piste sterrate raggiungono i pozzi di trivellazione sparsi qua e là. L'orizzonte è difatti costellato di pompe petrolifere che con il loro costante lento movimento rotatorio sembrano degli scheletrici mulini a vento. Le condotte in acciaio, sulle quali ogni tanto si intravede qualche manovale addetto alla manutenzione, si diramano lungo il deserto e raggiungono le raffinerie disseminate sul territorio che con le loro alte ciminiere da cui fuoriescono costantemente enormi fiammate, ammorbano l'aria di un acre odore di gas e di idrocarburi. Nel mezzo di questo desolato paesaggio che non è azzardato definire spettrale, si trova un sito molto noto in Bahrain che durante i giorni festa è meta di una moltitudine di locali: il Tree of life, l'albero della vita. Si tratta di un gigantesco e solitario esemplare della famiglia delle acacie famoso non tanto perchè riesce a sopravvivere nell'arido deserto, quanto per la sua estrema longevità. Nessuno sa effettivamente che cosa sostenga questo enorme viluppo di rami spinosi, ma è probabile che le sue profonde radici attingano da una sorgente d'acqua posta nel sottosuolo. Continuando a percorrere le piste di questa zona, zigzagando tra gli oleodotti onnipresenti, si raggiunge l'Oil Museum, costruito nel 1992 per celebrare il sessantesimo anno dalla scoperta del petrolio in Bahrain. Questo museo ha sede in un edificio di pietra bianca in netto contrasto con l'ambiente circostante. Situato nei pressi del Jebel ad-Dukhan che con i suoi modesti 134 mt. rappresenta il rilevo più alto dello stato, il museo segna il punto dove nel 1932 venne per la prima volta estratto il petrolio nella penisola arabica. Si trovano esposte al suo interno fotografie e materiale illustrativo dell'industria petrolifera, nonchè alcune parti meccaniche di trivelle utilizzate per le escavazioni. A pochi metri di distanza si può vedere il sito dove fu fisicamente scavato il primo pozzo di petrolio nei pressi del quale rimane oggi come testimonianza l'originaria condotta di estrazione.

Proseguendo il viaggio nell'interno dell'isola, percorsa un'altra quindicina di chilometri, si raggiunge la località di Sakhir che ospita il Barhain International Circuit, il circuito di Formula 1 del Baharain in cui si disputa una tappa del relativo campionato mondiale. La caratteristica Al Sakhir Tower si staglia come un faro sul deserto che circonda la pista e catalizza un gran numero di appassionati che qui vengono per assistere alle consuete gare che si tengono. Con pochi euro, oltre ad accedere all'interno del circuito, alle tribune ed alle gradinate, riusciamo anche a vedere una corsa di Porsche appositamente preparate per la competizione. Non molto distante si trova la località di Al Areen che un tempo era poco più che un deserto vero e proprio con qualche animale al pascolo allo stato brado. Negli ultimi anni quest'area si è però trasformata in una importante meta turistica grazie alla creazione di un lussuoso resort, di una spa e di una riserva naturale che attira folle di persone e innumerevoli famiglie con bambini: la Al Areen Wildlife Park & Reserve. Questo parco (ma forse è più indicato chiamarlo semplicemente zoo) si estende su una superficie di oltre 10 kmq ed ospita specie endemiche del medio oriente e del nord africa. Non mancano anche dei recinti in cui si possono ammirare i grandi felini africani e delle voliere che offrono accoglienza ad oltre 80 specie di uccelli. L'attrattiva forse più interessante di questa riserva, sono i branchi di orici dalle magnifiche corna che in passato fecero scambiare questi animali per degli unicorni e che in tempi più recenti li hanno resi degni di essere scelti come simbolo del paese. Al Areen si trova a pochi chilometri dalla costa e da qui è breve il tratto per raggiungere la Al Jazayer beach, una spiaggia che offre un po' di ombra sotto le sue palme e che consente anche di fare balneazione. In verità la zona è oggi un vasto cantiere a cielo aperto in cui grandi escavatori stanno rimodellando la costa in preparazione del futuro centro balneare che qui sorgerà tra qualche anno. Fervono infatti negli enormi cantieri edili i lavori per la costruzione di alberghi, centri benessere, abitazioni di villeggiatura ed infrastrutture che attireranno per le vacanze molti abitanti non solo del Bahrain ma della penisola in genere. In serata si rientra a Manama giusto in tempo per una cena al 28° piano dell'albergo che offre una sala ristorante con vista mozzafiato sulla città. Qui vi è anche un noto lounge bar che attira nei fine settimana molti avventori provenienti dall'Arabia Saudita che vengono qui per poter consumare alcolici (strettamente vietati nel loro paese) ed per intrattenersi in animate conversazioni e fumate di shisha.

La mattina seguente viene dedicata alla visita dell'isola di Muharraq. Pur trovandosi subito dopo le strade rialzate ed i ponti che conducono al centro di Manama, l'omonimo quartiere di Muharraq sembra appartenere ad un altro paese. Belle case d'epoca, alcuni forti più o meno in rovina ed un litorale costellato di dhow e di nasse per la pesca delle aragoste, rendono questo luogo suggestivo per una visita di mezza giornata. Tra le principali attrattive di un percorso a piedi che può essere coperto in un paio di ore, si annoverano la beit Seyadi, una casa tradizionale del periodo antecedente alla scoperta del petrolio che era di proprietà di un mercante di perle. L'edificio vanta una bella facciata, ornata da stelle e mezzelune, dai caratteristici angoli smussati e delle particolari finestre con raffinati graticci. Non molto distante si trova la beit Sheikh Isa Bin Ali Al Khalifa, un edificio costruito intorno alla metà del 1800. Anch'essa è una casa tradizionale la cui visita consente di vedere come si svolgeva in passato la vita della gente. Un sistema di condizionamento naturale degli ambienti era rappresentato dalla cosiddetta torre del vento la cui particolare erezione consentiva il raffrescamento dei locali interni della dimora. Sebbene le stanze siano oggi prive di arredi, si possono ancora notare le elaborate porte in legno, gli stucchi, i soffitti in tronco di palma e le tipiche arcate arabe a divisione dei settori. Interessante anche la Al Korar house luogo di ritrovo delle donne di Muharraq che qui si dedicano alla antica arte della tessitura con fili d'oro. Situato nel cuore del quartiere, il souk merita una passeggiata tra le sue strette vie in quanto consente di vedere un suggestivo spaccato della vita dell'antico Bahrain. Lungo la costa può valere infine fare una rapida deviazione per vedere l'Al Arad fort, un forte costruito dai portoghesi all'inizio del XV secolo. Restaurato di recente, l'interno non offre un granchè, ma si può comunque osservare il vecchio pozzo e le travi in legno di palma che rinforzavano i soffitti. La posizione del forte è tuttavia assai amena soprattutto verso l'ora del tramonto.

Approssimandosi le prime ombre della sera, la successiva destinazione è la zona del Wharf, un'area residenziale ancora in fase di ampliamento che si affaccia sulla Bahrain Bay proprio dalla parte opposta della riva su cui sorge il World Trade Center ed il centro cittadino. Qui si trovano edifici futuristici e spettacolari quali la torre a forma di "H" dell'hotel Four Season, che sorge su un'isoletta dedicata, oppure il grattacielo Windham tower sulle cui pareti in vetro lucido che si avvitano verso il cielo si rispecchia in prospettiva verticale anzichè orizzontale lo skyline di Manama, formando così un suggestivo effetto ottico. Una serie di altri modernissimi edifici, di vialetti bordati di palme, di canali attaversati da ponticelli, di raffinati ristorantini e di locali da intrattenimento, rendono questo luogo (che senz'altro vedrà una rapida espansione nei prossimi anni) una piacevole meta dove trascorrere la serata lontano dal trambusto del centro cittadino.

A notte inoltrata, un tragitto in macchina di una ventina di minuti consente raggiungere l'aeroporto internazionale dove, restituita la macchina presa a noleggio, vi è ad attendere il volo di rientro che, via Istanbul, farà ritornoo in Italia.

GALLERIA VIDEO FOTOGRAFICA

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017 Manama - Saar Burial Mounds
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018 Manama - Saar Burial Mounds
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019 Manama - Saar Burial Mounds
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020 Manama - King Fahd Causeway
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021 Manama - King Fahd Causeway
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022 Manama - King Fahd Causeway
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023 Manama - King Fahd Causeway
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024 Manama - Al Jasra House
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025 Manama - Al Jasra House
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026 Manama - Al Jasra House
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028 Manama - Al Jasra House
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126 Bahrain
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140 Tree of Life
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142 Bahrain - Oil Museum
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143 Bahrain - Oil Museum
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144 Bahrain - Oil Museum
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145 Bahrain - Oil Museum
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146 Bahrain - Oil Museum
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147 Bahrain - Oil Museum
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148 Bahrain - Oil Museum
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149 Bahrain - Oil Museum
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150 Bahrain - Oil Museum
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151 Bahrain - Oil Museum
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152 Bahrain - Oil Museum
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153 Bahrain - Oil Museum
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154 Bahrain - Oil Museum
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155 Sakhir - Formula One Circuit
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156 Sakhir - Formula One Circuit
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161 Sakhir - Formula One Circuit
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164 Sakhir - Formula One Circuit
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167 Sakhir - Formula One Circuit
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168 Al Areen Wildlife Parl & Reserve
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169 Al Areen Wildlife Parl & Reserve
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170 Al Areen Wildlife Parl & Reserve
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